Il ruolo del Sindacato in azienda

Nei luoghi di lavoro si confrontano i diritti, le esigenze e le aspettative delle parti che concorrono alla vita aziendale: i datori di lavoro con le loro esigenze produttive ed i lavoratori con le loro problematiche relative alla modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.

I rapporti tra associazioni di categoria e rappresentanze sindacali

sindacato

Il continuo confronto delle parti sulle varie tematiche dell’attività produttiva comporta l’istituzione di relazioni per disciplinare il complesso dei rapporti intercorrenti tra i due soggetti rappresentati da associazioni di categoria per i datori di lavoro e dalle rappresentanze sindacali per i lavoratori.

Le relazioni sindacali

Le relazioni sindacali, siccome sono da considerare un confronto tra parte datoriale e rappresentanza sindacale, costituiscono un momento importante e cruciale della vita aziendale poiché i soggetti intervenuti sono portatori di istanze ed interessi differenti ancorché legittimi. Comunemente vengono costituiti i c.d. “tavoli negoziali” in cui il datore di lavoro, o i suoi rappresentanti, ed i sindacati discutono per comporre le vertenze e risolvere i conflitti (tipici esempi possono essere rappresentati dalle rivendicazioni salariali, dalle richieste di turni o straordinari, dalla messa in mobilità del personale, dalla discussione di un contratto integrativo etc.).

Ai Sindacati, che hanno natura di associazioni, si applicano le norme del Codice Civile sulle associazioni non riconosciute; un’importante funzione ad essi riconosciuta è quella di rappresentare gli interessi, non solo economici, dei propri iscritti in sede di stipula e/o rinnovo dei contratti collettivi aziendali sia nazionali che territoriali. I compiti dei sindacati non si esauriscono certamente con la partecipazione alle suddette trattative ma, ve ne sono molti altri altrettanto importanti; a titolo esemplificativo e non esaustivo, ai sindacati e demandato il compito di:

  • controllare l’osservanza, nei luoghi di lavoro, di tutte le disposizioni di Legge e contrattuali che regolano lo svolgimento della prestazione lavorativa;
  • offrire ai propri iscritti servizi di formazione professionale, di assistenza nelle controversie di lavoro sia in fase stragiudiziale che giudiziale;
  • gestire pratiche previdenziali e in certi casi anche fiscali.

Inoltre, i sindacati, rappresentati a livello nazionale dalle maggiori associazioni (CGIL, CISL, UIL, UGL ecc.) quale espressione del mondo del lavoro, al pari delle associazioni di categoria dei datori di lavoro (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura ecc.), espressione invece del mondo imprenditoriale, vengono sentiti dal Governo e dalle più alte Istituzioni in sede di impostazione della politica economica e sociale, poiché portatori di richieste inerenti le loro specifiche attività che hanno però rilevanza sull’economia generale del Paese.

Lo Statuto dei Lavoratori

Da un punto di vista normativo, oltre agli Articoli 39 e 40 della Costituzione, bisogna far riferimento, quando si parla di sindacati e di relazioni industriali, allo Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970). Tale Statuto è un corpo normativo fondamentale del diritto del lavoro italiano che, anche se modificato ed integrato nel corso del tempo, ancora oggi rappresenta la disciplina di riferimento per i rapporti tra lavoratore, impresa e i diritti sindacali. In esso sono contenute norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, dell’attività e della libertà sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.

L’attività del sindacato nei luoghi di lavoro

L’attività sindacale è esplicata nei luoghi di lavoro attraverso le azioni delle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) previste dalla legge (L. 300/70) e delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) disciplinate secondo gli Accordi Interconfederali tra sindacati. È altresì possibile svolgere le attività sindacali all’esterno delle aziende per mezzo dell’operato dei c.d. “sindacati extra-aziendali”. I sindacati extra-aziendali sono organizzati:

  • sia in maniera verticale ovvero in base al settore e/o categoria merceologica;
  • sia in modo orizzontale ossia, raggruppando i lavoratori per territorio indipendentemente dai settori produttivi.

Alle RSA ed RSU, legittimamente costituite, sono riconosciuti sempre dalla Legge 300/70 una serie di diritti così esemplificabili:

  1. diritti di tipo collettivo (assemblea, referendum e pubblicità delle discussioni intercorse)
  2. diritti di tipo individuale (divieto di discriminazione e proselitismo).

Come tutelare gli interessi dei lavoratori

In quanto associazioni, i sindacati, si finanziano attraverso i contributi versati dai propri associati “quota sindacalecalcolata sulla retribuzione del dipendente, trattenuta direttamente in busta paga e versata dall’azienda per conto del lavoratore.

I mutati scenari politici/economici (la globalizzazione ne è un esempio altamente esplicativo) hanno modificato la cultura del Sistema Paese ed i sindacati hanno il compito, difficile, di alleviare le conseguenze di questi cambiamenti operando secondo la loro più nobile missione ossia difendere i diritti e promuovere gli interessi dei lavoratori nel confronto con gli organi dello Stato e con le associazioni datoriali al fine di raggiungere accordi che definiscano regole e procedure da osservare nei rapporti di lavoro.

L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha ancor più evidenziato le fragilità del sistema Paese in particolar modo con riferimento al mondo del lavoro, completamente stravolto nelle modalità di svolgimento cui eravamo abituati. La spinta all’adozione di un nuovo modo di lavorare ha indotto a riflettere su cosa migliorare per ripartire e soprattutto per evitare di essere in futuro nuovamente travolti dal cambiamento.

I rapporti tra aziende e sindacati

I rapporti tra aziende e sindacati, nel tempo, hanno attraversato anche momenti difficili e di tensioni dovuti al deteriorarsi delle situazioni economiche generali ma, il confronto produttivo ha sempre superato nel migliore dei modi i conflitti in essere, per la sensibilità dimostrata dalle parti coinvolte. Andare allo scontro, muro contro muro, non è mai stato produttivo per nessuno; le relazioni sindacali dovrebbero seguire la logica win-win per favorire dal un lato la crescita economica del Paese e dall’altro ottenere condizioni lavorative e remunerative migliori per i dipendenti. Il ruolo del sindacato quindi, nel corso del tempo, non è stato solo quello di rappresentare e rivendicare i diritti di una parte ma anche quello di porsi in un’ottica di fattiva collaborazione al fine di promuovere lo sviluppo economico e sociale del Paese.