Agroalimentare in Emilia Romagna: formazione di profili innovativi in un comparto trainante per l’economia regionale

Il settore agroalimentare in Emilia Romagna presenta numeri molto interessanti. Al via un corso gratuito di “Tecniche di industrializzazione del prodotto e del processo” che punta alla creazione di profili professionali strategici nell’ambito del servizio al cliente e dell’efficienza del sistema produttivo

Il settore agroalimentare in Emilia Romagna, da quando si desume dal Rapporto 2019 su tale sistema, elaborato dalla Regione in sinergia con Unioncamere e presentato ufficialmente a fine settembre, presenta numeri molto interessanti, fra i quali il valore dell’export che si attesta sui 6,8 miliardi di euro (+ 4,7% rispetto al 2018) e l’aumento dell’occupazione (+72.000 addetti rispetto all’anno precedente – 3% di incremento).


Emergenza Covid e comparto agroalimentare

agroalimentare emilia romagna

A fronte di questi numeri che dimostrano vitalità e forza del comparto, è arrivato poi il Covid che ha stravolto ogni trend di sviluppo. Di fatto l’agroalimentare non si è mai fermato anche nel periodo di lockdown, assicurando continuità nella produzione e nella distribuzione di alimenti e prodotti. Certamente lo stop prolungato del cosiddetto canale Horeca (hotel, ristoranti e bar) e anche le incertezze di questi ultimi tempi, hanno segnato comunque difficoltà per il settore, che oggi è oggetto di politiche di sostegno a livello regionale e anche tramite i canali Confidi e Agrifidi, senza dimenticare le politiche comunitarie tramite il PSR 2014/2020 (Programma di Sviluppo Rurale), che esula dall’emergenza Covid, ma rappresenta una risorsa formidabile con 417 bandi pubblicati, 1.120 milioni di euro erogati e circa 23.000 beneficiari.

L’agroalimentare in Emilia Romagna

L’agroalimentare in Emilia Romagna vanta un sistema di imprese di rilievo, i cui ambiti prioritari riguardano:

  • il lattiero-caseario,
  • i cereali,
  • l’ortofrutticoltura,
  • la vitivincoltura,
  • l’avicoltura.

In questi contesti una quota di mercato decisiva è quella della cooperazione, basata sull’associazione di produttori, storica forma che affonda le proprie radici all’inizio del XX secolo con la creazione delle prime Cantine Sociali, seguite da altre espressioni, le cui più rilevanti sono quelle in ambito ortofrutticolo e i caseifici sociali. Questo sistema ha subito negli ultimi 15/20 un’evoluzione decisiva, in termini di accorpamenti e fusioni, al fine di affrontare in modalità più strutturata ed efficace i mercati interni e internazionali. Questo fenomeno ha portato alla creazione di colossi agroalimentari, che continuano ad essere espressione delle relative basi sociali, ma rivestono ruoli strategici nel contesti commerciali mondiali: Orogel, Agrintesa, Conserve Italia, Apofruit, Amadori, Caviro – sono per citarne alcuni – sono marchi di prestigio e frutto di tali processi.

Al di là, quindi, dell’emergenza Covid, l’agroalimentare è un ambito strategico per il sistema economico emiliano romagnolo. A conferma di ciò si pensi che rappresenta il 10% dell’export complessivo regionale e il 16% dell’export nazionale del settore, assumendo di fatto un ruolo di traino per l’intero comparto italiano. Tale sistema va quindi supportato anche a livello di formazione, sia per quanto concerne l’aggiornamento degli addetti già inseriti nei processi produttivi e commerciali, a fronte delle innovazioni tecnologiche, sia per la definizione di nuovi profili, specie fra i giovani, che saranno inseriti in tali ambiti.

In partenza il corso gratuito su “Tecniche di industrializzazione del prodotto e del processo”

In questo contesto è particolarmente significativo il corso promosso da Irecoop Emilia Romagna, ente di formazione che fa riferimento a Confcooperative su “Tecniche di industrializzazione del prodotto e del processo”, che punta alla creazione di profili professionali strategici nell’ambito del servizio al cliente e dell’efficienza del sistema produttivo, offrendo competenze su strumenti di pianificazione delle produzioni e sul funzionamento della cosiddetta supply chian, ovvero la gestione della catena distributiva.

Si tratta di un’opportunità completamente gratuita, in quanto cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Emilia Romagna, rivolta a giovani e adulti con diploma di scuola superiore (indirizzi scientifico, agrario e economico-commerciale)  che abbiano il proprio domicilio nella stessa Regione. L’iter formativo, che avrà come base la sede di Faenza di Irecoop Emilia Romagna (via Galilei 2) e le aule dell’ITIP Bucci (via Nuova 45 – Faenza), avrà una durata complessiva di 800 ore di cui 480 di teoria (parte in aula e parte online) e 320 tramite uno stage in una delle aziende partner del progetto.

L’avvio del corso è previsto per novembre 2020 e si protrarrà fino a giugno 2021, al termine del quale ai partecipanti, dopo aver superato un test finale, sarà rilasciato il Certificato di specializzazione tecnica superiore in “Tecniche di industrializzazione del prodotto e del processo”.

Per coloro che sono interessati ad iscriversi, è necessario inviare domanda di partecipazione entro il 30 ottobre 2020 alla sede Irecoop (via Galilei, 2 – 48018 Faenza) tramite raccomandata o anche manualmente, scaricando la scheda di iscrizione per la partecipazione.

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