Iva: tagli per chi sceglie la moneta elettronica, aumenti per chi paga in contanti

Sconti Iva per chi paga attraverso moneta elettronica e rincari per chi paga utilizzando il contante. Agevolazioni anche per i consumatori con il cashback

In arrivo delle novità per quanto riguarda l’Iva, che ben si inseriscono nel quadro generale di lotta all’evasione fiscale attuata dal Governo attraverso differenti misure. Per incentivare ancora di più l’uso della moneta elettronica e di pagamenti tracciabili, a discapito del contante, ci saranno dei mutamenti anche per quanto riguarda l’Iva. Aumenti in vista per chi decide di pagare in contanti, tagli e sconti per chi decide di utilizzare la moneta elettronica.


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Iva: sconti per chi usa la moneta elettronica ed aumenti per chi predilige il contante

Come ben sappiamo, il Governo da ormai diverso tempo è alle prese con la lotta all’evasione fiscale, il tutto attraverso differenti modalità e tecniche. Una di queste resta incentivare i pagamenti elettronici, ossia puntare sulla maggiore diffusione della moneta elettronica a discapito del contante. Infatti, i pagamenti elettronici sono tracciabili e possono dunque essere controllati dal Fisco, cosa che diventa più difficile con i pagamenti tramite contante. La lotta all’evasione fiscale passa anche attraverso lIva. Previsti incentivi e disincentivi connessi al carico dell’Iva stessa, a seconda di come si paga. Nello specifico ci saranno aumenti per chi decide di adoperare il contante e degli sconti rivolti a tutti coloro che usano la moneta elettronica. Si tratta di nuove misure a cui il Governo sta attualmente lavorando.

Particolare attenzione ai settori ad alto rischio evasione fiscale

Il progetto di aumenti e sconti Iva riguarderà soprattutto particolari settori ritenuti ad alto rischio evasione fiscale, come ad esempio hotels, ristorazione e lavori di ristrutturazione. Nello specifico, si punta ad aumentare di 1 punto percentuale il peso dell’Iva per chi effettua pagamenti in contanti, mentre sono previste riduzioni pari a 2 punti percentuali per tutti coloro che prediligono il pagamento tramite moneta elettronica, e dunque con modalità di pagamento ben tracciabili. Si tratta di una misura che potrebbe dare i suoi buoni risultati se applicata nel miglior modo possibile. Uno degli obiettivi del Governo è proprio quello di incentivare in tempi sempre più brevi, la diffusione della moneta elettronica. I pagamenti tramite cash non sono tracciabili e per questo motivo possono incentivare forme di evasione fiscale.

Iva ed i premi economici per i contribuenti che usano la moneta elettronica

Il Governo sta lavorando anche ad un’altra proposta, ossia quella di introdurre ulteriori incentivi per i consumatori che effettuano acquisti con pagamenti elettronici. In gergo tecnico si parla di cashback, ossia la restituzione del 2% delle transazioni fatte con carte, bancomat oppure App. Questa restituzione potrebbe avvenire tramite credito d’imposta con eventuale assegno, oppure tramite delle restituzioni di carattere mensile sull’estratto conto delle carte, effettuate direttamente dai vari istituti di credito ed intermediazione abilitati. Infine, questi ultimi, potranno recuperare tutti gli importi restituiti ai contribuenti, attraverso il credito di imposta per compensazione. Lo stesso Luigi Di Maio, Ministro dello sviluppo economico ci tiene a sottolineare come, in questa maniera si crea un circolo vizioso, dove il contante girerà sempre meno a favore della moneta elettronica.

Ridurre i costi delle commissioni

Il piano lotta all’evasione fiscale si fa sempre più articolato e studiato nei minimi particolari, passando anche per l’Iva. Tuttavia, per rendere operativo questo progetto, il Governo sta pensando di abbassare i costi delle commissioni quando si effettuano pagamenti elettronici a carico degli autonomi, per tutti coloro che si armeranno di Pos o altri strumenti simili. Il Sottosegretario Mef, Alessio Villarosa, ha espresso nei giorni scorsi, l’impegno di arrivare ed eliminare i costi per i pagamenti inferiori i 5 euro, andare a ridurli per i pagamenti tra 5 e 25 euro ed infine andare a garantire oneri decisamente più contenuti per i settori a bassa marginalità, tanto per fare un esempio edicolanti e benzinai. Ed ancora, altro obiettivo è quello di estendere a tanti altri settori, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici e di dotarsi di strumenti utili a permettere tali forme di pagamenti.