Redditometro e studi di settore: misure archiviate ma ancora adoperate

Redditometro e studi di settore, due misure per il controllo e la lotta all’evasione fiscale ormai archiviate ma ancora adoperate dall’amministrazione finanziaria.

Il redditometro e gli studi di settore sono due strumenti per contrastare l’evasione fiscale. Nonostante si tratti di misure ormai archiviate per esplicito volere legislativo, la stessa amministrazione finanziaria continua ad adoperarle o comunque punta ad un loro recupero. Come mai? Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.


studi di settore e redditometro

Redditometro e studi di settore: di cosa si tratta?

Redditometro e studi di settore sono delle misure per accertamenti volti a contrastare le vaie forme di evasione fiscale. In particolar modo, il redditometro, per fare ciò, si serve si tutta una serie di differenti indicatori, in grado di poter presumere la reale ed effettiva capacità contributiva dei cittadini. Agli indicatori di carattere generale, come: auto, imbarcazioni, case, personale domestico ecc. si aggiungono nuovi indicatori come: viaggi, istruzione dei figli, tipologia di scuole scelte, acquisto di opere d’arte e molto altro ancora.

Gli studi di settore, si basano su calcoli statistici, per ricostruire i ricavi e compensi dei contribuenti. Si tratta dunque di una misura e procedura di accertamento. La criticità di tali strumenti sta nel loro aspetto ipotetico, che spesso può portare a distorsioni se adoperati come schemi fissi ed applicabili con le stesse modalità alle diverse realtà.

Redditometro e studi di settore: due strumenti che continuano ad essere adoperati

Nonostante si tratti di due misure che sono state archiviate e congelate, spesso continuano ad essere adoperate per i controlli fiscali sui contribuenti. Infatti, contrariamente a quanto affermato, relativamente al superamento dei due strumenti di controllo, in realtà questi hanno ancora il loro raggio di azione ed utilizzo.

Ricordiamo che l’applicazione del redditometro fu sospesa a partire dall’anno di imposta 2006, il tutto in attesa di un nuovo e moderno decreto attuativo. In vista di tutto ciò, l’Agenzia delle Entrate, può effettuare la ricostruzione sintetica del reddito non dichiarato, andando ad utilizzare gli indicatori di spesa. In questo modo l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione uno specifico database, grazie al quale effettuare i controlli tramite l’incrocio dei dati e la selezione dei soggetti a rischio, ossia da sottoporre ad ulteriori verifiche.

Alcuni dati sul persistere delle due misure

Sono i dati stesi che confermano quanto nel corso degli ultimi anni misure come i redditometro e gli studi di settore siano rimasti attivi, anche se in maniera ridotta. In particolare, nel 2018 si è verificato un incremento del numero di accertamenti svolti, parliamo di 2.784 con un aumento percentuale del 37,5% rispetto all’anno 2017.

Dunque pur trattandosi di misure che dovrebbero ormai essere superate ed archiviate, continuano ad essere attive ed usate per effettuare vari controlli di carattere fiscale sui contribuenti stessi. Gli studi di settore non sono da meno, anche se nel corso degli ultimi anni sono stati più un rompicapo che un vero ed efficace strumento di accertamento fiscale da applicare sia alle aziende che ai professionisti.

L’importanza di strumenti efficaci e sicuri di controllo fiscale

Il controllo fiscale effettuato dagli organi competenti sui contribuenti è qualcosa di importante ed utile per scovare i furbetti e gli evasori fiscali stessi. Oggi siamo di fronte ad una sorta di evoluzione degli studi di settore, sotto il nome di ISA, con l’introduzione di nuovi meccanismi di calcolo, in grado di garantire l’affidabilità fiscale su una scala sa 1 a 10 per quanto riguarda imprese e professionisti.

Viene così fatta una vera e propria pagella, dove a voti più alti di affidabilità fiscale, corrisponde la possibilità di accedere a determinate misure fiscali ed agevolazioni. Nuovi sistemi di controllo, con nuove modalità di calcolo e di organizzazione, puntano non solo a semplificare l’iter burocratico e tutti gli adempimenti connessi, ma anche a nuove forme di assistenza e collaborazione tra i contribuenti e la stessa Amministrazione finanziaria.