Ma le offerte ci sono davvero?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro Sono un giovane-anziano libero professionista per necessità e non per scelta, con oltre 20 anni di esperienza nel settore dell'Information Technology e da oltre un anno alla ricerca di un posto di lavoro sia in Italia che all'estero. Ho avuto modo di effettuare dei colloqui in Inghilterra …

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email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Sono un giovane-anziano libero professionista per necessità e non per scelta, con oltre 20 anni di esperienza nel settore dell'Information Technology e da oltre un anno alla ricerca di un posto di lavoro sia in Italia che all'estero.

Ho avuto modo di effettuare dei colloqui in Inghilterra dove, purtroppo, è necessaria una residenza in loco per esser contattati dalle aziende che assumono. Anche in Italia sono riuscito ad avere un paio di appuntamenti, ma c'è una sottile differenza tra i due scenari.

Mentre dall'estero sono stato contattato per le mie competenze, i colloqui (due) avuti in Italia sono stati realizzati solo attraverso conoscenze. Mi sono candidato in questo anno e mezzo credo almeno a 200 annunci di lavoro, inizialmente rispondevo solamente a quelli che reputavo (basandomi sulla descrizione delle richieste) molto aderenti alle mie capacità/competenze, poi anche agli annunci che prevedevano competenze di profilo più basso: il nulla più totale. Allora quello che viene spontaneo chiedersi è:

1) sono reali tutti questi annunci di lavoro, considerando che lo stesso annuncio viene proposto per mesi e mesi?

2) sono realmente le competenze, le esperienze, le capacità che fanno la differenza o ci sono altri metri di giudizio?

3) i siti di recruitment verificano la consistenza delle richieste di personale da parte delle aziende?

La mia esperienza su questo mondo delle agenzie di lavoro è negativo, trovo inverosimile che non abbia avuto MAI modo di poter fissare un incontro anche solo a scopo conoscitivo.

Alessandro

 

La risposta di Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro

Intanto mi complimento per la coniazione del termine un “giovane-anziano” che di questi tempi rende molto l'idea, ognuno potrà comunque interpretarlo a suo modo, ma a me è piaciuto molto.

Lavoro all'estero: vero, è necessaria la residenza o almeno è molto preferibile. Provo a spiegare meglio precisando che oltre che di Bianco Lavoro mi occupo di alcuni aspetti redazionali e gestionali delle versioni internazionali del network (in particolare Rudder Job per Gran Bretagna ed Irlanda). All'estero, e faccio l'esempio dell'Inghilterra, è molto meglio essere sul posto per candidarsi, sarebbe molto complesso altrimenti fare un “volo” per un semplice colloquio che magari poi si conclude in un nulla di fatto… moltissime aziende inseriscono addirittura un “blocco” sulle candidature, quando ci si prova a candidare non trovandosi nella “zona di lavoro” il sistema informatico riconosce l'IP straniero e da un messaggio del tipo “We are sorry, you have to be a resident to apply for this job.” (trad.: siamo spiacenti ma devi essere residente in zona per poterti candidare).

Tante altre aziende non mettono il “blocco” automatico ma scartano “manualmente” alle ricezione del CV. Fanno eccezione le mansioni molto ricercate di cui le aziende sono consapevoli di fare fatica a reperirle in zona. Dato che è un argomento delicato e complesso prometto di dedicare un articolo intero nelle prossime settimane su come “cercare lavoro all'estero”.

Passiamo ora alle sue domande:

1) sono reali tutti questi annunci di lavoro, considerando che lo stesso annuncio viene proposto per mesi e mesi?

Dare una risposta “assoluta” è impossibile! Così come è impossibile dare una percentuale esatta. Se si fida delle mia esperienza di oltre 12 anni nel settore in Italia ed all'estero, provo a darle una stima: nel web e sui giornali cartacei sono vere circa il 75/80% delle offerte di lavoro, il restante 20/25% è costituito da offerte false o annunci civetta. Questo prendendo però solo in considerazione siti e giornali “seri”, se ci mettiamo dentro i siti “generalisti” (quelli per intenderci che hanno la sezione annunci di lavoro, ma si può anche acquistare il PC usato, la bicicletta o trovare l'anima gemella) zeppi di offerte non controllate e non gestiti da “addetti ai lavori” beh… allora la percentuale degli annunci farlocchi (o addirittura truffaldini) supera il 50%…

Escludendo le vere e proprie truffe (di cui peraltro abbiamo parlato in passato), le offerte di lavoro inesistenti possono essere di due tipi: a) annunci civetta (ne abbiamo parlato in passato ed è venuto fuori che non è comunque sbagliato candidarsi) b) le offerte assolutamente inventate. Perché vengono inserite? Per fare “brand”, divulgare il marchio aziendale e dare al mercato un senso di “stabilità”: “guarda quell'azienda non conosce crisi, sta assumendo!!”…. a quest'ultime offerte (se individuate) è ovviamente sconsigliabile candidarsi, anche se ovviamente trattandosi solitamente di aziende importanti il solo rischio è quello di “perdere tempo” (rischio comunque non indifferente per chi è in cerca di occupazione). Attenzione invece alle truffe ed attenzione a candidarsi solo su siti “seri” e conosciuti, mai inviare il CV ad email anonime e non legate a dominio aziendale, mai inviare il CV ad aziende anonime (il nome dell'azienda o dell'agenzia deve essere chiaro e riconoscibile).

2) sono realmente le competenze, le esperienze, le capacità che fanno la differenza o ci sono altri metri di giudizio?

Assolutamente no! O meglio: anche! Competenze, esperienze e capacità sono solo alcuni dei parametri di giudizio. Ce ne sono altrettanti anche considerati più importanti: la fedeltà aziendale, la puntualità, la disponibilità, la voglia di crescere ed apprendere e molti altri fattori caratteriali. Faccia caso, nelle grosse aziende il colloquio “tecnico” (dove vengono misurate capacità ed esperienza) viene sempre alla fine, prima ci sono i colloqui con psicologi del lavoro o comunque le direzioni del personale. Per fare un esempio pratico se un'azienda cerca un programmatore (per restare in tema IT) è importante che abbia le competenze tecniche è evidente, ma se poi questa persona non è puntuale nel lavoro, è disorganizzata, non riesce in alcun modo a fare team con i colleghi, etc… allora è probabile che l'azienda prediliga un professionista meno preparato tecnicamente e con meno capacità ed esperienze, ma su cui può però fare maggiore affidamento.

3) i siti di recruitment verificano la consistenza delle richieste di personale da parte delle aziende?

Sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista legale ciò è impossibile, ma qualcosa si può comunque fare. Su Bianco Lavoro abbiamo scelto di permettere la pubblicazione solo ad aziende serie, riconosciute e verificate, e già questo abbatte di parecchio la possibilità di offerte “pericolose” o inesistenti. Inoltre in ogni offerta abbiamo inserito un link con la dicitura “Ospitiamo solo offerte etiche e legali, nel caso ritenessi che questa offerta non sia un Bianco Lavoro, segnalacelo.”, quindi nel caso in cui un candidato valuti che un'offerta sia pubblicata ma ha avuto una cattiva esperienza o ha scoperto che l'offerta non esiste davvero, etc…  segnala ed interveniamo immediatamente. Prendiamo sempre in seria considerazione ogni segnalazione.

Per ultimo lei scrive: La mia esperienza su questo mondo delle agenzie di lavoro è negativo, trovo inverosimile che non abbia avuto MAI modo di poter fissare un incontro anche solo a scopo conoscitivo.

Purtroppo in questo momento le offerte di lavoro disponibili sono molto inferiori alle domande di assunzione, per cui non è assolutamente inverosimile avere le “porte chiuse”. È necessario non scoraggiarsi e continuare a candidarsi nel migliore dei modi. Continuare a porre e porsi domande (come ha fatto lei) e cercare le risposte.

Mi rendo conto infine che le mie risposte possono sembrare un po' striminsite data l'importanza degli argomenti, per cui… i commenti sono liberi in questa pagina e do la mia disponibilità a leggere e rispondere a quesiti ed approfondimenti.