La mail razzista di un’azienda bresciana che ha sconvolto tutti: il caso

Mail razzista a lavoro, il caso bresciano: interviene l'Unar e scattano le denunce. Presentata un'interrogazione ai Vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Razzismo a lavoro, il caso dell’azienda bresciana che ha sconvolto tutti: “Stop ai trasportatori di colore, pakistani, indiani o simili“. Immediata la risposta dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, così come quella dell’impresa che ha ricevuto questa assurda richiesta.


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Brescia, mail razzista da parte di un’azienda di Lumezzane: scattano le denunce

Siamo nel 2019 è ancora oggi, purtroppo, siamo costretti ad assistere a tristi e gravi episodi di razzismo. Ne sentiamo parlare in Tv, sui social e persino nella vita di tutti i giorni dobbiamo fare i conti con questi fenomeni sempre più frequenti. Combattere il razzismo e qualsiasi tipo di comportamento discriminatorio (a lavoro come nel proprio quotidiano), tuttavia, è possibile: basta denunciare e scegliere da che parte stare quando si ha la possibilità di farlo. Questo è quello che è successo ad un’azienda di Lumezzane, nel bresciano, che dopo aver ricevuto una mail razzista da parte di un cliente, ha deciso di denunciare l’accaduto alle autorità e di coinvolgere l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali).

Chiediamo tassativamente, pena interruzione del rapporto di fornitura con la vs società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiano o simili. Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell’Est, gli altri non saranno fatti entrare nella nostra azienda“, questo il testo della mail dello scandalo che ha spinto l’Unar a intervenire. Il Direttore dell’Ufficio antidiscriminazioni razziali, Triantafillos Loukarelis, ha definito il tutto comeUn episodio molto grave che, per questo motivo, verrà approfondito e verificato dagli organi competenti.

Apprezzato il gesto dell’azienda bresciana che, trovatasi chiaramente davanti ad una mail razzista, ha deciso di denunciare tutto e, assistita dallo studio legale WildSide, ha portato l’accaduto a conoscenza dell’Unar. Per chi ha il compito di promuovere la parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica è molto importante che casi come quello di Brescia vengano portati a galla. Questo, ha spiegato poi sempre il Direttore Unar, permetterà ad aziende e consumatori di scegliere se comprare o meno da chi, di fatto, ha avuto un atteggiamento discriminatorio e poco corretto nei confronti di onesti lavoratori.

Mail razzista a lavoro, il caso bresciano: presentata un’interrogazione ai Vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Il caso della mail razzista a brescia ha scosso così tanto i rappresentati delle Istituzioni tant’è che, proprio in queste ore, Francesco Laforgia, senatore di Liberi e Uguali, ha deciso di presentare un’interrogazione urgente ai ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’episodio denunciato ha riacceso l’attenzione su un argomento delicato, spesso al centro del dibattito politico (nazionale e internazionale).

Laforgia, nel parlare dei motivi che lo hanno spinto a rivolgersi a due dei maggiori rappresentanti dei Governo, ha tirato in ballo l’articolo 3 della Costituzione, dove viene specificato che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“.

Il senatore, sulla denuncia fatta dall’azienda di Lumezzane ha dichiarato: “Assistiamo quotidianamente alla negazione dell’articolo 3 della nostra costituzione: sul posto di lavoro, nella compravendita di una casa, nell’affitto di un’auto troviamo chi sceglie di discriminare qualcuno per via della razza, del sesso o della religione. Arriverà un giorno in cui l’unico criterio di selezione sarà il merito. Nel frattempo sta a noi non abbassare mai la guardia e non voltarci dall’altra parte“.

L’impresa di trasporti che ha ricevuto la mail razzista da parte del cliente, oltre che a denunciare la cosa, ha specificato di non aver mai scelto i propri impiegati basandosi sul colore della loro pelle. Professionalità, correttezza e cortesia sono le uniche qualità richieste per ottenere il lavoro. La richiesta arrivata loro da parte del cliente, oltre che assurda, è stata giudicata oltraggiosa. Da qui, pertanto, la decisione di denunciare il tutto e di non far finta di niente, voltandosi dall’altra parte.

In un momento storico dove spesso si è assuefatti dall’odio questo, oggi, resta un gesto degno di nota (e sicuramente un esempio da imitare).

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