Home » Formazione

Lavoratori introvabili: ecco l’Academy per tornitori

La zona della Brianza è uno dei cuori produttivi non solo della Lombardia, ma di tutta Italia e riveste un ruolo piuttosto importante anche a livello continentale. Nonostante questo, ovvero le molte opportunità di impiego stabile, alcuni lavoratori rimangono pressoché introvabili. E’ il caso dei tornitori, dei fresatori e di alcune altre figure similari molto specializzate. Per rispondere a questa esigenza, dalla collaborazione tra Apa Confartigianato, Manpower e Overmach è nata una vera e propria Academy pensata e realizzata per l’inserimento diretto dei lavoratori che vorranno intraprendere una carriera nel settore.

lavoratori introvabili

Il motivo di questa iniziativa è quanto mai chiaro. L’idea è quella di rispondere in modo il più possibile concreto al mismatch tra i candidati in cerca di lavoro e le figure necessarie alle aziende del territorio. “mismatch” per chi non conoscesse il termine inglese, è traducibile come “mancato incontro” delle esigenze. Ovvero, in una data zona più o meno grande, sono presenti sia le persone che cercano lavoro che le aziende che lo offrono, ma le seconde hanno bisogno di figure che non trovano, perché chi cerca lavoro non è formato o è formato in altro modo rispetto a quel bisogno.

Come funziona l’Academy per tornitori

Siamo stati alla conferenza di presentazione del primo corso dell’academy, tenutasi nella sede di Confartigianato a Monza e abbiamo parlato con Silvia Galvagno, Sales & Spcializations Senior Manager di ManpowerGroup, che ci ha spiegato in maniera dettagliata come funzionerà la scuola per tornitori nata dalla fusione delle competenze di tutti gli enti partecipanti: si tratta di un corso atto a creare “upskilling” (innalzamento delle competenze) o “reskilling” (riformulazione, riorientamento delle competenze), della durata di 80 ore, inizialmente aperto a 10-15 partecipanti (il primo sarà a gennaio 2025). Galvagno ha spiegato che “la cosa più importante di tutte è la motivazione, non ci sono limiti di età o di sesso, anche se una formazione nelle discipline Stem sicuramente aiuterebbe a trovare lavoro più in fretta”. Frequentare il corso appare oltremodo conveniente per chi cerca lavoro, perché non solo è completamente gratuito, ma è, di fatto, pagato. Galvagno infatti ha chiarito che ManpowerGroup assumerà attraverso il sistema dello Staff Leasing chi verrà selezionato per frequentare il corso. L’assunzione è a tempo indeterminato, sarà poi Manpowergroup a trovare direttamente lavoro ai candidati, attraverso i molti contatti con le aziende del territorio (un paio infatti, erano presenti alla conferenza). L’idea ha poi detto la Manager, se tutto andrà bene, è quella di estendere il progetto ad altri territori ed altri settori. Il corso di gennaio si svolgerà nella sede Overmach di Cuggiono (Mi).

Da chiarire che nessuno deve sentirsi escluso. Anche se ovviamente chi ha una formazione più centrata sul settore sarà più facilitato nella carriera, abbiamo chiesto a Galvagno quali fossero le differenze tra formare un giovane ed un lavoratore più maturo, se avessero pensato a queste differenze e quali accorgimenti avessero adottato in tal senso: La risposta è stata inequivocabile: “nei nostri percorsi formativi tecnici siamo abituati ad accogliere candidate e candidati di ogni età e di ogni esperienza, proprio perché c’è nel nostro paese un processo di riqualificazione delle professioni che è continuo.” Un’altra domanda ha riguardato se le difficoltà potenzialmente incontrate dai candidati potessero essere generali o specifiche di questo campo (macchine a controllo numerico). “ Sicuramente siamo in un campo tecnico. Se pensiamo ai macchinari di Overmach, i nostri partner leader in Italia e nel mondo, è chiaro che ci vuole una predisposizione al mondo tecnologico. Questo primo percorso di formazione, 80 ore sono molto specifiche, ma sono l’inizio, c’è un continuo apprendimento, un continuo training on the job durante tutta la carriera professionale” A questo proposito vanno sicuramente prese in considerazione le parole di uno degli imprenditori presenti all’incontro, Matteo Boffi, dell’omonima azienda Eredi Boffi, secondo il quale una delle difficoltà maggiori nel reperimento dei candidati, è quella di capire se questi ultimi siano veramente interessati ad una carriera di questo tipo.. Boffi ha spiegato che spesso capita di fare colloqui ed in seguito formazione, investire tempo e soldi su persone che ad un certo punto risultano non più così interessate a lavorare in questo settore.

Di conseguenza oltre all’investimento di tempo e di soldi ci si ritrova poi anche senza il lavoratore. Questo progetto punta a ridurre o annullare il problema. Dello stesso avviso è Andrea Pusiol di Oma, l’altro imprenditore presente alla conferenza, secondo il quale le aziende sono pronte ad investire, ma purtroppo manca il personale, sul quale però, secondo Pusiol, bisogna comunque investire, senza limitarsi all’acquisto di tecnologie sempre più avanzate fini a se stesse. Questo progetto, dice “risolverà questo problema”. Un altro partner importante del progetto è Overmach. Capire che tipo di realtà sia è importante per rendersi conto delle potenzialità dell’Academy. Overmach è un’azienda leader di settore che nella sua sede di Parma “ha dedicato 7 macchinari tra i più avanzati al mondo solamente al training”, ha spiegato l’HR Manager Andrea Negri. “Stiamo replicando la stessa cosa a Cuggiono, ovvero presso la sede del corso che inizierà a gennaio 2025″.

In questo panorama molto complesso, a fare da raccordo tra tutte le realtà è Confartigianato, con la sua storia e la sua presenza capillare sul territorio. Secondo Enrico Brambilla, segretario generale di Confartigianato imprese, l’Academy per tornitori e fresatori è un “lavoro complesso”, realizzato per “creare lavori che soddisfino i candidati”. Infatti, essendo la realtà stessa piuttosto complicata, le risposte non possono essere che difficili, ma se il progetto andrà bene (come effettivamente ci si augura), sarà anche facile un allargamento dello stesso ad altri settori, come ad esempio quello del benessere, sul quale pare ci sia un certo interesse.

Academy per tornitori: i nostri consigli

I nostri consigli non possono che seguire quanto detto in conferenza. Mai sentirsi esclusi a prescindere, quindi, ad esempio, se si hanno competenze nel campo che magari risalgono anche a molti anni fa e si è sicuri di voler tentare questa strada attraverso il reskilling offerto dalla Academy, è assolutamente consigliato provarci, anche perché nell’incontro è stato segnalato il fatto che molti lavoratori, già assunti e molto specializzati, hanno comunque competenze vecchie. Ovvero sono esperti di macchinari che non si usano più. Quindi in questo senso, essere dentro o fuori dal mondo del lavoro, potrebbe non essere così rilevante, dal mero punto di vista dell’esperienza.

Detto questo, bisogna mettersi in testa che non è un lavoro, o se vogliamo vederla dal punto di vista più ampio, una carriera adatta proprio a tutti. Infatti bisogna essere molti sicuri di ciò che si vuole, conoscere quel settore, o perlomeno volerlo conoscere e più ancora avere il desiderio di lavorare a lungo termine. La motivazione è fondamentale, perché vi è a priori un grande investimento economico, di tempo e di risorse anche dal punto di vista umano (ad esempio i tecnici che fanno formazione). Un progetto di questo tipo può riuscire solo se tutti partecipano attivamente, candidati compresi, che non devono prendere l’offerta formativa e il conseguente inserimento lavorativo troppo alla leggera. Bisogna insomma essere molto convinti di ciò che si andrà ad imparare e poi a fare.

In caso contrario. La perdita di tempo non sarebbe solo degli enti fautori del progetto, ma anche dello stesso lavoratore, che avrebbe investito decine di ore e magari conseguentemente mesi di lavoro, per poi risultare poco o per nulla interessato a quel settore lavorativo e quindi stancarsi e cambiare mestiere, buttando così al vento una formazione iper-professionale che, tra l’altro, avrebbe potuto favorire qualcuno più appassionato di lui. Quindi un suggerimento molto concreto è quello appunto di non tirarsi indietro a prescindere, ma di pensare bene a ciò che si sta per fare, prima di farlo. Una volta che ci si è lanciati, ammesso il fatto che venga data questa possibilità, tornare indietro sarebbe sicuramente un grosso autogoal.

Condividi questo bel contenuto