Poletti: “Abbiamo bisogno di gente che ci prova”

poletti-ministro-lavoro-cristina-tajani-fa-la-cosa-giustaIeri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è intervenuto all’evento milanese Fa la cosa giusta,  intervistato pubblicamente da Miriam Giovanzana. Il ministro, è apparso piuttosto chiaro, punta molto sul capitale umano: “ci vuole la volontà – ha spiegato Poletti usando toni un po’ meno istituzionali del solito – abbiamo bisogno di gente che ci prova. Ogni tanto c’è qualcuno che sta dietro l’albero ma – ha aggiunto – non pioverà dal cielo un’altra Fiat”. Servono “quelle che io chiamo le mani della domenica”, utili a valorizzare “tutte le piccole cose che ci dà il nostro ambiente” Insomma, tutti devono fare la loro parte. Il Ministro di certo, ma anche le istituzioni locali, le imprese, i lavoratori.


In stretto collegamento con il discorso sul capitale umano, o più semplicemente sull’importanza di una partecipazione collettiva al cambiamento, Poletti ha affrontato il tema delle regole, spiegando che bisogna iniziare a “pensare che le regole che scriviamo devono essere fatte per chi ci prova”. Ci stiamo provando come governo – ha detto – vogliamo evitare che ci sia un italiano che stia a casa a far niente”.  Bisogna inoltre puntare al “pluralismo d’impresa”, che è una ricchezza. Non esistono solo le imprese capitaliste. In programma ci sarebbero modifiche a varie leggi, in particolare quelle che regolano le imprese sociali e il cinque per mille. Ma, cosa ancora più importante, l’obiettivo primario sarebbe quello di rendere le leggi stabili. “Se c’è una legge e funziona, l’impresa si organizza e poi investe”. Se le leggi cambiano ogni tre mesi invece, investire è molto difficile.

Argomento garanzia giovani (Youth Guarantee).La garanzia giovani (qui il piano d’attuazione) riguarda i ragazzi dai 15 ai 25 anni (anche se si punta all’inclusione dei giovani fino a 29), che in Italia sono circa 900.000. Entro quattro mesi dalla fine degli studi, o dall’inizio del periodo di disoccupazione tramite iscrizione obbligatoria al portale dedicato, ai soggetti interessati verranno fatte proposte mirate. Un impiego, un apprendistato, un tirocinio, un corso di formazione. Per questa macro-operazione, l’Ue ha messo a disposizione dell’Italia un miliardo e mezzo di euro.

Poletti si è anche augurato che ad un certo punto siano le stesse imprese ad andare dagli assessori a proporre ad esempio stage per i giovani che di volta in volta verranno ad inserire il cv nel sistema pubblico dedicato alla Youth Guarantee.  Anche perché il progetto di medio termine, sarebbe quello di generare un dualismo scuola-lavoro, attivo negli ultimi due anni di scuola superiore. I canali utilizzabili per l’iscrizione alla youth guarantee sono molteplici. Oltre al portale governativo Cliclavoro, sarà possibile iscriversi anche attraverso i vari portali regionali (dialoganti con il primo).



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Commenti

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  • massimo 6 anni

    Ci stanno prendendo per il culo un’altra volta….ho 63 anni se perdo il lavoro chi credete che mi riassuma…in più mi hanno rubato 5 anni alla pensione grazie alla delinquenziale legge Fornero.
    La Merkel ci è già arrivata come al solito prima di noi…i lavoratori devono andare in pensione prima non a 70 anni come adesso la vogliamo capire che è l’unico modo per lasciare spazio ai giovani…

  • WalterB68 6 anni

    Concordo con Francy888: nessuna differenziazione in base all’età, la considero una discriminazione vera e propria. Il diritto al lavoro è fondamentale e va tutelato per legge soprattutto non facendo differenze.

  • francy888 6 anni

    ma scusate:
    piano per inserire i giovani, piano per inserire gli over 50, ma quelli intermedi???? quelli che non sono più considerati giovani ma neanche ancora vecchi (cioè dai 30 ai 45) che faranno???
    Io ho 41 anni e sto cercando disperatamente lavoro e tutti mi sbattono le porte in faccia perché
    cercano apprendisti. ho visitato tutte le agenzie interinali, mandato cv a tonnellate, anche per lavori che francamente non mi interessano ma sarei comunque disposta a fare rinunciando alle mie qualifiche pur di lavorare, e nessuno mi concede una possibilità.
    ma allora noi che si fa???? si va a chiedere l’elemosina?
    non vi sembra l’ora di smettere di differenziare le persone in base all’età ma di dare a tutti indistintamente un’opportunità di lavoro? perché a 40 anni non si può andare in pensione, possiamo ancora dare tantissimo e insegnare ai più giovani, non siamo certo da buttare…… O sì?

  • giulio 6 anni

    Ho 53 anni con 35 anni di contributi che ha perso il lavoro da più di 2 anni nonostante la mia professionalità in contabilità e nella elaborazione delle paghe non sono riuscito a trovare un lavoro. Ho aperto un negozio di e-cig e ci ho rimesso il poco che avevo. Il ministro ho l’impressione che parla facile ma vorrei vedere lui al posto mio che cosa avrebbe fatto(senza le conoscenze politiche influenti .)

  • Piero 6 anni

    In Italia si parla tanto della disoccupazione giovanile ma zi dimenticano spesso dei padri di famiglia tra i €5 e i 50 anni che non riescono piú ad inserirsi nel mondo del lavoro. Io sono uno dei fortunati che c’è riuscito ma sono una mosca bianca, cominciamo a pensare all’occupazione di tutti gli italiani se no tra qualche anno saremo ancora al punto di partenza.