Corre voce che il disegno di legge messo a punto dal consulente del Governo, il professor Maurizio Del Conte, per regolarizzare il cosiddetto “lavoro agile” stia per approdare in Consiglio dei ministri. I beninformati riferiscono che il testo – che dovrebbe comporsi di circa 10 articoli – passerร molto presto al vaglio dell’Esecutivo per trasferirsi nelle Aule parlamentari entro la fine del mese di gennaio. Della norma – che, detta in soldoni, mira a incentivare il lavoro da casa o da una postazione diversa dall’ufficio – si parla giร da qualche mese. Per questo, i piรน scettici faticano a credere che si giungerร , entro tempi stretti, a una condivisa approvazione.

In attesa di scoprire che ritmi avrร l’iter parlamentare del ddl, rinfreschiamo la memoria a quanti hanno dimenticato cosa si intenda esattamente per lavoro agile. Si tratta della possibilitร , per il lavoratore dipendente, di svolgere le sue mansioni da una postazione differente da quella canonica dell’ufficio. In pratica: il subordinato puรฒ chiedere al suo “capo” di lavorare da casa o da una sede piรน facilmente raggiungibile, in modo da risparmiare tempo, denaro e fatica. Ma ci sono delle precisazioni da fare: l’accordo tra le due parti (lavoratore e datore) dovrร essere completo e dettagliato in ogni sua forma. Ciรฒ significa che, in una sorta di contratto scritto, si dovranno mettere nere su bianco tutte le condizioni del lavoro agile specificando, per esempio, se il dipendente intende lavorare “da remoto” (fuori dall’azienda) sempre o solo in determinati giorni della settimana e menzionando tutti gli strumenti tecnologici di cui il lavoratore si avvarrร per portare a termine gli incarichi assegnati.
I supporter del lavoro agile profetizzano grandi vantaggi sia per le imprese che per i lavoratori. Le prime potranno, infatti, godere di sgravi fiscali e risparmiare su alcune importanti voci di spesa come i ticket mensa o il servizio navetta che alcune di loro mettono a disposizione dei dipendenti che abitano piรน lontano. Senza trascurare il fatto che, se la risorsa resta a casa, non sarร necessario accendere la luce della sua stanza o il computer sulla sua scrivania, con evidenti risparmi per la bolletta energetica. E il lavoratore? A migliorare potrebbe essere, in primis, la sua vita privata (il lavoro agile mira ad agevolare la conciliazione tra gli impegni professionali e quelli familiari), ma non solo. I compiti che il dipendente dovrร portare a termine, secondo un planning e un timing da definire con il datore, dovrebbero sortire guadagni netti piรน rotondi perchรฉ la retribuzione, vincolata alla produttivitร , godrร (stando a quanto fin qui ventilato) di sconti fiscali. E se vi state chiedendo se la possibilitร di rimanere a casa comporti delle rinunce sul piano dei diritti, sappiate che la risposta รจ negativa e che, grazie a un accordo preso con l’Inail, anche al lavoratore agile verrร riconosciuta una copertura infortunistica.
Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri.
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