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Fare beneficenza: come evitare le truffe



Fare beneficenza è senza alcun dubbio una delle migliori azioni che un essere umano possa compiere. Aiutare qualcuno senza chiedere nulla in cambio è infatti tra le forme più alte possibili di generosità individuale. Quando si tratta di questo tipo di gesti però, e soprattutto quando si tratta di far circolare soldi, è facile che qualcuno con pochi scrupoli si infili nella catena delle donazioni, appropriandosi di denaro che non dovrebbe essere suo. La domanda quindi è: ci sono dei modi efficaci per evitare le truffe? La risposta è sì, anche se non è possibile evitarle tutte.

fare beneficenza

Ci sono anche modi di fare beneficenza più efficaci di altri, ma non riguardano la causa rispetto alla quale la si fa, bensì in modo in cui la si fa. In questo senso e qui viene il punto centrale, bisogna anche necessariamente spiegare una cosa che non si può esitare a definire spiacevole. Nel mondo odierno, donare non basta. Se parliamo di beneficenza pura, non è così raro che i soldi donati vadano a qualche personaggio privo di buoni sentimenti, in grado di convincere i malcapitati donatori a farsi regalare soldi o altro, senza che però questi vadano a chi veramente ne ha bisogno. I modi in cui questo avviene sono diversi e praticamente tutti subdoli. La prima cosa da fare quindi è accertarsi nella maniera più chiara ed efficace possibile della bontà e dell’onestà dell’ente a cui si dona. Prima ancora bisogna accertarsi che quell’ente esista davvero, visti i molti casi di associazioni “fantasma”. C’è una responsabilità del donatore che anche se non dovrebbe esserci e di certo non si può a quest’ultimo dare alcuna colpa nel caso le cose vadano male, che andrebbe sempre esercitata.

Fare beneficenza: evitare le truffe facendo le dovute verifiche

Ribadiamo che evitarle tutte, le truffe, è impossibile, va tenuto presente. Questo per il semplice fatto che chi truffa, appunto è un truffatore, ovvero una persona esperta a fare proprio quella cosa lì, il che in quello specifico campo, lo mette ad un livello superiore rispetto alle persone oneste e che addirittura scelgono di aiutare gli altri. Certo, è un campo criminale quello di cui stiamo parlando, non c’è nulla di cui vantarsi, ma tant’è. A parte questo, ci sono diversi metodi per ridurre al minimo il rischio che i soldi di chi decide di fare beneficenza vadano ad un delinquente piuttosto che a chi ne ha davvero bisogno. Questi metodi comprendono delle azioni concrete da fare. La prima di queste azioni, come già detto, è accertarsi se l’ente o l’associazione alla quale si è deciso di donare esista davvero (ad esempio controllando il registro delle associazioni di volontariato). In ogni caso, visto che ora passa tutto tramite internet, sul web è ormai abbastanza facile costruire un sito fittizio di qualche pagina che pubblicizza una qualche causa benefica inesistente. Oppure realmente esistente ma di cui quell’ente o associazione non si occupa, perché magari nemmeno esiste (l’associazione).

Le verifiche da fare ovviamente non passano solo dalla serietà del sito (perché questa dipende anche dalle capacità economiche di chi quel sito gestisce). Però, verificare che esista una pagina contatti reali con mail e telefono ed eventualmente dei contatti social, accertarsi che questi contatti siano funzionanti (ovvero che c’è qualcuno che risponde davvero dall’altra parte), controllare che il sito sia sempre aggiornato e non abbandonato a se stesso, stare attenti che il numero del conto in banca fornito sia veramente intestato a quella specifica realtà, sono tutte azioni di controllo che certamente possono aiutare a capire se dietro ci siano persone serie o meno. Se il numero di conto in banca è di una persona fisica, non è comunque detto che sia una truffa, o che si tratti di persone poco affidabili, ma se proprio si vuole donare è meglio fare ulteriori verifiche.

Un altro accertamento utile da fare è, nel caso il primo step appena descritto si andatoa buon fine, parlare appunto con chi c’è’ dietro, farsi raccontare l’attività, magari farsi inviare delle foto o dei video di cosa fanno nel caso sia possibile (praticamente sempre). Oppure verificare che le pagine social riportino questo tipo di contenuti, che ovviamente aiutano molto a certificare che in quel caso specifico ci sia un’attività di sostegno realmente svolta.

Dopodiché bisogna inderogabilmente capire che le verifiche da fare sono strettamente legate all’attività per la quale si vuole donare. Accertarsi della serietà di una realtà che si occupa di bambini malati è ovviamente diverso dall’accertarsi dell’onestà di una volontaria che si occupa di un certo numero di colonie di gatti. La prima causa non è più importante della seconda e nemmeno la seconda è più importante della prima perché il tutto è estremamente soggettivo, ma i controlli da fare non sono gli stessi. Nel primo caso può tranquillamente valere quanto scritto appena sopra. Nel secondo, ad esempio è buona cosa anche informarsi dai volontari di zona se è vero che esistono quelle colonie e se quella persona specifica se ne occupa. In questo caso bisogna anche stare attenti a chi ci si rivolge perché in alcune situazioni sussistono stupide gelosie che potrebbero condurre ad informazioni false. Quindi è buona norma per farsi un’idea esatta contattare sempre più di una persona. In ogni caso anche chi gestisce una colonia di gatti, o un gruppo di cani randagi in una zona difficile, può tranquillamente dimostrare il suo lavoro tramite foto e video. Non avrà magari un’associazione od un sito, o una pagina social, ma ciò non gli impedisce di documentare la sua attività di volontariato tramite immagini e video.

Un’altra cosa da specificare meglio è che, come appena accennato, soprattutto nel campo degli animali, non tutti i volontari hanno un’associazione, ciò accade per mille motivi tutti diversi. Il non averla non significa assolutamente, quindi, che siano persone inaffidabili, però è altrettanto vero che chi vuole “fregare” potrebbe trovare più facile restare nell’ombra, non costruire una realtà associativa quindi, per avere le mani più libere. Per questo è sempre meglio fare verifiche approfondite senza alcun pregiudizio. Molti volontari lavorano nell’ombra più assoluta e sopportano sofferenze psicologiche atroci, in più vengono anche ostacolati da truffatori di professione che fingono di fare quello che fanno loro e magari raccolgono più soldi perché hanno più tempo per i social, visto che degli animali non se ne occupano davvero. Di conseguenza se si vuole fare del bene a chi ne ha davvero bisogno, usare una mezzoretta per accertarsi davvero di dove andranno i soldi donati è sicuramente un buon consiglio.

Passiamo ora ad un discorso abbastanza difficile. Donare soldi (o merce) alle grandi associazioni. Non è raro sentir dire che dare soldi alle grandi associazioni sia praticamente inutile perché “lì è tutto un magna-magna”, “non si sa dove vanno a finire”, “c’è sempre qualcuno che se li intasca”. Queste teorie nascono dal fatto che dentro questi enormi enti benefici, operano un sacco di persone, di conseguenza il controllo è minore e qualcuno può sempre approfittare, di una distrazione, di una complicità, chissà. Ma è davvero così? La risposta è: no. Ovviamente può verificarsi che anche nelle grandi realtà del volontariato, come in qualsiasi altra realtà al mondo, possa esserci qualche mela marcia così furba da riuscire nell’intento di portarsi via soldi destinati a persone o animali in difficoltà, ma il legare direttamente questo problema alle realtà di enti benefici strutturati è una stupidata.

Questo tipo di associazioni infatti, visto che solitamente gestiscono una quantità di denaro non trascurabile, sono molto controllate, sia dall’interno che dall’esterno. Il concetto “non so dove finiscono i miei soldi” è per così dire frutto di un artefatto concettuale. Se una persona dona 1 euro, o anche 10 euro ad un’associazione internazionale, ovviamente potrebbe non riuscire a tracciare tutto il percorso di quei 10 euro o quel che sono. Ma questo non vuol dire che quei soldi spariscano. Solitamente quelle realtà lavorano per progetti. Quei10 euro quindi finiscono in un qualche progetto, unitamente a un gran numero di donazioni di entità simile, che insieme contribuiscono a realizzare o comunque portare avanti quello stesso progetto. I progetti sono poi sempre pubblicizzati su tutte le pagine dell’ente, così come il loro avanzamento, di conseguenza è piuttosto facile poter capire, anche se magari un po’ più a grandi linee rispetto ad associazioni più piccole, dove sono finiti i propri soldi.

Certo, una persona potrebbe voler avere la certezza assoluta dell’efficacia della propria donazione e voler quindi sapere esattamente la destinazione e l’utilizzo che l’associazione di turno ha fatto della sua donazione. Ad esempio: “dono 50 euro ad un’associazione che gestisce un canile e voglio sapere quante pappe ha comprato con quei 50 euro”. Tutto legittimo, tutto indiscutibile anzi, ma è una scelta. E’ una cosa che non c’entra niente con l’evitare qualcosa che possa essere anche solo vagamente illegale. Enti grandi realizzano progetti grandi (dove quindi servono grandi quantità di denaro, e quindi in linea generale le donazioni di molte persone) enti piccoli fanno cose più piccole ma effettivamente spesso più direttamente dimostrabili. Insomma, è un po’ una scelta di campo quando si dona, ma non dare soldi ai grandi enti benefici perché si pensa che “nel casino” sia più facile rubare è abbastanza una stupidata.

Può anche succedere, come abbiamo già detto, ma il legame concettuale diretto è un’idiozia. Inoltre abbiamo già spiegato che non è per niente detto che in realtà più piccole non si realizzino truffe. La beneficenza, qualunque essa sia, presuppone anche un certo grado di fiducia. Purtroppo questa fiducia a volte viene tradita da gente senza scrupoli, ma non è un motivo sufficiente per smettere di fare beneficenza, se si ha quel tipo di indole. In ogni caso, concludendo il discorso, preferire realtà meno strutturate, se di proprio gusto, va benissimo, ma non donare a quelle grandi solo perché così si pensa di evitare delle truffe, anche solo tecnicamente parlando, non ha alcun senso.

In conclusione, scegliere un’associazione piccola o grande non fa molta differenza dal punto di vista dell’evitare una truffa. Quelle più grandi sono più controllate anche dall’esterno, in quelle più piccole è più facile verificare l’intero percorso del denaro donato (più ancora se si dona della merce). Un incidente può sempre capitare in entrambi i casi, ma appunto fare beneficenza significa anche avere fiducia verso la realtà che si decide di aiutare. Adottare però tutti i metodi spiegati precedentemente aiuta certamente a ridurre il rischio di vedere le proprie risorse dedicate alla beneficenza sparire nelle mani di un poco di buono.

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