Come gestire i colleghi negativi

Non illudetevi che una chiacchierata possa fargli cambiare idea: il "musone" cronico difficilmente torna sui suoi passi

Chiariamolo subito: quando la negatività entra in ufficio, è bene prendere subito delle contromisure. Non tutti i colleghi possono, ovviamente, essere dei “bontemponi”, capaci di dispensare entusiasmo e buonumore; ma quando ci ritroviamo a dividere la stanza con degli irriducibili “musoni”, che non riescono a vedere che nero, le cose per noi possono mettersi seriamente male. Sia ben chiaro: una giornata storta può capitare a tutti. E lasciare fuori dal lavoro ansie e preoccupazioni, non è sempre facile. Ma quando i visi tirati dei nostri vicini di scrivania sembrano rilasciare “tossine” che rendono l’aria insalubre, allora non ci sono dubbi: abbiamo a che fare con dei colleghi negativi. Meglio prenderne atto e – come già detto – correre ai ripari per tempo.


tristiprofessionisti

Chi sono i colleghi negativi? Di norma, sono quelli che diffidano di tutti e si lamentano di tutto. Quelli che pensano di essere circondati da persone inette e inaffidabili, che non si sentono mai gratificati per quello che fanno e non riescono a partorire mai un pensiero costruttivo. Avere a che fare con loro può essere pericoloso. Perché, esattamente come la positività, anche la negatività è contagiosa. E, al lavoro, può causare seri problemi. Come dobbiamo comportarci con loro? E’ meglio assecondarli o cercare di “scuoterli”? Niente di tutto ciò. Per sopravvivere indenni a una giornata di lavoro, trascorsa al fianco di colleghi negativi, basta rifarsi a questi 3 semplici consigli.

Tre cose da fare quando i colleghi sono negativi

#1. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. Il celebre verso dantesco ci sembrava particolarmente indicato per spiegare che è bene intrattenersi il meno possibile coi colleghi negativi. E non certo per mancanza di tatto o di educazione, ma perché il rischio di finire soggiogati dalla loro “aurea venefica” è particolarmente alto. Peccheresti di ingenuità se pensassi che una chiacchierata a viso aperto possa indurli a cambiare atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro. Una persona veramente negativa (e non una che sta solo attraversando un momento complicato) difficilmente tornerà sui suoi passi. E’ più facile che – senza le dovute cautele – sia tu a farti sopraffare dal suo effluvio di malumore e lagnanze.

#2. Poni dei paletti. Va bene evitare di intrattenersi, in loro compagnia, davanti alla macchinetta del caffè; ma se il capo ti ha chiesto di portare avanti un progetto con dei colleghi negativi, allora non potrai farla franca: dovrai necessariamente trascorrere del tempo con loro. In questo caso, sarà opportuno erigere una sorta di “muro di protezione” tra te e loro. Poni dei paletti e spiega che hai una visione diversa (più positiva) della questione che state trattando insieme. Non farti vincere dal loro cronico sconforto e concentrati sull’incarico che ti è stato assegnato, facendo appello a tutto il tuo entusiasmo e alla tua professionalità.

#3. Chiedi aiuto. Se, nonostante tutte le precauzioni del caso, il clima in ufficio rimane irrespirabile; allora ti consigliamo di lanciare un segnale di S.O.S. Parla col tuo capo e spiegagli quanto sia difficile lavorare con dei colleghi negativi. Non puntare l’indice con supponenza, ma argomenta le tue ragioni fornendo dettagli precisi. Il tuo superiore potrebbe ravvisare la necessità di “entrare in campo” personalmente e di intervenire con una certa urgenza. Magari chiedendo ad un esperto delle Risorse Umane di occuparsi del problema. Chiedere aiuto non è sintomo di debolezza. Bussa alla porta di chi è più “titolato” di te, quando comprendi che la faccenda rischia di prendere una brutta piega. Di avvelenare il clima in ufficio o di compromettere il lavoro di tutti.

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Wordpress (1)
  • […] equivale a dire che le lavoratrici in menopausa sono esonerate dal fare il loro dovere. Né che i colleghi devono mantenersi a distanza di sicurezza. Basta imparare a prestare maggiore attenzione a ciò […]