I lavori che non ti renderanno mai un disoccupato nonostante la crisi

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">La <strong>crisi economica</strong> </span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3861" alt="internet browser" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/Internet.jpg" style="width: 160px; height: 105px; margin: 3px; float: left;" width="800" height="523" /></span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">ha generato milioni e milioni di nuovi disoccupati: il 10,6% della popolazione nei Paesi Ue, l’11.9% in Europa ed il <strong>13% in Italia</strong> non ha lavoro, <strong>peggio di noi solo Cipro e Grecia</strong>, mentre anche Spagna e Portogallo sorridono più dell’Italia. Nonostante questi dati terribili (ai quali vanno aggiunti quelli, enormi, relativi al <strong>numero di inattivi</strong>, cioè chi non ha un’occupazione ed ha smesso anche di cercarla perchè ormai rassegnato), ci sono però potenzialità professionali che restano molto appetibili, sia perché <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2710-i-mestieri-anti-crisi-pizzaioli-estetisti-e-imbianchini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">refrattarie alla crisi</a></strong>, sia perché <strong>nuove</strong> e </span></span></span><strong><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">molto richieste sul mercat</span></span></span></strong><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong>o</strong>.</span></span></span>

Due le figure maggiormente spendibili: i tecnici (42,5) ed i commerciali (36,4). Tra i primi dominano le figure informatiche: programmatori, sviluppatori tecnologia mobile, analisti-programmatori, esperti software, disegnatori tecnici (settori dove studiare ed aggiornarsi ogni anno diventa un must!). Tra le figure commerciali spiccano profili specializzati, come agenti di commercio o persone abili a vendere su Internet o nell’import-export.


A ridosso di queste due macro-figure troviamo gli assistenti socio-sanitari, perché con l’età media in cui si muore in costante aumento, sono sempre più necessari specialisti capaci di accudire e curare da casa persone anagraficamente molto anziane. Tra le professioni nuove più richieste invece, spiccano gli esperti in comunicazione con i nuovi media (social media marketing, community manager, esperti in web marketing).

Se avete la possibilità di formarvi in questo periodo della vostra vita, quelli enunciati sopra rappresentano i filoni nei quali assolutamente specializzarvi. Il ramo della programmazione informatica è particolarmente fecondo e non richiede per forza una laurea in ingegneria informatica o in informatica, perché esistono in Italia corsi di formazione che in 6 mesi – 1 anno vi trasformano in programmatori…o addirittura società che, vista la grande necessità, sono pronte a formarvi per poi assumervi……Se sei giovane (meno di 35 anni) ed hai una laurea anche in altro settore, devi sapere che in Italia mancano almeno 15mila programmatori che le aziende stanno cercando.

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Commenti

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  • Danilo Pascale 6 anni

    un altro ottimo settore è quello delle onoranze funebri…peccato che ci voglia un corso “solo a pagamento” e tralaltro non riconosciuto dallo stato il cqc ovviamente 2000 euro di spesa sempre se poi trovi qualcuno disposto ad assumere di questi tempi…vergognoso che lo stato ignori un settore tanto profiquo e che molti giovani come me lo ignorino…io personalmente non ho i fondi ne per pagare il corso e tantomeno il cqc..e ovunque vada vogliono esperienza..e allora mi vien da dire a questi saccenti imprenditori SIAMO GIOVANI E INESPERTI COME ERAVATE VOI! ASSUMETECI altrimenti finiremo tutti per delinquere prima o poi..non ho facebook ma ci metto nome e cognome su quel che ho appena scritto distinti saluti

  • Andrea 6 anni

    Scusate volevo aggiungere un altro pensiero, capita sovente che mentre si lavora si ricevono altre proposte di lavoro quando si entra nel limbo della disoccupazione gli stessi che un tempo ti avevano fatto proposte non ti vogliono più. La regola del mercato del lavoro somiglia tanto al detto ” i soldi vanno sempre da chi ne ha” oppure ” se sei sposato hai più donne di prima che ti ronzano intorno” provate a tenere presente per il futuro, sposatevi con l’azienda per cui lavorate ma sappiate capire quando è il Vostro momento per divorziare prima che sia l’azienda a farlo e senza riconoscervi nemmeno gli “alimenti”.
    Di solito il momento opportuno è quello quando si è in equilibrio, ossia quando si è raggiunta la serenità economica e l’esperienza per cui il vostro compito lo svolgete senza affanni, quello è il momento di cambiare la vita per rivoluzionarla, in quel momento siete forti per attivare mutamenti e poterli sostenere.
    Il concetto di lavoro fisso e sicuro a vita è l’anticamera della vostra povertà non solo economica ma anche professionale.
    Altra riflessione, i signori che scrivono su questo sito, svolgono più attività contemporaneamente, alcuni sono selezionatori del personale e scrivono su questo sito e poi faranno anche altro, questo vi dovrebbe far comprendere che agire su più fronti offre più opportunità o meno probabilità di rimanere scoperti in tempi di crisi.
    Lavorare è prima di tutto un lavoro di strategia mentale nella vita quotidiana il primo datore di lavoro con cui abbiamo doveri, è la nostra persona.

  • Andrea 6 anni

    Qualche giorno fa, in un centro ingrosso, una signora over 60 in attività di promoter per un’azienda alimentare si è trovata a ricevere brevi mano un numero di telefono e un indirizzo con l’offerta da un ristoratore di 100 euro a serata per aiuto in cucina tre sere a settimana.
    Io ho la vaga sensazione che cercare lavoro su internet o inviando C.V. sia un sistema di scrematura inefficace ed inefficiente poiché sono programmi selettivi standardizzati quindi parametri come età, esperienza etc.. spesso sono elementi che eliminano l opportunità per candidati che forse di persona potrebbero avere la chance.
    Provate a portare di persona i vostri C.V. facendo finta che avete avuto notizia che stanno cercando personale ma non avete trovato informazioni sufficienti e quindi siete li per capire ed informarvi poi il resto sta alla vostra creatività per superare il filtro ( segreteria/portierato) e passare alla porta successiva.
    Attenzione la tenacia è apprezzata ma a volte confusa con, l’essere disposto a qualunque cosa quindi anche sottopagati, cercate di intuire prima, dalla segreteria/portierato, con chi avete a che fare, il personale scelto per l’accoglienza e/o filtro a seconda di come si proponga e presenti la dice lunga sulla mentalità e filosofia dell’azienda.
    Il resto è un’arte che si ha o si impara nel tempo sempre se vi sono le potenzialità.
    In bocca a lupo!

  • Donatella 6 anni

    Ho 38 anni sono laureata, e non trovo lavoro da due anni, nonostante abbia voglia di lavorare e fare di tutto, dico di tutto, ho inviato e portato vari curriculum di persona ma non mi chiamano nemmeno per un colloquio. Vedo che qui siamo in tanti anche con più esperienza di me e ciò non mi conforta anzi… io comunque preferirei lavorare 10 ore a 1200 euro al mese anche se sottopagato e sfruttato piuttosto che stare a casa e piangere.. lo sfruttamento è da condannare sicuramente e purtroppo in italia i lavoratori non sono tutelati , ma in condizioni di forte crisi come questa purtroppo ci si adatta in assenza di qualcuno che sappia dare risposte e soluzioni vere e efficaci

  • X LA DIGNITA' DEL LAVORO 6 anni

    Io ho una laurea in Comunicazione, però non trovo lavoro nel mondo del social media marketing, se davvero le aziende cercano queste figure perché non assumono chi come me ha una preparazione adeguata nell’ambito della comunicazione?

  • X LA DIGNITA' DEL LAVORO 6 anni

    CommercialI? E ci credo che non ci va nulla: TI COSTRINGONO AD ANDARE PORTA A PORTA A VENDERE MERCE FASULLA, NON TI PAGANO NULLA, NEANCHE UN RIMBORSO SPESE, E TI COSTRINGONO A FARTI LA PARTITA IVA, CIOE’ SE FAI IL COMMERCIALE CI RIMETTI, E POI COMMERCIALE NON E’ UN LAVORO DIPENDENTE, ANCHE SE MOLTI SITI LO PUBBLICANO FRA LE OFFERTE DI LAVORO, INSOMMA FRA QUALCHE GIORNO DIRANNO CHE IN ITALIA LE DONNE NON VOGLIONO LAVORARE PERCHE’ NON VOGLIONO FARE LE ESCORT, W LE DONNE E GLI UOMINI ITALIANI CON UN MINIMO DI DIGNITA’

  • Fabio 6 anni

    Buongiorno, mi permetto di dissentire. Ritengo questo pezzo fortemente fuorviante e non totalmente corretto. Quanto indicato a proposito delle “posizioni informatiche” non corrisponde esattamente a verità. Lavoro da 10 anni in questo settore (IT/TLC) e da tempo vedo che l’informatico, in italia, è ormai considerato come un operaio a bassa specializzazione di qualche decennio fa: contratti a progetto (3 mesi, 6 mesi), quando non la classica “offerta di stage” (ovvero: lavori pagato con con rimborso spesa e stretta di mano), stipendi comunque RIDICOLI (quando offrono 25K€ lordi annuali è un miracolo) e classico impiego da “mulo tappabuchi”. E se non ti va bene, ce n’è un altro fuori pronto. Trovo questa non-notizia delle “aziende che cercano giovani programmatori e non li trovano”, che viene riproposta ciclicamente da telegiornali e testate giornalistiche, semplicemente grottesca, oltre che una vera presa in giro per chi sta pensando di intraprendere questo tipo di studi. L’ultimo paragrafo poi (“Il ramo della programmazione informatica è particolarmente fecondo e non richiede per forza una laurea in ingegneria informatica o in informatica, perché esistono in Italia corsi di formazione che in 6 mesi – 1 anno vi trasformano in programmatori…”) è al limite dell’offesa, per chi come me si è laureato in Ingegneria Informatica. Oltre a dimostrare il livello di professionalità che questo Paese ormai richiede.

  • Giovanni Notaro 6 anni

    Nella. vita …se non si ha …la volontà ….e la pazienza. Non si va avanti….in nessuna strada….certo bisogna avere anche. fortuna ….in tutto .

  • fosco 6 anni

    Buongiorno
    mi sono occupato di export da dal 1980, ora ho 60 anni e da alcuni anni sono in pratica disoccupato. Ho occupato ruoli quali export manager e sales manager in aziende di vari settori e un bel giorno mi sono trovato a piedi a causa di crisi del settore, molto particolare, in cui operavo. Ho aperto una partita iva cercando di svolgere attività di consulenza ma senza grosso successo. Chi mi legge penserà che, vista l’importanza dell’export per l’italia in un momento così difficile, una figura come la mia non dovrebbe avere problemi a ricollocarsi. Ed invece purtroppo non è così. Oggi le società di ricerca di personale nel fare una prima selezione dei curiculum che ricevono guardano dapprima all’età e poi all’esperienza con il risultato che in pratica il mio c.v. non viene neppure letto. Aggiungiamo che le aziende molte volte indicano nei loro annunci un’età massima per ricoprire un determinato ruolo e quindi sono di nuovo tagliato fuori. Risultato … in realtà sono disoccupato ma non figuro come tale non partecipando quindi ad incrementare la parcentuale della disoccupazione in Italia. E come me ci sono decine di migliaia di altre persone che non hanno la possibilità di poter maturare l’anzianità lavorativa per poter andare in pensione e comunque sopravvivere.
    Che fine faremo?
    Cordiali saluti.

  • lucio 6 anni

    bah, sembra sempre la solita frittatina per far leggere l’articolo. io ho 38 anni, nella vita ho praticamente solo studiato, non lavoro come si deve anzi, a volte, non lavoro proprio. ho intenzione di rimettermi in gioco di nuovo.. ma voi non aiutate proprio nemmeno a comprendere.

  • Gianluca 6 anni

    E chi ha più di 35 anni, può accingersi ad andare a chiedere l’elemosina? Pensano che solo i giovani siano disoccupati? Io ho 41 anni e quasi 20 anni di esperienza come contabile, sono un mulo da lavoro, eppure sono tagliato fuori. E questo perché i nostri politici che sono a Roma, che non posseggono la benché minima percezione della realtà, continuano con questa ingiusta discriminazione e cioè donando pesanti sgravi fiscali alle imprese solo per l’assunzione dei giovani under 29, anziché, come sarebbe giusto in uno Stato normale, abbassare le tasse sul lavoro per tutti quanti e creare un contratto di assunzione unico, uguale per tutti, senza distinzione di età e di sesso. Vi sembra giusto che il nostro Stato dica alle imprese: “Se assumete un giovane avete degli sgravi fiscali, mentre se assumete un 35-40-45-50enne, potete morire di tasse”? Stesso discorso per le persone in mobilità, in cassa integrazione, disoccupati da più di 24 mesi ecc… Non dovrebbero esistere incentivi per alcuna categoria di disoccupati, a scapito di altre! Tutti quanti dovrebbero avere la stessa identica opportunità di essere collocati o ricollocati nel mondo del lavoro. Per non parlare delle donne, che si sentono discriminate. Le contabili sono quasi tutte donne, come se solo loro fossero capaci di svolgere tale mansione. La maggior parte delle mansioni d’ufficio sono svolte da figure femminili. Nella maggior dei casi, le imprese, per mansioni d’ufficio esigono espressamente solo donne. Ma io non mi rassegno, perché non è giusto che ci siano persone fortunate o privilegiate (giovani, donne, persone in mobilità ecc…) che hanno la possibilità di avere un bel lavoro in ufficio dal lunedì al venerdì a 10 minuti da casa, con uno stipendio normale e vivere sereni ed un 41enne maschio, chissà perché, se vuol lavorare può solo andare come un mendicante a suonare ai campanelli delle porte per vendere i folletti o i contratti di energia per racimulare qualche obulo al mese. Ma il Signore è giusto, al contrario del nostro Stato ed aiuterà tutti quanti allo stesso modo.

    • Vero Gianluca!

    • Francesco 6 anni

      Ciao Gianluca, non potevi trovare parole migliori, io ho quasi 43 anni, ho un attestato di elettricista, un diploma tecnico delle industrie, uno di amministratore condominiale, uno di installatore impianti fotovoltaici, il libretto marittimo, 4 patenti guida con abilitazioni professionali dalla categoria A alla D, tantissime esperienze di lavoro e attualmente sono a casa con i miei genitori che mi devono mantenere ancora chi sa per quanto tempo è mi vedono quasi sempre stare a casa davanti al pc ad inviare cv oppure stare a casa perché tra poco non potrò permettermi di mantenere la macchina che possiedono da ben 13 anni e che mi da sempre nuovi problemi.
      Il problema del lavoro si tira con sé non solo quello economico ma anche quelli morali, sociali, perché se non c’è lavoro non hai i soldi e di conseguenza viene a mancare la possibilità economica di uscire con gli altri anche per andare a mangiare una semplice pizza o spostarti per cercare lavoro fuori città (se dovesse chiamare una ditta per un colloquio), cominci a sentirti socialmente inutile, ti stanchi d’inviare continuamente domande di lavoro, addirittura in alcuni casi arrivi al punto di volere invitare una ragazza fuori per conoscerla meglio e poi magari ci ripensi e ti tiri indietro perché sai che se lo fai con la speranza di costruirti un futuro e mettere su famiglia, oggi, te lo puoi scordare.
      Poi per aggravare maggiormente la situazione ci sono su tutte quelle ditte che mettono inserzioni di lavoro promettendo stipendi e messe in regola per poi sfruttare le persone, farle lavorare qualche mese per poi magari non pagarle nemmeno ed avere manodopera gratuita.
      Quando non esisteranno più tutte quelle persone (speriamo tra moltissimi anni) che con la loro pensione oggi mantengono figli e nipoti disoccupati, ci renderemo conto di cosa significa la vera crisi e cosa significa non avere un semplice piatto di pasta a tavola.
      Scusate il pessimismo ma andando avanti in questo modo è così che andrà a finire.

  • Theo Diamantiou 6 anni

    Vorrei spendere solo 2 parole, riguardo l’articolo.Dunque, se e’ vero che i lavori di assistenti socio-sanitari potenzialmente hanno molti sbocchi lavorativi,..in realtà invece la situazione e’ pressoche’ drammatica.In un paese dove si taglia continuamente sulla sanità e sul sociale, sai assiste invece alla chiusura degli ospedali e cooperative socio-sanitarie che tagliano drammaticamente sul personale e sui servizi erogati.Inoltre il percorso prevede anni di studi e migliaia di euro per pagarseli.

  • Giorgio 6 anni

    Un grosso grosso problema in Italia è la mancanza di una ricollocazione lavorativa per chi arriva ai 40 anni ed è come me troppo specializzato non trova lavoro provengo dal settore notarile, dove grazie a IMU, decreto Bersani, e altre varie barzellette che hanno raccontato agli italiani prima fra tutti riforma Fornero che cogliendo l’atteggiamento razzista delle aziende nei confronti di un certo “target” di disoccupati, ha reso tutti disoccupati di serie C eliminando le liste di mobilità e di fatto eliminando una possibile “mobilità orizzontale” di tale tipo di lavoratori.
    Colgo con grande aberrazione e sconsolazione, che su questo sito come in tanti altri, si parli solo di “DISOCCUPAZIONE GIOVANILE” chi perde il lavoro a 40 anni viene considerato “SCARAFAGGIO” con tesserino o laurea !!!!!
    1) La realtà è che delle vere politiche di ricollocazione “attive” non esistono !!!
    2) sono disoccupato da un anno e tre mesi 4 colloqui fatti andati tutti bene e nonostante io non sia “laureato” ma un semplice ragioniere che ha frequentato la facoltà di giurisprudenza, non ho paura a svolgere lavori “materiali” e sporcarmi le manine !!!

    Sapete che facilità c’è nel redarre un atto notarile senza nemmeno un errore provateci laureati e non scoprirete quanto è semplice, ciò che conta certo è l’istruzione ma soprattutto è la professionalità che si vende a 40 anni

  • Alberto 6 anni

    Ciao tuttodiplus,
    sono Alberto un ingegnere di 48 anni passato dal 2009 dal settore automotive a quello delle fonti rinnovabili. Le scriteriate politiche del nostro governo in questo settore hanno fatto di me una delle 162000 vittime che lavoravano in questo settore (queste sono le stime che ho letto lo scorso anno). Volendo stendere un velo pietoso su quelle che sono le mie possibilità di inserimento nel mondo del lavoro (faccio il libero professionista per necessità e uso questa espressione per non dire che sono disoccupato), sto pensando di vendere la mia laurea su ebay e di aprirmi un’azienda agricola. Vorrei sapere se dal tuo studio questo è emerso che questo settore ha delle potenzialità. Sto parlando seriamente.

    Ciao, Alberto.

    • Sulle aziende agricole non ho dati in questo momento, magari sul nostro sito però trova qualcosa.

  • Carlos61 6 anni

    Mah dalla mia esperienza vorrei dire due cose: un programmatore non lo si inventa in sei mesi, si ci sono corsi magari finanziati EU, ma alla fine sei a livello di tabelline. Quelli ricercati hanno esperienze di almeno di 5/6 anni. Non esiste Società informatica che avvia: non vorrei fare un fascio di tutti, ma vedo che sono gestite in modo “prendi i soldi e scappa”; contratti a progetto o P. IVA da 1000€ mensili, non gli interessa se sai o non sai, tanto se il cliente si lamenta calcio nel sedere e … avanti un altro! Che poi manchino addirittura 15.000 programmatori (quindi solo una parte del settore ICT), mi sembra molto campata per aria. Forse se si analizzano gli annunci si, ma calcoliamo che gli annunnci di consulenti ICT nell’80% servono a far database, nel senso che io società di consulenza ho sempre pronti almeno 30 CV per un possibile futuro contratto.

  • Continui pure ad offendere, mi permetto però di consigliarle di recarsi nelle sedi istituzionali a protestare, invece che qui dove cerchiamo tutti di offrire un umile servizio gratuito a lavoratori e disoccupati….se cerca il mio nome su Internet scoprirà che mi batto per certi principi (il diritto al lavoro) ogni giorno, da quando faccio il giornalista. Capisco che la situazione è difficile, e per me lo è forse ancora più di lei, ma cerco di tenere un comportamento più costruttivo, evitando d’insultare chi lavora e non c’entra niente con i problemi di cui lei giustamente si lamenta. La saluto

    • cosimo 6 anni

      non mi sembra di aver insultato nessuno, ma se lei ritiene un confronto tale, – anche se con determinati toni -, lasciamo correre…Le istutuzioni, mio caro signore, non esistono da molto tempo in Italia, dimostrazione che il popolo tutto è tranne che SOVRANO.
      Cordialmente

    • X LA DIGNITA' DEL LAVORO 6 anni

      se volete davvero aiutare i disoccupati iniziate a non pubblicare gli annunci tipo: cercasi venditore porta a porta 0 rimborse spese partita I.V.A.

      • biancolavoro 6 anni

        Faccia maggiore attenzione… su Bianco Lavoro ci sono oltre 20mila offerte di lavoro attive, reali, trasparenti e con i riferimenti dell’azienda o agenzia. La sfidiamo a contare quelle del tipo “cercasi venditore porta a porta 0 rimborse spese partita I.V.A.”… capiamo lo stato d’animo di chi cerca lavoro, ma le generalizzazioni sono sbagliate.

  • Salve Cosimo, sono io il giornalista con tanto di tesserino che ha firmato il pezzo….mi spiace davvero dover constatare il suo tono aggressivo…sono d’accordo con lei che le paghe non siano eccezionali, ma neanche quelle che ha scritto lei. Innanzitutto si prediligono gli under 35 (e sull’articolo è evidenziato), dotati di un aggiornamento professionale permanente o neo skillati…..per loro trovare un’occupazione, anche dopo averla persa, è abbastanza semplice e ci s’impiega meno di 3 mesi…..parlo però di figure prettamente tecniche, abituate a scrivere codice di programmazione dalla mattina alla sera. Un contratto a progetto di circa 1500 euro nette al mese è questa la realtà di oggi. Ovvio che l’optimum richiederebbe ben altri tipi di contratti ed è grave che le politiche governative stiano continuando negli anni quest’opera indegna di precarizzazione ai danni di noi lavoratori (per me vale la stessa cosa!), ma lo dice lei stesso che preferisce stare a casa piuttosto che lavorare, perchè il lavoro, seppur pagato meno del giusto, c’è eccome per i programmatori, a differenza di tantissime altre categorie, che sognerebbero di lavorare a progetto per quelle cifre e che invece non trovano nulla di nulla!

    • cosimo 6 anni

      Guardare a chi sta peggio, non risolve le problematiche reali. Ogni tanto sarebbe necessario guardare chi sta meglio, non trova?
      Gutta cavat lapidem

      P.S.
      Mi scuso per il tono aggressivo, signor ” con tanto di tesserino”, di tesserini ne posseggo a bizzeffe anch’io, e non ne faccio certo esternazione.

    • Manuela Debbia 6 anni

      Dov’è il lavoro anche sottopagato o pagato meno del giusto per noi italiani? Io sto cercando lavoro ma costante e son disposta a qualsiasi lavoro pur di riuscire a pagare le spese quotidiane. Nonostante i vari curriculum che invio per e -mail e li porto a giro nulla viene avanti. Son disposta a lavorare anche 10/12 ore al giorno e disponibile a tutto ciò che capita. Sia a lavorare part-time che a full-time, week-end compresi turni a giornata e a ciclo continuo, ma anche a giornata. E son disponibile agli straordinari. Ho varie esperienze di lavoro che mi son adeguata a svolgere e a ricoprire anche contratti precari pur di far quadrare i conti delle spese della macchina e della casa. Ora però non c’è posto per noi italiani, o per noi donne. Ho 41 anni e non son nemmeno sposata e senza figli. Ho portato curriculum anche in cooperative di pulizie. Ma sembra assurdo. Niente di niente. ho fatto vari corsi di agiornamento HACCP e conduzione di carrelli elevatori, oltre ad approfondire le materie di ufficio di ogni genere (dalla contabilità di ragioneria oltre al amministrazione del personale e delle paghe). Ma non ho abbastanza esperienza dicono. Come operaia ho fatto di tutto di più. Vista l’età son vecchia nonostante l’esperienza. Come la mettiamo?

    • Riccardo 6 anni

      Under 29, correggo. Magari Under 35. A quest’ora non stavo a spasso.
      Anzi, per esperienza personale, già quando avevo 28 anni storcevano il naso.

  • carolina cozza 6 anni

    Salve.. io vorrei sapere di piu…. e possibile?

  • cosimo 6 anni

    Io, a differenza vostra, ci metto la faccia e non mi nascondo dietro l’anonimato, non firmando nemmeno l’articolo. Ma anche questo é prettamente italiano.

    • biancolavoro 6 anni

      L’articolo è firmato… legga meglio. C’è nome e cognome del giornalista, in cima, appena sotto al titolo… si sforzi un po’ di più prima di fare figuracce…

  • cosimo 6 anni

    Egregi signori,
    Se potessi giocherei tutti i numeri riportati nell’articolo al lotto; forse potrebbero serbare sorprese. Tutto ciò che articolate è completamente falso per ciò che concerne i programmatori: le aziende di body rental si sono arricchite – e continuano a farlo – alle nostre spalle, richiedendo skill megagalattici a fronte di remunerazioni da fame – 1000- 1200 euro al mese. Se realmente mancassero tutti quegli informatici, ci sarebbe un boom della formazione per accaparrarsi le migliori offerte e risolvere il problema della enorme disoccupazione del settore. Io preferisco stare a casa che lavorare 10 ore al giorno, come un dipendente, per 1200 euro al mese – quando va bene -. Siete sicuramente dei filo governativi che sbandierano la disoccupazione giovanile e non si occupano degli oltre cinquantenni ormai fuori dal mercato del lavoro, nelle cui case vivono i giovani. Ma questa è un’ altra storia….
    Cosimo

    • biancolavoro 6 anni

      ovviamente si intende “buoni” programmatori e non “improvvisati”. Stia tranquillo che per i veri programmatori è esattamente come scritto nell’articolo… per chi si improvvisa e “smanetta” con il PC è ovviamente diverso. Provi a visitare qualche blog e pagina facebook di settore e vedrà che c’è fame di buoni programmatori e si è disposti a pagarli davvero bene

      • cosimo 6 anni

        Vuole dire, che sarei un improvvisato? Sa, nascondersi dietro una pagina web e sentenziare è molto semplice. Mi fornisca Lei gli indirizzi di “alcuni” blog che richiedano questo “appetito”, vediamo cosa chiedeno e quanto sono disposti a pagare. La maggior parte deglia annunci che pubblicate, egregio signore provengono da body rental che offrono contratti abnormi e salari ridicoli. Lo sa questo, signor saputo ?

        • paolo 6 anni

          questa risposta è per tutti, anhce perchè non ho alcuna intenzione di passare la giornata a dare una risposta d ogni singolo thread.

          quando mio padre si avvicinò al settore della programmazione, bisognava solo andare a fare qualche corso presso l’IBM, e dopo aver presentato la propria formazione, ed il libretto del lavoro al futuro datore, si entrava nel mondo del lavoro, senza troppi intoppi.

          oggi, me ne sbatto e delle politiche del governo, e di come concepiscono gli altri la programmazione.

          i miei anni dediti alla programmazione li ho spesi, e non rientra alcun mio rigo di codice sorgente, secondo le politiche del software NON libero.

          da 12 anni, aderisco in toto al mondo del Software Libero, e grazie ad esso sono cresciuto.

          io non debbo assolutamente nulla a nessuno, non devo dir grazie a nessun corso di formazione, a nessuna università.

          la crescita della mia persona la debbo a Richard Matthew Stallman.

          sono autore di:

          http://ur1.ca/fnu6h http://ur1.ca/d6qi4 http://ur1.ca/epsuf
          e l’intero materiale è rilasciato secondo i termini della GNU Free
          Documentation License Version 1.3 https://gnu.org/licenses/fdl.txt e GNU
          General Public License Version 3 https://gnu.org/licenses/gpl.txt

          poi anche altri personaggi con i loro libri, mi hanno aperto gli
          occhi ed essi sono:

          Stefano Chiccarelli, Alex kasper, Emmanuel Goldstein,
          Michael Gutmann, Steven Levy, Kevin David Mitnick,
          Andrea Monti, George Orwell, Wendy Goldman Rohm,
          Raf Valvola Scelsi, Hans – Christian Schmid,
          Riccardo Staglianò, Bruce Sterling
          ma anche altri come:

          Jennifer Abbott, Mark Achbar, Joel Bakan, Augusto Bebel, Maria Antonietta Calabrò, Sergio Flamigni, Peter Gomez, Naomi Klein, Michael Moore, Gianluigi Nuzzi, Marco Travaglio, Gian Guido Vecchi

          ed oltre a questi potrei continuare a mettere altri nomi, come : Bruno Ceccarelli i0ycb e tutti quelli che mi hanno dato formazione nei decenni.

          nessuna universtià, sarà al pari di quanto ho appreso da essi, per non parlare poi della gente del settore delle telecomunicazioni, dove davvero dovrei continuare a scrivere almeno un’altra decina di nomi, come minimo.

          Vorrei dire a quei programmatori che lavorano a partita iva: chi ha stabilito che il proprio programma può valere solo qualche centinaio di euro od al massimo 1500 euro ?

          Questa è l’ideologia di una società, di una multinazionale, di una corporazione.

          Rilasciate il software con termini di licenza differenti e vediamo quale verrà maggiormente usato.

          Mi risulta ad esempio che VLC, il noto player oltre ad essere Software Libero, quindi rilasciato secondo i termini della GNU General Public License Version 2, sul proprio website, chieda un equo contributo, l’equivalente di 5 euro o cifra maggiore si voglia donare.

          Distribuzioni quali Red Hat e Novell, mi risulta che vendano il servizio d’assistenza.

          Anche loro sanno benissimo che non avrebbe senso vendere la distribuzione in se, ma il valore aggiunto è ciò che garantiscono con il proprio apporto, con le proprie conoscenze e non certo un software, che compilato una volta, 1 volta funziona e 10 no, come software NON libero.

          Rilasciato come Software Libero, i programmatori dediti allo sviluppo non solo potranno aggiungere migliorie, modifiche, potranno scrivere manuali, guide e rilasciarli/e secondo i termini della GNU Free Documentation License Version 1.3, ma potranno distribuire su cvs, ftp; git; http; svn, software aggiornato e con modifiche ed migliorie riportate nei manuali, ma se vorranno potranno vendere il codice sorgente, dato che esso non cozza con i termini della GNU General Public License e dovranno distribuire il binario, anche se questo è stato sviluppato da una terza persona o modificato da una terza persona.

          Inoltre anche dal Software Libero, è possibile andare al fork, per aprire nuovi progetti esempio: da Open Office nacque LibreOffice.

          da giochi software NON libero, sono nati giochi Software Libero, è bastato andare al fork, dunque abbandonare il progetto originale e scrivere un nuovo programma Software Libero.

          Voi credete a Babbo Natale, alla Befana, agli gnomi, in dio, nella madonna …. ?

          Allora siete dei creduloni.

          Vi hanno detto per decenni quanto il Vostro software valga, e voi gli avete dato ascolto.

          complimenti.

          questo in un’ottica di un mondo non certo destinato al progresso, ma giustamente al regresso.

          le parole di Richard Matthew Stallman:

          “Quando ero bambino a scuola gli insegnanti cercavano di educarci a condividere, dicevano: se porti dei dolci non puoi mangiarli tutti da solo, devi dividerli con gli altri bambini

          Adesso le autorità dicono che gli insegnanti dovrebbero educare i bambini a rispettare le licenze.

          Se porti del software a scuola oh, no, non condividerlo, condividere significa che sei un pirata e che sarai messo in prigione.

          Non è così che la società dovrebbe funzionare, c’è bisogno di persone di buona volontà, di disponibilità ad aiutare gli altri perlomeno quando non è troppo difficile, perchè questo è il fondamento della società, è il fondamento che distingue la società da una giungla spietata.”.

          Scrivete articoli o scrivete codice sorgente, per l’equivalente di noccioline e non certo per lasciare qualcosa che valga realmente d’esser usato tanto oggi, quanto in un prossimo futuro.

          Complimenti, avete capito tutto della vita.

      • Corrado Bianchi 6 anni

        Guardi, nella mia azienda hanno tagliato un terzo dei dipendenti, è
        un’azienda di servizi informatici, e tra quelli che conosco pochi sono
        quelli che hanno trovato un nuovo lavoro. Siamo tutta gente con esperienza almeno ventennale, “figure prettamente tecniche, abituate a scrivere codice di programmazione dalla mattina alla sera” ma le posso assicurare che se esci da un’azienda trovi diffi cilmente lavoro e quello che trovi è sottopagato e a p.iva….

    • lia 6 anni

      io ho 58 anni a dicembre mi hanno licenziata e come lavoro mi sono dovuta adattare come badante a 746,00 e.al mese escluso i contributi o questo o niente Voi cosa avreste fatto? alla mia eta’ non mi assume piu’ nessuno anche con un diploma di scuola media superiore e per la pensione devo lavorare ancora 9 anni. (una persona preoccupata)

      • Francesco 6 anni

        Quanti commenti, i nostri signori politici non hanno idea di quante sono gli over 30 e 40 che non lavorano, persone scontente e disperate che in questo paese non hanno e forse nella loro unica vita non avranno mai più un futuro sereno.
        Ai tempi dei nostri genitori tutto era più facile, più semplice, più normale, ci si licenziava o diplomava poi per alcuni uomini il militare così come l’ho fatto io, poi subito un lavoro e successivamente la formazione di una famiglia, i sacrifici dei loro genitori erano stati ricompensati con la soddisfazione di vedere i propri figli finalmente felici, soddisfatti e realizzati.
        Oggi è legge giusta quella che c’è in Italia? è giusto che pochi individui decidano per ognuno di noi? è giusto sopportare con pazienza ed aspettare che cambi qualcosa mentre ogni giorno che passa della nostra vita ci fa diventare sempre più vecchi e stanchi di sentire i soliti discorsi inutili alla TV?
        non abbiamo un lavoro, chi c’è l’ha è spesso sfruttato all’osso perché se lascia il posto ci sono altre migliaia di persone a candidarsi, e non ci sono più i soldi per andare a fare un eventuale colloquio fuori dalla città di residenza.
        Ci vorrebbe un movimento over 40 o meglio over 30, un unico movimento italiano fatto da noi stessi, gente dai 30 ai 70 (vista l’età pensionabile), invece di aspettare che chi decide, appena va male, va fuori Italia perché ha dove andare a rifugiarsi, lasciandoci i problemi e lasciando che senza soluzione finiremo a litigare tra poveri l’uno contro l’altro.
        Si l’uno contro l’altro, avete letto bene, perché quando succedono risse di persone che manifestano e sono presi a manganellate dai caschi blu è proprio la guerra tra noi comuni mortali , un disoccupato contro un poliziotto che deve fare il suo lavoro e che rischia altrettanto di farsi male per poi percepire circa 1200 euro di stipendio mensile.
        Siamo sicuramente più fortunati dei poveri del terzo mondo perché ancora molti ma non tutti abbiamo un tetto sulla testa e un piatto di pasta, ma non durerà a lungo.

        • Francesco Pulvirenti 6 anni

          Formiamo il Movimento Per il Diritto al Lavoro Over 30-40.