Le lauree con più sbocchi lavorativi, secondo gli ultimi dati AlmaLaurea, sono quelle dell’area medico-sanitaria e farmaceutica, dell’ingegneria industriale e dell’informazione, dell’informatica e dell’architettura e ingegneria civile. Seguono, con un buon margine sulla media, i gruppi educazione e formazione, scientifico, agrario-veterinario ed economico. Partono più in salita, a un anno dal titolo, i laureati dei gruppi psicologico, giuridico e arte e design.
Il quadro generale è positivo: a un anno dalla laurea lavora l’81,2% di chi ha una triennale e non ha proseguito gli studi, e a cinque anni dal titolo si supera il 90%. Ma dietro la media ci sono differenze molto ampie tra un’area e l’altra, e la facoltà non è l’unica cosa che conta. Qui trovi come leggere la classifica, cosa dicono davvero i numeri e quali scelte durante gli studi aumentano le probabilità di trovare lavoro.
In breve
- A un anno dal titolo lavora l’81,2% dei laureati triennali e l’80,8% dei magistrali; a cinque anni si sale al 91,7% e al 94,4%.
- A parità di condizioni sono più favoriti i gruppi medico-sanitario, ingegneria, informatica e architettura.
- Gli stipendi più alti a un anno sono nell’area medica (+310 euro al mese rispetto al gruppo di riferimento), in ingegneria e in informatica.
- Contano anche le scelte personali: lavorare durante gli studi, laurearsi in corso e fare un’esperienza all’estero aumentano le probabilità di occupazione.
Come AlmaLaurea misura gli sbocchi di una laurea
AlmaLaurea è il consorzio interuniversitario che ogni anno intervista i laureati di quasi tutti gli atenei italiani. L’ultima indagine sugli esiti occupazionali ha coinvolto quasi 700 mila laureati di 81 atenei, contattati a uno, tre e cinque anni dal titolo (Rapporto AlmaLaurea). È la fonte più ampia disponibile in Italia e la usano anche gli atenei per valutare i propri corsi.
Due dettagli aiutano a leggere bene i numeri. Primo: per i laureati triennali l’analisi riguarda solo chi non si è iscritto a un altro corso dopo la laurea, perché la maggioranza prosegue con la magistrale. Secondo: sono considerati occupati tutti quelli che svolgono un’attività retribuita, comprese le attività di formazione pagate come tirocini, praticantati, dottorato e scuole di specializzazione (sintesi del Rapporto AlmaLaurea). Questo pesa soprattutto nelle aree in cui dopo la laurea si fa una specializzazione.
Quanto lavorano i laureati: i dati generali
Il tasso di occupazione è cresciuto rispetto alla rilevazione precedente e la disoccupazione a cinque anni dal titolo è scesa al 2,6%. Più debole il fronte degli stipendi: a un anno dalla laurea, al netto dell’inflazione, le retribuzioni reali sono leggermente calate. E circa un laureato su tre, a un anno dal titolo, svolge un lavoro che usa poco le competenze universitarie e per cui la laurea non è richiesta.
La classifica delle lauree per gruppo disciplinare
Per confrontare le aree in modo corretto, AlmaLaurea usa un modello statistico che tiene conto a parità di condizioni di genere, residenza, voto, regolarità negli studi, esperienze fatte e aspettative sul lavoro. Il risultato è un confronto con un gruppo di riferimento, quello politico-sociale e comunicazione. Nella tabella trovi, per ogni gruppo, di quante volte aumentano le probabilità di essere occupati a un anno dal titolo e la differenza media di stipendio netto mensile.
| Gruppo disciplinare | Probabilità di lavorare (riferimento = 1) | Stipendio netto rispetto al riferimento |
|---|---|---|
| Medico-sanitario e farmaceutico | 6,6 | +310 euro |
| Ingegneria industriale e dell’informazione | 6,0 | +256 euro |
| Informatica e tecnologie ICT | 4,9 | +222 euro |
| Architettura e ingegneria civile | 4,1 | +43 euro |
| Educazione e formazione | 2,7 | +94 euro |
| Scientifico | 2,0 | +105 euro |
| Agrario-forestale e veterinario | 1,9 | +32 euro |
| Economico | 1,8 | +128 euro |
| Scienze motorie e sportive | 1,7 | +69 euro |
| Linguistico | 1,1 | nessuna differenza significativa |
| Politico-sociale e comunicazione | 1 (riferimento) | riferimento |
| Letterario-umanistico | 0,9 | +26 euro |
| Giuridico | 0,8 | -117 euro |
| Arte e design | 0,8 | nessuna differenza significativa |
| Psicologico | 0,6 | -38 euro |
Fonte: elaborazione Bianco Lavoro sui modelli statistici della sintesi AlmaLaurea sugli esiti occupazionali, laureati del 2024 intervistati a un anno dal titolo. I valori della seconda colonna sono rapporti di probabilità (odds) arrotondati: 6,6 significa che, a parità di altre condizioni, le chance di lavorare sono circa 6,6 volte quelle del gruppo di riferimento.
Perché medicina, ingegneria e informatica sono in testa
Sono aree in cui la domanda delle imprese e del sistema sanitario è alta e il titolo è spesso richiesto per legge o di fatto per svolgere il lavoro. Nel caso dell’area medica pesa anche il modo in cui si conta l’occupazione: le scuole di specializzazione retribuite rientrano tra le attività lavorative, e questo alza il tasso di occupazione del gruppo.
Ingegneria e informatica hanno un vantaggio doppio: tra i più alti tassi di occupazione e tra gli stipendi di ingresso più alti. Anche l’area economica ha un profilo interessante: le probabilità di lavorare sono quasi il doppio del gruppo di riferimento e lo stipendio medio è di 128 euro in più al mese. Se ti interessa, trovi percorso e sbocchi nella nostra guida alla laurea in Economia.
Le lauree meno favorite non sono lauree inutili
Psicologia, giurisprudenza e le lauree artistiche risultano in coda a un anno dal titolo, ma il dato va letto con attenzione. Per molte professioni di queste aree il percorso non finisce con la laurea: servono tirocini, praticantati ed esami di Stato, spesso poco o per nulla retribuiti. Il dato a un anno fotografa quindi l’inizio di un percorso lungo, non il suo esito.
Attenzione
Una classifica per gruppo disciplinare descrive medie, non destini individuali. Dentro ogni area ci sono corsi, atenei e persone con risultati molto diversi: chi sceglie solo in base alla classifica rischia di iscriversi a un corso che non gli piace, e di rallentare o abbandonare gli studi. La regolarità, come vedremo, conta quasi quanto la facoltà.
Oltre la facoltà: cosa aumenta le probabilità di lavorare
Lo stesso modello di AlmaLaurea misura l’effetto di scelte ed esperienze fatte durante gli studi. A parità di ogni altra condizione, rispetto a chi non le ha fatte:
- chi ha lavorato durante gli studi in modo continuativo e a tempo pieno ha il doppio delle probabilità di essere occupato; con esperienze di lavoro più saltuarie il vantaggio è del 50%;
- chi si laurea in corso ha il 14,1% di probabilità in più rispetto a chi finisce con almeno un anno di ritardo;
- chi conosce almeno cinque strumenti informatici ha il 18,6% di probabilità in più rispetto a chi ne conosce al massimo due;
- chi ha fatto un periodo di studio all’estero ha il 9,4% di probabilità in più;
- chi ha partecipato con soddisfazione alle iniziative di orientamento al lavoro dell’ateneo ha il 10,1% di probabilità in più.
Restano anche divari che non dipendono dalle scelte personali: chi risiede al Nord ha il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi risiede nel Mezzogiorno, e a parità di condizioni gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più delle donne, oltre a uno stipendio medio più alto di 67 euro al mese (fonte AlmaLaurea).
Come usare questi dati per scegliere
I dati per gruppo sono un punto di partenza. Il passo successivo è guardare il singolo corso: sul sito di AlmaLaurea puoi consultare gli esiti per classe di laurea e confrontare occupazione, stipendi ed efficacia del titolo. Poi mettili accanto a quello che ti interessa davvero e a quello in cui sei bravo: nella nostra guida come scegliere l’università giusta trovi il metodo passo per passo, e nell’elenco delle lauree e dei loro sbocchi una panoramica dei corsi.
Se sei indeciso tra due o tre strade, un confronto con un professionista può farti risparmiare anni. Qui spieghiamo le differenze tra orientatore scolastico e professionale, e con Bianco Lavoro puoi chiedere un orientamento gratuito per ragionare sulla tua scelta.
Domande frequenti
Qual è la laurea che trova lavoro più in fretta?
Secondo AlmaLaurea, a parità di condizioni, i laureati dell’area medico-sanitaria e farmaceutica hanno le probabilità più alte di essere occupati a un anno dal titolo, seguiti da ingegneria industriale e dell’informazione e da informatica.
Quali sono le lauree con gli stipendi più alti?
A un anno dal titolo, a parità di altre condizioni, guadagnano di più i laureati dell’area medica, di ingegneria industriale e dell’informazione, di informatica e dell’area economica.
Psicologia e giurisprudenza hanno pochi sbocchi?
A un anno dal titolo risultano meno favorite, ma molte professioni di queste aree richiedono tirocini, praticantati ed esami di Stato dopo la laurea. Il dato a un anno misura l’inizio di un percorso più lungo.
Meglio la triennale o la magistrale per trovare lavoro?
A un anno i tassi di occupazione sono simili, a cinque anni la magistrale è avanti (94,4% contro 91,7%) e offre più spesso un lavoro coerente con gli studi. Dipende molto dalla professione che vuoi fare.
Dove trovo i dati del mio corso di laurea?
Sul sito di AlmaLaurea, nella sezione dedicata agli esiti occupazionali, puoi consultare i dati per classe di laurea e per ateneo.
Non sai quale laurea scegliere?
Con l’orientamento gratuito di Bianco Lavoro puoi confrontarti con chi conosce università, formazione e mercato del lavoro e capire quale percorso è più adatto a te.
