Bonus baby sitter anche per nonni e zii. Ecco le novità e come richiederlo

Il bonus baby sitter può essere usato per pagare i parenti che si prendono cura dei bambini. Le ultime novità in materia

L’Inps attraverso la circolare 73/2020 ha chiarito alcune questioni in riferimento al bonus baby sitter. Questo sostegno economico nato per sostenere i genitori nella gestione dei figli in emergenza Coronavirus, può essere adoperato anche per pagare parenti (nonni, zii, cugini) purché non conviventi con il nucleo familiare che richiede il bonus. Ecco le ultime novità e come accedere alla misura entro le scadenze previste.


Bonus baby sitter a sostegno dei genitori

bonus mamma

Il bonus baby sitter è una misura economica a sostegno dei genitori che in emergenza Coronavirus si sono trovati a dover gestire i figli, vista la chiusura delle scuole. L’ammontare del bonus è stato raddoppiato, passando dai 600 euro iniziali a 1.200 euro per i figli minori di 12 anni. In caso di figli disabili, il limite di età non si applica. Inoltre, l’importo arriva a 2 mila euro per particolari categorie: medici, infermieri, lavoratori nel settore della sicurezza, difesa e soccorso. Per beneficiarne oltre a dover rispettare determinati requisiti, bisogna inoltrare la richiesta all’Inps entro e non oltre la data di scadenza, fissata al 31 luglio 2020.

Una volta approvata la domanda, l’importo dovuto sarà accreditato direttamente su conto corrente bancario o postale, sul libretto postale, carta prepagata con Iban oppure tramite bonifico domiciliato alle Poste.

Bonus baby sitter anche per i nonni e parenti

La circolare Inps 73/2020 ha chiarito alcuni aspetti in riferimento al bonus baby sitter. In particolare, questo può essere adoperato anche per pagare parenti (purché non conviventi con il nucleo familiare che richiede il bonus) i quali si prendono cura dei bambini. In caso di convivenza, i familiari sono esclusi dalla cerchia delle persone ammesse a svolgere attività di baby sitter remunerate con il bonus in questione. Dunque il sostegno economico potrà essere adoperato per pagare nonni, zii, cugini ed altri parenti non conviventi con il medesimo nucleo familiare, che si prendano cura dei bambini fino a 12 anni di età, mentre se disabili non si applica alcun limite anagrafico.

I chiarimenti Inps cadono a pennello, per dare risposta a tanti quesiti che i genitori si sono posti. Infatti, sono stati molti che in tempo di Coronavirus hanno preferito non far entrare in casa estranei e rivolgersi a parenti.

Requisiti per usufruire del bonus baby sitter

Per accedere al bonus baby sitter ci sono dei requisiti e dei paletti da dover rispettare. Prima di tutto occorre avere il Libretto Famiglia, in quanto il bonus è erogato dall’Inps tramite tale strumento. I genitori non possono beneficiare del bonus baby sitter se l’altro genitore è in congedo Coronavirus, se è disoccupato e nel caso in cui beneficia di altri sostegni come ad esempio la Naspi. Ed ancora, il sussidio può essere richiesto anche dai genitori che lavorano in smart working da casa, considerando che molte aziende hanno adottato per i propri dipendenti questa particolare metodologia di lavoro.

Via libera al bonus anche nel caso in cui il papà o la mamma sono in maternità, congedo parentale oppure in ferie. Infatti, la circolare ha chiarito come il bonus baby sitter sia compatibile con il congedo istituito durante l’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Bonus e congedo parentale

Come anticipato nel paragrafo precedente, il bonus in questione è compatibile con il congedo parentale istituito nel periodo di emergenza sanitaria. In particolare, i soggetti che hanno già beneficiato di 15 giorni di permesso, per accudire e badare ai figli, hanno la possibilità di richiedere metà bonus. Coloro che hanno già chiesto più di 15 giorni di permesso da lavoro, possono adoperare il periodo di congedo restante. Ed in fine, i genitori che non hanno ancora beneficiato di nessuna delle due misure, potranno richiedere il bonus baby sitter entro il 31 luglio nell’importo totale.

Il bonus può essere anche adoperato per pagare la retta dei centri estivi. In questo caso, bisogna allegare alla domanda un documento che certifichi la frequenza del centro estivo in questione oppure ad altri servizi per l’infanzia. Bisognerà inoltre indicare i periodi precisi in cui son state effettuate le attività per i bambini e l’importo della spesa sostenuta.