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Spesa pubblica locale: per Confcommercio, si potrebbe risparmiare molto

Con il giusto taglio agli sprechi, la spesa pubblica locale potrebbe costare 74 miliardi di euro in meno: รจ la convinzione dell'Ufficio studi di Confcommercio
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Che le amministrazioni pubbliche non fossero proprio inclini al risparmio, รจ cosa risaputa. Ma le cifre messe in evidenza dall’ufficio studi di Confcommercio nell’ultimo Rapporto sulla spesa pubblica locale autorizzano ogni singolo contribuente a indispettirsi. Stando ai calcoli dei tecnici, infatti, la spesa pubblica italiana – che costa in tutto 176,4 miliardi di euro – potrebbe costarne 102,3. In pratica: se tutte le Regioni si allineassero agli standard della Lombardia (che รจ quella che eroga i servizi migliori), potremmo risparmiare ben 74 miliardi di euro.

spesa pubblica
image by Tom Saga

Ma procediamo per gradi: lo studio ha documentato un’incoraggiante flessione della spesa per consumi finali, che รจ passata dal 19,6% del 2012 al 19,5% del 2014. Le stime, calcolate in rapporto al Pil, si sono tradotte in un risparmio di quasi 1,4 miliardi di euro. Ma si รจ trattato di un caso piรน unico che raro perchรฉ le uscite delle amministrazioni pubbliche sono, invece, aumentate dal 50,8 al 51,1% (sempre in rapporto al Pil) determinando un aggravio di 6 miliardi di euro a carico dei contribuenti.

E veniamo alle Regioni: la ricognizione della Confcommercio ha riconosciuto alla Puglia il primato di “parsimonia”, con una spesa pro-capite di 2.475 euro. A seguire la Lombardia (con 2.579 euro) e la Campania (2.676 euro). Di contro, la Regione piรน “spendacciona” รจ risultata essere la Valle d’Aosta (con una spesa pro-capite di 6.943 euro), seguita dal Trentino Alto Adige (6.273 euro) e dalla Sardegna (3.702 euro).

Ancora: le Regioni a statuto speciale – che non godono certo della fama di “formiche” – sono, in effetti, quelle che spendono di piรน (mediamente 3.814 euro), ma a costare tanto (contrariamente a quanto si possa immaginare) sono anche le Regioni piรน piccole: Umbria, Molise e Basilicata, ad esempio, spendono il 5,8% in piรน rispetto alla media nazionale. Tanto che, in generale, sembra lecito affermare che piรน รจ grande la popolazione servita, minore รจ il costo pro-capite che deve affrontare. E non si pensi che alย maggior costo di un servizio corrisponda una maggiore qualitร  dello stesso. Anzi: in molti casi, sono proprio le Regioni piรน “disastrate” a far pagare il prezzo piรน caro ai cittadini residenti.

Nella galassia della spesa pubblica, insomma, bisognerebbe intervenire con efficacia e oculatezza.ย “La riduzione delle inefficienze e degli sprechi nelle amministrazioni pubbliche –ย si legge nel Rapporto dell’ufficio studi di Confcommercio – รจ la condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per intraprendere un percorso di graduale, sicura e generalizzata riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese”.

Maria Saporito

Giornalista pubblicista, mi muovo con interesse nel poliedrico mondo della comunicazione cercando di trarre insegnamento e ispirazione da ogni singolo incontro. Insegnante nella scuola pubblica, ho perfezionato la mia formazione nella didattica dell’italiano agli stranieri.
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