Il servizio civile porta bene: trova lavoro un volontario su due

A certificarlo un’indagine dell’Isfol che ha marcato l’accento sull’altissimo grado di soddisfazione dei giovani coinvolti

L’indagine realizzata da Isfol-Inapp ha confermato il successo del servizio civile nazionale. Che in Italia “arruola” un esercito di giovani volontari che, stando a quanto appurato dai ricercatori, faticano un po’ di meno a trovare un impiego. Lo studio – condotto su un campione rappresentativo di ragazzi che hanno prestato servizio tra il 2014 e il 2015 – ha infatti rilevato che, ad un anno di distanza, più del 50% di loro lavora regolarmente, mentre il 30,5% continua a cercare un impiego. Ma tutti si dicono più che soddisfatti (fatta eccezione per un risicatissimo 3% che sembra essersi pentito dell’esperienza fatta) e pronti a riconoscere l’importanza del servizio civile. Che,a  dire della stragrande maggioranza dei volontari coinvolti nell’indagine, ha permesso loro di crescere umanamente e professionalmente.


Più del 50% degli ex volontari trova lavoro

Come già accennato, l’indagine confezionata dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) ha interpellato un campione rappresentativo costituito da 1.511 giovani volontari che hanno svolto il servizio civile nel 2014-2015. Rivolgendo specifiche domande a una platea costituita in prevalenza da donne (67%) che, nel 47% dei casi, aveva conseguito una laurea e, nel 49% dei casi, aveva un diploma di scuola superiore. L’indagine ha rilevato che, a distanza di un anno dalla conclusione del servizio civile, il 52,2% del campione intervistato aveva un lavoro, il 15,2% studiava e il 30,5% era alla ricerca di un impiego.

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Più nel dettaglio: tra gli occupati, il 39,3% dichiarava di dedicarsi esclusivamente alla propria professione mentre il 12,9% precisava di essere impegnato sia sul fronte del lavoro che su quello dello studio. E il 61% specificava di avere un lavoro continuativo regolato da un contratto. Sono stime che incoraggiano a credere che il servizio civile rappresenti un buon trampolino di lancio per chi tenta di entrare nel mercato occupazionale. E che, con ogni probabilità, i giovani che si dedicano alle varie attività di volontariato proposte dal Scn faticano meno dei loro coetanei a trovare un impiego.

Tutti pazzi per il servizio civile

Ancora: lo studio ha evidenziato che il 37% degli ex volontari occupati ha trovato lavoro grazie all’interessamento di amici e parenti, il 32% lo ha fatto collegandosi a Internet e il 10% grazie allo stesso servizio civile; mentre l’8% del campione ha iniziato a lavorare, dopo essersi rivolto a un’agenzia per il lavoro o ai Servizi per l’impiego. A certificare il successo del servizio civile nazionale è poi il 95% degli intervistati che ha dichiarato che l’esperienza fatta ha accresciuto le sue competenze, il 77% che ha affermato che le competenze maturate durante il servizio civile gli sono tornate utili al lavoro e il 97% che ha evidenziato l’importanza dell’esperienza fatta che – se possibile, ma non lo è – sarebbe ben felice di ripetere. A pentirsene, in pratica, è stato solo un risicatissimo 3%.

Ma cos’è il servizio civile nazionale? E’ un servizio che – come viene precisato sul sito a esso dedicato – permette di operare nel rispetto dei principi della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione e dell’utilità sociale. I giovani che scelgono di svolgerlo possono, tra le tante cose, occuparsi della tutela e della salvaguardia del patrimonio nazionale, della tutela dei diritti civili e sociali e svolgere attività (sia in Italia che all’estero) tese a promuovere la cooperazione e la solidarietà tra i popoli o tra i cittadini di uno stesso Paese. Possono fare domanda tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni che non hanno subito condanne, mentre non possono partecipare ai bandi gli appartenenti ai corpi militari e alle forze dell’ordine e i giovani che hanno già prestato servizio in qualità di volontari. Chi desidera saperne di più, può collegarsi al sito www.serviziocivile.it.