Prestiti e finanziamenti bancari: come risparmiare con le detrazioni mutuo

Detrazioni sui mutui: cosa sono, come funzionano e i requisiti richiesti per poterne usufruire. I prestiti per l'acquisto di un immobile che danno diritto allo scontro fiscale sulla dichiarazione dei redditi.

L’acquisto della prima casa è l’obiettivo a cui oggi aspirano molto famiglie italiane. Quando non si è provvisti un immobile di proprietà o non si hanno i soldi per comprarne uno la soluzione migliore rimane quella di chiedere ad una banca o ad un istituto finanziario un prestito su misura.


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Come risparmiare con le detrazioni mutuo

Tenendo conto della propria capacità reddituale, del denaro liquido già in possesso e delle entrate fisse annue del soggetto richiedente, verrà allora aperto un mutuo ad hoc. Bisogna però dire che, in linea di massima, ogni prestito ha come obiettivo principale quello di far rientrare la banca dei suoi liquidi. Sempre più spesso, difatti, interi nuclei familiari si ritrovano nella situazione di non poter far più fronte ai propri debiti.

Vuoi perché la loro situazione economica è cambiata, vuoi perché non hanno valutato bene i risvolti negativi di questa spesa extra, i mutui (specie quelli destinati all’acquisto di un immobile) finiscono col soffocare l’economia domestica. Per questo motivo è diventato fondamentale fare attenzione ad ogni cavillo, cercando di sfruttare al meglio anche tutte quelle agevolazioni come le detrazioni sui mutui che la legge riconosce ai contribuenti.

 

Detrazioni sui mutui: cosa sono e come funzionano

Le detrazioni sui mutui sono degli sgravi di natura fiscale riconosciuti al contribuente che, dopo l’acquisto di un immobile, può abbattere la spesa sostenuta tramite la propria dichiarazione dei redditi. Quello che dovrà fare, come per qualsiasi altro costo sostenuto nel corso dell’anno detraibile ai fini fiscali, è procedere con l’elenco di tutte quelle voci che di diritto abbattano la somma finale destinata al pagamento del 730 precompilato. Queste detrazioni, tuttavia, non vengono riconosciute in forma fissa e a chiunque acquisti una casa, devono essere calcolate in percentuale e spettano solo a determinati contribuenti.

Nello specifico, le detrazioni sui mutui bancari, vengono riconosciuti a chi ha stilato un prestito per l’acquisto dell’abitazione principale (coincidente spesso con la prima casa di proprietà). In questo caso il contribuente potrà godere di una decurtazione del 19% su: gli interessi passivi maturati durante l’anno con il mutuo e gli oneri accessori relativi all’acquisto dello stesso. Tra gli oneri accessori relativi all’acquisto di un immobile, per esempio, vi sono:

  • il compenso del notaio per la stipula del mutuo e/o per l’atto di acquisto della casa,
  • le spese relative alla perizia tecnica, quelle relative all’avvio della pratica con la banca (o con l’istituto di credito che ha erogato il prestito),
  • le imposte catastali, ipotecarie e quelle di registro.

Le detrazioni possono essere fatte valere fino ad un massimo di 4.000 euro. La cifra non verrà ammessa nel suo totale in sede di dichiarazione dei redditi ma tramite un rimborso di 760 euro annui.

Prestito per l’acquisto di un immobile: i requisiti richiesti per usufruire delle detrazioni

Non tutti i mutui bancari danno diritto alle detrazioni di cui sopra abbiamo parlato. In questi casi il finanziamento concesso dalla banca, oltre che destinato all’acquisto dell’abitazione principale, deve presentare determinate caratteristiche e il contribuente deve essere in possesso di specifici requisiti. Per beneficiare delle detrazioni mutui, nello specifico, il prestito deve essere stato:

  • aperto nei 12 mesi precedenti o successivi all’acquisto dell’immobile;
  • concesso da una banca o un istituto finanziario con sede in Italia o in uno dei paesi appartenente all’Unione Europea;
  • sottoscritto dal proprietario della casa (e non da un usufruttario). Qualora l’acquisto della casa sia stato fatto da una coppia di coniugi, se questi presentano diversa e distinta dichiarazione dei redditi, le detrazioni spetteranno ad entrambi e in proporzione alla quota di proprietà. Se invece il mutuo è cointestato ad entrambi i coniugi ma uno di questi è a carico dell’altro, fiscalmente parlando, le detrazioni verranno riconosciute solo a chi presenta la dichiarazione dei redditi annuale.

È importante specificare inoltre che, qualora la casa acquistata non coincida con l’abitazione principale, queste detrazioni potranno essere fatte riconosciute al contribuente lo stesso, ma l’immobile per le quali vengono fatte valere dovrà essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto.

Discorso a parte, in fine, va fatto per i prestiti richiesti per la ristrutturazione o costruzione di un immobile. In questo caso le detrazioni spetteranno lo stesso ma riguarderanno solo gli interessi passivi maturati sui contratti di mutuo. Lo sconto fiscale, inoltre, sarà sempre pari al 19% ma, annualmente, la quota massima riconosciuta al singolo contribuente sarà uguale a 2582 euro.

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