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Smart working: il bonus spese per chi lavora da casa. La proposta


Lo smart working potrebbe continuare ad essere la forma di lavoro prediletta anche dopo la fine dello stato d’emergenza connesso al coronavirus. Per tale motivo spunta l’idea di introdurre un bonus spese per chi lavora da casa. Ecco di cosa si tratta e perché investire sempre di più sul lavoro agile.

Smart working e pandemia

studio professionale smart

La pandemia da coronavirus ha portato notevoli cambiamenti anche per quanto riguarda il lavoro e le modalità di operare. Spazio allo smart working con la possibilità di lavorare da casa, senza doversi recare in ufficio, soprattutto con una pandemia in circolazione. Ebbene, il lavoro agile a fine pandemia, potrebbe continuare ad essere la modalità di lavoro prediletta e seguita da tante aziende sia nel pubblico che nel privato. Per questo motivo è importantissimo investire in questo settore, garantendo ai lavoratori in modalità smart di beneficiare degli stessi diritti di quelli che lavorano in ufficio. A febbraio potrebbe terminare lo stato d’emergenza, anche se una sua proroga non è da escludere. Questo comporterà il cambiamento delle regole connesse allo smart working, che tornerà ad essere non più automatico, ma sarà necessario l’accordo individuale con il dipendente stesso per avviare la procedura di lavoro agile.

Smart working e problemi da risolvere

Per incentivare sempre di più il lavoro agile bisogna andare a risolvere alcuni problemi basilari. Prima di tutto bisogna risolvere la questione riguardante il trattamento economico, che dovrebbe essere uguale per chi lavora da casa e chi lavora dall’ufficio. Ed ancora, chi opera da casa rischia di perdere i buoni pasto e gli straordinari oltre a dover sostenere le spese per le utenze che ci sono lavorando dalla propria abitazione. Per risolvere questa situazione ed incentivare sempre di più lo smart working, ecco che spunta la proposta di introdurre un bonus spese per tutti coloro che lavorano da casa.

Bonus spese per chi lavora da casa

Lo smart working anche dopo la fine della pandemia, continuerà ad essere una modalità di lavoro seguita da tante realtà professionali, sia nel settore pubblico che privato. Per questo motivo avanza l’idea di introdurre una sorta di bonus e rimborso spese per chi decide di lavorare da casa senza doversi recare in ufficio tutti i giorni. Si tratta di un’idea per incentivare lo smart working, che potrebbe diventare davvero vantaggioso sia per le imprese che per i dipendenti. Solitamente agevolazioni come i buoni pasto e gli straordinari sono previsti per quei lavori che presuppongono un orario rigido. Lo smart working non ha orari rigidi perché si basa soprattutto sulla piena libertà di organizzazione. Per tale motivo sta prendendo sempre più piede l’idea di un rimborso forfettario relativo le utenze oppure un pacchetto welfare.

Buoni pasto in smart working

Come si può ben immaginare, l’erogazione dei buoni pasto in smart working è difficile da calcolare e valutare. Infatti, tale beneficio è strettamente connesso all’orario di lavoro e pausa pranzo. Il lavoro agile si presuppone sia svolto da casa e con un’organizzazione meno rigida per quanto riguarda l’orario di lavoro. Questa maggiore autonomia legata al lavoro agile, fa ben capire come effettivamente erogare buoni pasto ai lavoratori smart al pari dei colleghi che lavorano in ufficio sia difficile. In ogni modo questa resta una problematica da dover risolvere.

Gli straordinari in smart working

Altro nodo da dover risolvere è quello relativo il calcolo degli straordinari di chi lavora da remoto. In particolar modo nella pubblica amministrazione gli straordinari risultano essere difficili da calcolare ed applicare per chi lavora da casa. In questo caso gli straordinari vengono retribuiti solamente quando si lavora in una giornata festiva. Per questi ed altri problemi, secondo i vari sindacati, la possibile soluzione è quella di un rimborso forfettario delle spese, capace si superare tutti questi ostacoli andando a garantire ai lavoratori un rimborso aggiuntivo, anche se aderiscono allo smart working.

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