
Nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si è affrontato il delicato tema sulla sicurezza sul luogo di lavoro con la presentazione dello studio intitolato “Tesori da scoprire: la condizione della donna infortunata nella società. Un’indagine sulle donne vittime del lavoro”, condotto e organizzato dall’Anmil (l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) con l’ausilio di Datamining e Interago (società di indagini statistiche) e il patrocinio del Senato della Repubblica. Lo studio riporta non solo i dati statistici relativi alla situazione analizzata ma li elabora e li interpreta mettendo in rilievo da una parte le pesanti ripercussioni sul piano psicologico e affettivo e dall’altra le difficoltà di poter mantenere il proprio posto di lavoro e i rapporti sociali.
Nonostante si parli di cifre considerevoli (250mila donne infortunate ogni anno), il trend in realtà rileva un calo percentuale degli infortuni nell’ultimo quinquennio. Questo a livello generale, se si allarga lo sguardo a tutta la popolazione italiana, sia uomini che donne. Purtroppo laddove questo rappresenti senza dubbio un dato positivo e incoraggiante, l’amara considerazione è che gli infortuni siano diminuiti in parallelo alla diminuzione dei posti di lavoro stessi. Ma molto è stato fatto a livello di prevenzione: le nuove normative in materia di salute e sicurezza hanno inasprito i controlli e le sanzioni nonché rivisto tutti gli adempimenti e i parametri obbligatori a cui attenersi per quanto concerne la manutenzione e l’adeguamento degli impianti.
L’infortunio sul lavoro ha ripercussioni gravi e invalidanti non solo a livello fisico ma anche umano, psicologico e affettivo. La condizione femminile da questo punto di vista sembra più difficile e fragile rispetto a quella degli uomini. Più del 50% delle donne disabili intervistate conferma la necessità di avere una badante o una collaboratrice domestica al proprio fianco, contro una percentuale maschile pari solo all’ 8%. Questo perché la maggior parte degli uomini sa di poter contare sulla propria compagna e le delega in toto il carico familiare. Inoltre dalle statistiche emerge un dato amareggiante: solo un uomo su quattro rimane accanto alla consorte invalida contro la quasi totalità delle donne che non lascia il marito.
Laureata con Master in Risorse Umane, si occupa di lavoro, startup, freelancer e nuove idee di business. Con una grande convinzione: “ognuno ha un talento, l’importante è scoprirlo, svilupparlo e condividerlo con gli altri!”
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