Qualità manageriali: ecco quelle che servono alle piccole e medio imprese italiane

Quali sono le qualità manageriali di cui hanno bisogno le piccole e medio imprese italiane per il loro sviluppo? Ecco i dati emersi da una recente indagine fatta da The European House Ambrosetti

Imprenditorialità, eccellenza operativa, spirito democratico, sincerità ecco alcune delle qualità che un buon manager deve avere per accrescere lo sviluppo aziendale. Sono i risultati emersi da una recente indagine condotta da The European House Ambrosetti. Vediamo di cosa si tratta.


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L’indagine condotta sulle qualità manageriali utili alle aziende

Una recente indagine fatta da The European House Ambrosetti e promossa da Federmanager, ha messo in evidenza le qualità manageriali utili alle aziende, creando un ritratto del manager ideale per le piccole e medio imprese italiane. La ricerca è stata condotta su 1.630 manager ed 80 professionisti appartenenti a diversi tipi di organizzazione. Dalle risposte che i soggetti studiati hanno fornito, è stato possibile delineare la “lista” delle qualità manageriali che servono alle imprese italiane per la loro crescita. Eccellenza operativa, imprenditorialità, spirito democratico, problem solving, sincerità sono solo alcune delle caratteristiche necessarie ad un buon manager. Cambiano i tempi e cambiano anche le figure manageriali con le loro caratteristiche e qualità.

Le qualità manageriali che servono alle PMI

Lo studio condotto ha messo in evidenza una serie di qualità manageriali che servono alle piccole e medio imprese italiane, andando a creare il ritratto del manager perfetto. L’81% degli intervistati, considera la sincerità, da intendersi come condivisione delle informazioni aziendali e trasparenza, una caratteristica manageriale molto importante per la crescita ed il buon funzionamento delle aziende. Anche lo spirito democratico per esercitare la leadership, risulta essere un valore guida ed essenziale di un buon manager. Lo confermano il 72% degli intervistati. Altra qualità di notevole importanza è legata alla capacità di agire, al problem solving ed ottimizzazione di tutte le risorse a disposizione.

Ad ancora…

Il manager non è più inteso solo come  il capo, ma come soggetto che opera per il bene dell’azienda. Da non dimenticare le capacità legate all’eccellenza operativa di un manager che, deve essere in grado di snellire i processi ed organizzarsi in maniera tempestiva in vista dei continui cambiamenti che, sono il cuore delle moderne società. Il manager ideale deve essere tempestivo e competente con ottime qualità e conoscenze per quel che riguarda il fattore imprenditorialità. Il fatto è che, nelle aziende si sta assistendo a processi di cambiamento ed innovazione anche a livello culturale, dove il manager diventa un vero e proprio leader.

Cosa sta cambiando nelle imprese e nella loro struttura?

In base ai dati emersi dall’indagine condotta, si può osservare come il concetto stesso di manager stia mutando. questo non è più un semplice capo ma un vero e proprio leader carismatico con determinate qualità. Stefano Cuzzilla il presidente di Federmanager sottolinea come, l’importanza crescente di valori come: responsabilità, trasparenza, condivisione e comunicazione portano il manager a diventare un leader più che un capo assoluto. Ed ancora, le capacità di organizzazione del lavoro attraverso l’esercizio di una leadership diffusa, sono essenziali in un contesto in cui il cambiamento è il cuore pulsante dell’economia e della vita in generale. Per questo motivo, continua Cuzzilla, le imprese che hanno nel loro team manager specializzati e con le qualità sopra indicate, non solo si aprono a nuovi modelli di business, ma diventano anche più competitive sul mercato.

Ciò di cui le imprese italiane hanno bisogno

In un quadro in continuo mutamento, le imprese italiane necessitano di una maggiore efficienza operativa. A confermarlo la stessa The European House Ambrosetti la quale ha osservato che, il tasso di crescita delle imprese in Italia negli ultimi 10 anni, è quasi pari a zero se confrontato con quello di altri luoghi. Paesi come il Giappone registrano incrementi dell’8%, mentre in Italia la situazione è molto diversa. Un grande gap in Italia nel sistema di managerializzazione, dovuto soprattutto al fatto che, gran parte delle imprese sono a gestione familiare, così come il management. Questo significa che, spesso, in queste piccole e medio imprese non ci sono manager professionali, con conoscenze adeguate allo sviluppo di un forte e competitivo sistema aziendale. Per incrementare la produttività, tali aziende hanno anche bisogno di figure specializzate esterne, preparate sia professionalmente che caratterialmente, da reclutare nel mercato del lavoro.

Serve una nuova cultura di impresa

Per aumentare la competitività delle aziende italiane, queste hanno bisogno di allargarsi, di uscire dalla sola ed unica gestione familiare, di aprirsi a figure esterne specializzate e preparate tecnicamente e caratterialmente. Bisogna aprirsi a nuovi figure che, posseggano determinate qualità manageriali ed in grado di esercitare una leadership estesa. Bisogna aprirsi alle innovazioni tecnologiche ed a figure professionali in grado di adoperarle nel migliore dei modi. Insomma, la crescita delle piccole e medie imprese italiane è possibile, un primo passo sarebbe quello di aprirsi a nuovi modelli gestionali.

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