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Il lago di Ledro e le sue palafitte



L’Italia si sa, è piena di posti bellissimi da visitare. Dalle montagne al mare, ai laghi, alle città ed ai luoghi di arte e cultura, il Bel Paese non smette mai di stupire i suoi abitanti ed i turisti che vengono a visitarlo. Non tutti i posti che meritano un viaggio sono però ugualmente noti. Ma se si è in zona e si vuole vedere qualcosa di molto antico, allora si può optare per il lago di Ledro e le sue palafitte, in Trentino Alto Adige. Si tratta di un lago non molto distante da un altra meta turistica lacustre, il lago di Tenno e praticamente adiacente al Lago di Garda. Di conseguenza in una bella giornata è sicuramente possibile visitarli tutti e tre. Il lago di Ledro non è poi così noto, ma bisogna sapere che è un patrimonio Unesco, di conseguenza ricopre un’importanza per nulla trascurabile.

palafitte lago di Ledro

La storia delle palafitte

Le palafitte sul lago di Ledro sono state costruite tra il 2200 ed il 1350 a.c. Ledro, così come Fiavè, altro patrimonio Unesco per le palafitte, non molto lontano dal primo, fanno parte dei cosiddetti “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, presenti non solamente in Italia, ma ad esempio anche in Austria e Slovenia. In Italia questi siti sono 19 e sono distribuiti in 5 regioni differenti. A Ledro delle Palafitte di oltre 2000 anni fa ovviamente non è rimasto molto, ma in loco c’è un ottimo museo che si è preso la briga di ricostruire fedelmente le abitazioni dell’epoca, in modo da poter dare un’idea chiara di come vivevano gli antichi. E’ comunque possibile vedere ancora i pali delle palafitte spuntare dal lago. E stiamo parlando di circa 10.000 pali.

Scoperte nel 1929 grazie ad un abbassamento delle acque dovuto a dei lavori nella centrale idroelettrica, le palafitte del lago di Ledro risalgono all’età del bronzo ed è certamente molto interessante scoprire come vivevano i nostri avi in una zona allora sicuramente impervia e montagnosa come la valle di Ledro. I pali emersi dalle acque del lago di Ledro, inizialmente furono interpretati come una sorta di barriera eretta con lo scopo di alzare il livello dell’acqua, ma durante i vari scavi vennero alla luce anche molti reperti di quell’epoca, che chiarirono la natura di quei pali. Alcuni di questi reperti sono custoditi gelosamente nel museo in riva al lago. Un’altra significativa parte di essi invece, è distribuita presso altre strutture, anche fuori regione. Il maggior numero di questi reperti venne rinvenuto tra il 1936 e di il 1937, quando gli scavi ripresero dopo una lunga pausa causata da una fortissima siccità che abbassò di molto il livello dell’acqua.

Come arrivare a Ledro

Come accennato precedentemente, Ledro, la sua valle ed il suo lago, si trovano a pochi chilometri dalla nota Riva del Garda, un grosso paese sulla punta nord dell’omonimo lago. Arrivare a Ledro in auto non è particolarmente difficile. Si tratta di prendere l’autostrada A4, ovvero la Torino-Trieste, che taglia in due il Nord-Italia ed uscire a Desenzano se si viene da Torino o a Peschiera del Garda se si viene da Venezia o Trieste. Dopodiché bisogna costeggiare tutto il lago di Garda, risalendo da una riva o dall’altra a seconda della propria provenienza.

Arrivati a Riva è piuttosto facile poi seguire le indicazioni per il lago di Ledro, distante non più di 15 km. Il luogo, soprattutto d’estate visto che permette anche delle passeggiate in riva al lago, è molto adatto anche ai bambini, che per giunta possono vivere un’esperienza culturale particolare attraverso la ricostruzione delle palafitte presente all’interno dello spazio espositivo esterno del museo. E’ certamente consigliabile inoltre, progettare un weekend in zona, in quanto attraverso una buona programmazione è possibile visitare sia Ledro che Tenno. Non solo, un po’ più spostato ma non particolarmente distante c’è anche un’altra meraviglia incastonata in una valle strettissima: il lago di Tovel, anch’esso molto adatto a rilassanti passeggiate e con spazi per riposare, leggere un libro o vivere la giornata con i propri figli e per chi li ha, i propri animali.

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