Sussidio di disoccupazione, requisiti e caratteristiche

Come funziona il sussidio di disoccupazione, e a chi viene erogato.

Il sussidio di disoccupazione è un’indennità economica che l’INPS eroga in favore di quelle persone che hanno perso il proprio posto di lavoro per motivi involontari dalla propria scelta, e che necessitano pertanto di un supporto per affrontare il delicato periodo conseguente a tale evento. Ma a chi spetta il sussidio di disoccupazione? E quali sono i requisiti che è necessario dimostrare per averne diritto? Cerchiamo di vederci un po’ più chiaro, con gli ultimi aggiornamenti in materia.


sussidio-di-disoccupazione

Stando a quanto afferma la normativa in vigore, il sussidio di disoccupazione spetta a tutti i lavoratori che sono (erano) titolari di un rapporto di lavoro subordinato, e che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Non spetta invece ai seguenti soggetti:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa.

Requisiti per il sussidio di disoccupazione

Ma quando spetta il sussidio di disoccupazione? Al di là della condizione e dello status di cui sopra, il sussidio di disoccupazione spetta se sussistono i seguenti requisiti:

  • Stato di disoccupazione involontario: l’interessato deve rendere, presso il Centro per l’impiego nel cui ambito territoriale si trovi il proprio domicilio, una dichiarazione che attesti l’attività lavorativa precedentemente svolta e l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. L’indennità non spetta inoltre in tutte quelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale.
  • Almeno due anni di assicurazione: secondo quanto afferma la legge in vigore, devono essere trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione; il biennio di riferimento si calcola procedendo a ritroso a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato.
  • Almeno un anno di contributi: deve essere maturato almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta ma non versata. Si tenga inoltre conto che sono valide tutte le settimane retribuite, purchè risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimi settimanali. Si considerano in tal senso utili i contributi previdenziali comprensivi di quota DS e ASpI versati durante il rapporto di lavoro subordinato, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata contribuzione ed i periodi di congedo parentale, i periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione e l’astensione dal lavoro per periodi di malattia dei figli fino agli 8 anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare.


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