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Buon compleanno Internet italiano

30 Aprile 1986, in una città del centro Italia con grandi tradizioni accademiche un gruppo di ricercatori connette l’Italia a Internet.

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Oggi non ci facciamo più caso e lo diamo per scontato. I più giovani lo considerano una componente costante della loro vita, come i locali per l’aperitivo, le vacanze in aereo low cost e le sneakers. Quando in azienda viene a mancare si ferma tutto e diventa più conveniente fare altro che accanirsi a lavorare senza.
Parliamo ovviamente di Internet che è arrivato in Italia nel 1986, esattamente il 30 aprile, quando un gruppo di ricercatori di Pisa collegò l’Italia agli Stati Uniti grazie a un computer ‘regalato’ e tanta ostinazione e una grande ‘visione’.
E’ una data che all’epoca passò sotto silenzio perché pochi giorni prima c’era stato il disastro nucleare di Chernobyl e soprattutto perché a metà degli anni 80 pochi conoscevano i computer e ancor meno erano quelli che li usavano.

Pisa, culla dell’Informatica italiana

Ma niente avviene per caso: a Pisa era attivo da anni il CNUCE, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, un centro di eccellenza dove lavoravano i migliori tecnici informatici d’Italia e sempre a Pisa era stato istituito nel 1969 il primo corso di laurea italiano in Scienze dell’Informazione, la disciplina che poi prese il nome di Informatica.
Andando ancora più indietro nel tempo si scopre che sempre a Pisa era stato progettato e costruito il primo computer italiano, la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana) e progettato e in gran parte allestito il primo computer commerciale italiano (l’Olivetti Elea 9003).

1986: visione e lavoro

La data del 30 aprile 1986 è importante per almeno due motivi. Primo motivo, la visione: i PC erano nati da poco e i computer in generale venivano ancora usati principalmente per fare calcoli scientifici nelle università e nei centri di ricerca. Poche aziende utilizzavano i computer, il cui uso era ancora complicato e limitato ad una piccolissima fascia di lavoratori specializzati. Eppure la tecnologia di base di Internet era quella che ancora oggi utilizziamo e i tecnici di Pisa videro il futuro quando si spaccarono la schiena per inviare un semplice ping (equivalente ad un ciao tra due persone) ad un computer negli Stati Uniti via Internet. Da allora grazie all’evoluzione tecnologica e soprattutto alla legge di Moore da un ping si è passati ad inviare su Internet gigabyte di dati in streaming e su qualsiasi dispositivo come i nostri smartphone.

Il secondo motivo è una conseguenza del primo e fa venire i brividi: fu proprio grazie a questi pionieri che molte persone ebbero occasione di vedere, studiare e sperimentare le tecnologie di Internet e dell’information technology. Da quei pionieri si sono formate generazioni di studenti e studiosi e successivamente alcuni di loro hanno dato vita ad aziende tech con migliaia di dipendenti e miliardi € di fatturato. Nel DNA di molte aziende tech italiane (ma non solo italiane) è rimasta traccia dunque di quel 30 aprile 1986 ed è per questo che dobbiamo celebrarlo. Ed è anche grazie ai tecnici di Pisa se anche in Italia abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dei tech jobs nel mercato del lavoro.

Ecco qui un bel video realizzato dal CNR in occasione dei 35 anni da quel 30 aprile 1986

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