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Crisi di Governo: cosa succederà a Quota 100 e Reddito di Cittadinanza

La crisi di Governo con le dimissioni presentate da Giuseppe Conte ed il futuro di misure come Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Importante evitare l’aumento dell’Iva

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La crisi di Governo è ormai una certezza. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha infatti presentato le sue dimissioni dopo un periodo di caos, incertezza e soprattutto di labili equilibri politici ormai saltati. In tutto ciò, le misure varate dal Governo giallo verde come ad esempio il Reddito di Cittadinanza e Quota 100 o quelle che erano ancora in esame risentiranno delle conseguenze di tale crisi politica?

Reddito di cittadinanza

La crisi di Governo è realtà

L’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha presentato le sue dimissioni, dopo un periodo di grande caos politico, che ha visto saltare i delicati e labili accordi politici. La convivenza e l’alleanza tra M5S e Lega non è mai stata solida, infatti, dopo circa 1 anno dalle scorse elezioni, ci troviamo al punto di partenza. L’interrogativo maggiore che occupa la mente degli italiani è connesso al futuro del Paese. La preoccupazione  riguarda misure varate dall’ex Governo giallo verde, come Reddito di Cittadinanza e Quota 100, oltre che ad altre misure a favore dei cittadini, che rischiano di essere messe in discussione.

In linea generale, con Reddito di Cittadinanza e Quota 100 non si dovrebbero avere grossi problemi, in quanto si tratta di misure già approvate. A rischio sono quelle che devono essere rinnovate, come ad esempio Opzione Donna, oppure misure a cui si stava lavorando, come ad esempio Quota 41.

Le principali tappe del Governo giallo verde nel 2018

L’avventura giallo verde incominciò lo scorso 18 maggio 2018, data in cui sia la Lega che il M5S annunciarono il definitivo varo del contratto di governo. Il 6 Giugno 2018 Giuseppe Conte ottenne la fiducia. Risale sempre allo scorso anno il decreto sicurezza e porti chiusi. Si tratta di una legge relativa all’immigrazione ed alla sicurezza del nostro Paese, voluta da Salvini.  A fine 2018 il Governo si trovò alle prese con la Legge di Bilancio, con il Presidente del Consiglio Conte che avviò trattative con la Commissione europea, riuscendo ad evitare la procedura di infrazione.

Le tappe del Governo giallo verde nel 2019

Con il nuovo anno, già a gennaio si aprì una vera e propria competizione tra Lega e M5S per quanto riguarda misure come il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Le tensioni e le discordie tra le due forze politiche in qualche modo si placarono. Addirittura, il M5S si schierò a favore di Salvini, quando questo fu accusato di sequestro aggravato di persona, in riferimento alla nave Diciotti. Si arrivò così al caso Siri, quando a maggio 2019 Conte revocò l’incarico al leghista Armando Siri, con tutta la Lega contraria a tale decisione.

A stravolgere il tutto anche le elezioni europee, dove la Lega raddoppiò i suoi consensi mentre il M5S li dimezzò. Ed ancora divisioni e scontri sulla questione Tav. L’8 agosto Salvini chiese di prendere atto che il Governo e la maggioranza non esistevano più, volendo andare nuovamente al voto. Ieri il Premier Conte ha presentato le sue dimissioni.

Reddito di Cittadinanza, Quota 100 e le scadenze economiche che non cambiano

La preoccupazione è tutta concentrata nelle sopravvivenza o meno delle misure varate dal vecchio Governo, come Reddito di Cittadinanza e Quota 100, oltre che di quelle che devono essere rinnovate. In linea generale per Reddito e pensione Quota 100 non dovrebbero esserci grandi rischi o cambiamenti, in quanto si tratta di misure già approvate. Il punto interrogativo resta per le altre misure come Opzione donna che deve essere rinnovata, oppure per il progetto di Quota 41. Tuttavia la decisione finale e definitiva sull’argomento spetta a chi salirà al Governo.

Altro punto centrale è quello relativo alle scadenze economiche a cui il nostro Paese va incontro. L’aumento dell’Iva andrà a discapito di tutti gli italiani ed il tempo per evitare ciò si riduce notevolmente. Infatti, l’aumento Iva dal 22% al 25,2% per quanto riguarda aliquota ordinaria e dal 10% al 13% per aliquota agevolata, si traduce in parole povere nell’aumento dei prezzi di tutti i prodotti. Per evitare questo, bisogna assolutamente trovare 23 miliardi di euro entro la fine dell’anno.

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