Pensioni d’oro: a giugno si parte con il taglio sugli assegni previdenziali

Nel mese di giugno si parte con il taglio delle pensioni d'oro che superano i 100 mila euro lordi l'anno. Saranno applicate differenti aliquote a seconda dell'importo dell'assegno pensionistico in questione. Le aliquote previste vanno dal 15% al 40%

Dal mese di giugno si parte con il taglio delle pensioni d’oro, ossia gli assegni previdenziali superiori i 100 mila euro lordi annui, con differenti aliquote direttamente proporzionali agli importi del trattamento pensionistico. Vediamo di cosa si tratta e le differenti aliquote che saranno applicate.


taglio pensioni d'oro

 

Pensioni d’oro, ecco cosa sono e chi la percepisce

Partiamo chiarendo un concetto molto importante, cosa sono le pensioni d’oro? Come il nome stesso ci suggerisce, si tratta di  particolari trattamenti pensionistici più alti e consistenti del normale. Effettivamente non c’è un vero e proprio parametro per stabilire se quella determinata pensione sia d’oro oppure no. Tuttavia, in linea generale, l’importo delle pensioni considerate d’oro, oscilla tra 40 e 200 mila euro annui.

Solitamente pensioni con importi così alti, sono percepite da ex parlamentari, ex dipendenti della Corte Costituzionale, del Quirinale oppure ex consiglieri e dipendenti regionali. Insomma, si tratta di pensioni percepite non da tutti, ma solamente da determinate categorie. Per questo motivo, si vuole procedere al taglio e ridimensionamento delle pensioni con importi così alti. Con i soldi ricavati da questa operazione, il Governo si impegna a restituire le pensioni minime a circa 3 milioni di italiani.

Taglio delle pensioni d’oro, si parte a giugno

Il taglio delle pensioni d’oro partirà a giugno di quest’anno, così conferma l’Inps. Questo interesserà gli assegni pensionistici che superano i 100 mila euro lordi annui a calcolo sia retributivo che misto. Il taglio non sarà uguale per tutti, in quanto saranno applicate aliquote a seconda dell’importo degli assegni pensionistici.

Saranno circa 24 mila i pensionati interessati da questa nuova procedura, prevista dal Decreto Crescita 2019. Dunque, per i prossimi 5 anni si procederà con il taglio delle pensioni d’oro, con aliquote che vanno dal 15% al 40%. Lo scopo è quello di porre fine a tali pensioni privilegiate, proprio perché sono nettamente superiori alle normali e sono percepite da pochi. Con il ricavato si cercherà di garantire le pensioni minime ad altri pensionati.

Taglio delle pensioni d’oro: le differenti aliquote

Diamo ora uno sguardo alle differenti aliquote applicate nel taglio delle pensioni che superano i 100 mila euro annui. Le aliquote applicate vanno dal 15% per le pensioni tra i 100 mila e 130 mila euro, fino ad arrivare al 40% per le pensioni con importo oltre i 500 mila euro lordi annui. Vediamo in maniera schematica le riduzioni previste:

  • Riduzione del 15% per gli assegni pensionistici dai 100 mila ai 130 mila euro lordi annui
  • Riduzione del 25% per gli assegni pensionistici da 130 a 200 mila euro lordi annui
  • Riduzione del 30% per le pensioni da 200 a 350 mila euro annui
  • Riduzione del 35% per le pensioni da 350 a 500 mila euro lordi all’anno
  • Riduzione del 40% per gli assegni pensionistici che superano i 500 mila euro lordi l’anno

Il taglio non riguarderà le pensioni di invalidità e le pensioni riconosciute alle vittime di guerra.

Quanti percepiscono pensioni d’oro?

Come detto, le pensioni d’oro sono dei trattamenti pensionistici particolari, in quanto nettamente più alti rispetto agli altri. Ma quante pensioni d’oro ci sono? Nel corso degli anni si è assistito ad un aumento o diminuzione del numero di queste pensioni? Secondo i dati dell’Osservatorio sui flussi di pensionamento dell’Inps, nel 2017 si è assistito ad un aumento delle pensioni d’oro. Infatti, le pensioni con assegni superiori i 3 mila euro mensili, sono passate da 16 mila a 20 mila.

La questione relativa alle pensioni d’oro è quindi diventata un argomento su cui intervenire in quanto ritenute privilegio di pochi e dunque da ridimensionare, in modo da adoperare il ricavo di questi tagli, per il beneficio di tutti gli altri pensionati che, purtroppo spesso sono in gravi difficoltà economiche e non riescono ad arrivare a fine mese. Intanto, i rappresentanti dei pensionati non concordano con tale manovra e sono pronti ad intervenire. Vedremo come la questione si evolverà nei prossimi mesi.

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