Laurea in Economia: corsi di studio e sbocchi professionali

La conclusione degli studi negli istituti superiori segna, per molti, l’avvio di un periodo carico di dubbi amletici. Che fare: andare all’università o cercare un lavoro? In quale ateneo iscriversi? Su quale indirizzo puntare? Conviene scegliere una laurea in Economia?

Se stai pensando di conseguire una laurea in Economia, prima di procedere con l’iscrizione, ci sono tutta una serie di fattori da considerare. Il percorso di studi e, quindi, gli esami che sarai chiamato a sostenere, come vedremo, non devono essere la tua unica preoccupazione. Certo è che frequentare una facoltà per la quale non sei portati, per ovvi motivi, ti farebbe partire già in una posizione di svantaggio. Pertanto, è normale avere certe preoccupazioni.


Visto, però, che si tratta di una decisione che avrà un impatto non indifferente sul tuo futuro, è molto importante che la scelta dell’Università sia preceduta anche da valutazioni che tengano conto del contesto che ti circonda, nonché delle richieste del mercato occupazionale che – in Italia come in molti altri Paesi – non offre orizzonti particolarmente ampi. Con una laurea in Economia, tuttavia, le cose potrebbero rivelarsi meno complicate del previsto. Gli sbocchi professionali che questo percorso prospetta sono, infatti, numerosi e profilano possibilità di ogni tipo (o quasi). Vediamole insieme.

Corso di studi in Economia

Partiamo col dire che l’offerta didattica dei vari Atenei, oggi, è sempre più ricca ma, per certi versi, anche dispersiva. Se hai già le idee chiare ed sei consapevole del fatto che, una volta ottenuto il diploma, il passo successivo sarà quello di iscriversi alla Facoltà di Economica, allora non dovrai far altro che scegliere l’Università che più va incontro alle tue esigenze e richieste.

Il percorso di studi universitario, a questo punto, inizia con l’iscrizione e la frequentazione di un corso di laurea triennale (anche detto di primo livello) a cui può seguire un biennio specialistico (di secondo livello). La differenza, in questi casi, sta anche nel titolo di studio conseguito: dopo i tre anni si ottiene una laurea breve di primo livello, conclusasi la specialistica si ottiene invece una laurea magistrale di secondo livello.

Al di là dell’offerta formativa, dunque, i corsi di laurea in Economia sono strutturati in questo modo in ogni Università italiana. Gli atenei, posto che possono organizzare il proprio piano di studi come meglio credono (garantendo sempre un’offerta valida ai propri studenti), si rifaranno comunque a questo schema.

Che tu scelga l’indirizzo di Economia e Commercio o Economia Aziendale, oppure preferisca quello in Economia del turismo, ogni Ateneo strutturerà le proprie lezioni in modo tale da assicurare l’apprendimento di quelli che sono gli elementi cardine della disciplina, nonché i principi base di ogni materia. Fatte queste premesse, però, potrebbe tornarti utile conoscere i piani di studio di quelli che – ad oggi – sono gli indirizzi più scelti dagli studenti italiani che intendono laurearsi in Economia.

Corso di Laurea in Economia e Commercio

Il corso di laurea in Economia e Commercio ha come obiettivo quello di formare professionisti in grado di operare autonomamente all’interno di aziende pubbliche e private. Il corso mira infatti a fornire conoscenze solide sui meccanismi aziendali (dalla legislazione alla gestione interna). Le materie oggetto di studio, per questo motivo, saranno:

  • Economia aziendale;
  • Diritto (privato, commerciale, tributario etc.);
  • Matematica e Statistica;
  • Macroeconomia e Microeconomia;
  • Storia economica;
  • Lingua inglese;
  • Ragioneria;
  • Informatica.

Laurea in Economia Aziendale

Il corso di laurea in Economia Aziendale punta a formare i manager del futuro. Figure imprenditoriali e/o dirigenziali che, per questo motivo, non devono conoscere solo le nozioni base di matematica e diritto, ma devono anche imparare a capire come gestire le risorse all’interno di un’azienda. Le materie oggetto di studio, per questo motivo, saranno:

  • Economia aziendale;
  • Ragioneria;
  • Diritto (soprattutto commerciale, ma anche privato e pubblico);
  • Strategia aziendale e marketing;
  • Finanza;
  • Statistica;
  • Nozioni di matematica generale;
  • Principi di economia politica.

Laurea in Economia del turismo

Il corso di laurea in Economia del turismo ti aiuterà a conoscere le varie dinamiche aziendali (di grandi, medie e piccole imprese) e ad applicare le competenze acquisite ad uno specifico settore. Questo corso di laurea, in pratica, garantisce l’approfondimento di tutte quelle discipline giuridico – economiche necessarie per operare poi all’interno del management di enti e/o strutture del comparto turistico (sia pubblici che privati). Le materie oggetto di studio, per questo motivo, saranno:

  • Matematica generale;
  • Economia aziendale;
  • Diritto (del turismo, ma anche pubblico, privato e commerciale);
  • Economia e gestione delle imprese turistiche;
  • Economia del turismo;
  • Marketing per le imprese turistiche.

Laurea in Economia e Finanza

Il corso di laurea in Economia e Finanza ha come scopo quello di formare dei veri e propri professionisti della finanza. Consulenti, esperti di investimenti o analisti di mercato: sono tutte figure che hanno alle spalle una formazione di natura economica, ma che si sono specializzati nell’approfondimento (teorico – pratico) degli strumenti di analisi dei moderni sistemi economici e finanziari (di organizzazioni pubbliche e imprese private). Le materie oggetto di studio, per questo motivo, saranno:

  • Economia aziendale;
  • Matematica generale;
  • Diritto (pubblico, privato e commerciale);
  • Macroeconomia e Microeconomia;
  • Statistica;
  • Finanza.

Corso di Laurea in Economia e Management

Il Corso di Laurea in Economia e Management è pensato per trasformare gli studenti in futuri manager. Il piano didattico, infatti, è organizzato in modo tale da approfondire tutte quelle materie di natura economico – gestionale, volte ad andare incontro alle nuove esigenze di mercato. Le materie oggetto di studio, per questo motivo, saranno:

  • Economia e bilancio;
  • Marketing;
  • Inglese;
  • Statistica;
  • Diritto (soprattutto societario e tributario).

È bene precisare, comunque, che i piani di studio possono differire da Ateneo ad Ateneo, quelli che sono i principi cardine (nonché le materie portanti del corso) rimangono comunque sempre gli stessi, a prescindere dal tipo di organizzazione. Ricordiamo che si tratta comunque di una laurea di natura economico – giuridica, è dunque veramente improbabile che esista (ad oggi) un Corso di laurea in Economia che, per esempio, non comprenda lo studio della matematica o del diritto.

A queste discipline, inoltre, vanno aggiunte quelle opzionali, spesso inserite tra le materie a scelta. Tu studente, in particolare, hai la possibilità di scegliere tra vari corsi, sostenendo esami che ti diano la possibilità di approfondire una materia di tuo particolare interesse (come una seconda lingua straniera per esempio). In molti casi, per concludere, è anche previsto lo svolgimento di un tirocinio curriculare.

Cosa fare con la laurea in Economia: gli sbocchi professionali

Abbiamo visto, dati alla mano, che conseguire una laurea in Economia può rivelarsi una mossa intelligente, in grado comunque di darti grandi soddisfazioni. Diversi, infatti, sono gli sbocchi professionali per chi porta a termine questo percorso di studi.

Un laureato in Economia può ritrovarsi a lavorare in settori e contesti differenti: molti vengono assunti per lavorare in banca, presso le assicurazioni o gli istituti di recupero crediti; altri finiscono per trovare il loro posto in grandi multinazionali o in aziende private di medie – grandi dimensioni. Questo tipo di laurea, inoltre, permette di trovare un impiego presso gli enti pubblici, poiché apre le porte a diversi concorsi pubblici. La laurea in Economia può anche aprire le porte per coloro che desiderano ricoprire ruoli nelle Risorse Umane. Frequentando un Master online in Risorse Umane (qui citiamo i migliori cinque) potrete acquisire tutte le competenze per la gestione del personale in ambito aziendale.

Quelli appena fatti sono solo degli esempi, perché – parlando di opportunità e professioni che è possibile svolgere dopo la facoltà di Economia – meritano anche di essere citati i laureati che scelgono la libera professione oppure ancora quelli che decidono di mettere la loro competenza al servizio di organizzazioni no-profit aderenti al Terzo Settore.

L’elenco dei lavori che è possibile svolgere è lunghissimo. Tra le professioni più “gettonate”:

  • il commercialista,
  • l’addetto alla contabilità,
  • il revisore dei conti,
  • il consulente economico,
  • l’operatore commerciale,
  • l’addetto marketing,
  • lo sportellista bancario,
  • l’addetto alla riscossione,
  • l’addetto alla gestione (e ricerca) del personale,
  • l’addetto alla logistica e alla distribuzione,
  • l’addetto al monitoraggio dei dati,
  • il project manager,
  • il found raiser (colui che deve andare alla ricerca dei soldi necessari a far partire un determinato progetto).

Un elenco lungo dunque, ma ancora non completo. Chi si laurea in Economia, infatti, può anche diventare un affermato consulente del lavoro, un esperto di relazioni sindacali, un analista di credito e finanziario o un richiestissimo broker di assicurazione. Mentre i laureati magistrali (ma non solo loro ovviamente) possono ambire a ricoprire ruoli dirigenziali nelle grandi multinazionali o nel settore pubblico. O diventare analisti di mercato accreditati a livello nazionale ed internazionale.

Scegliere Economia conviene: ecco i dati

Ma perché un neodiplomato dovrebbe pensare che iscriversi ad un corso di Economia sia una buona idea? Per rispondere a questa domanda, prima di ogni considerazione personale e professionale sulle attitudini di uno studente e su quello che dovrebbe o non dovrebbe fare, forse è meglio lasciare parlare i dati.

Secondo una delle ultime indagini condotte da AlmaLaurea, il tasso di occupazione per i laureati di primo livello in Economia è pari al 72% in Italia. Più alta è la percentuale invece per chi, dopo la laurea triennale, decide di proseguire la propria formazione e di specializzarsi. Per questi il tasso di occupazione è pari al 74% ad un anno dal conseguimento del titolo e sale all’88-90% a cinque anni dalla laurea.

Chi ha portato a termine questo percorso di studi inoltre è oggi così soddisfatto che, nella maggior parte dei casi (tra il 60-80% degli intervistati), dichiara che ritornando indietro rifarebbe la stessa scelta. La retribuzione mensile, per queste persone, varia dai 1.100 ai 1.500 euro, cifre che salgono vertiginosamente nei casi dei professionisti altamente specializzati (come manager, dirigenti etc.).

Incoraggianti anche i dati di Excelsior-Unioncamere, che tra le lauree che meglio resisteranno alla crisi (poiché sempre più richieste da aziende e imprenditori) ha citato proprio quella Economia. Il futuro, quindi, non deve spaventare gli aspiranti economisti.

Le migliori Università secondo il Censis

Se sei interessato a frequentare un corso di laura in Economia consigliamo, prima dell’iscrizione, la classifica Censis dei migliori atenei italiani. L’elenco viene stilato tenendo conto di precisi criteri di valutazione (didattica, assistenza agli studenti, placement dopo la laurea etc.) e, a seconda del punteggio ottenuto da ogni Ateneo, vengono ogni anno resi noti i nomi delle migliori facoltà. Per quanto riguarda le Facoltà di Economia:

  1. al primo posto troviamo l’Università Statale di Milano con 104 punti,
  2. al secondo posto l’Università di Bologna con 103,5 punti,
  3. al terzo posto, in pari merito, si sono posizionate Roma Tor Vergata e Venezia Ca’ Foscati con 101,5 punti.

Più in basso, ma tra i primi dieci posti in classifica, troviamo:

  • l’Università di Pavia (93,5 punti),
  • Cassino (89),
  • Trento (89)
  • Calabria (88,5).

A chiudere la classifica, in fine, troviamo Milano Bicocca e l’Università di Parma (con 87 e 86 punti). L’indagine ha preso in esame sia i corsi di laurea triennale che i corsi di laurea magistrale e, dopo aver fatto le opportune differenziazioni, ha stilato una graduatoria generale.