La ricerca attiva del lavoro come processo di vendita

Una delle domande più comuni  che viene rivolta ad un recruiter  da un giovane che ha appena terminato gli studi e si accinge ad affacciarsi al mutevole e complesso mondo del mercato del lavoro, è questa:  “Come posso avere più chance di essere notato ed assunto dalle aziende?”. Domanda da un milione di dollari e che richiederebbe una dissertazione lunghissima,  al fine di analizzare in maniera esaustiva tutte le potenziali variabili e le problematiche presenti.

Ricerca attiva del lavoro: linea guida per avere una marcia in più

ricerca lavoro

Esiste tuttavia una linea guida generale che interpretata correttamente e messa in pratica, potrebbe fornirci una marcia in più.  La ricerca attiva del lavoro può essere intesa quale processo di vendita e come tale presuppone una serie di regole fondamentali che, a prescindere dal contesto in cui venga effettuato, riguardano sempre la cura  dei medesimi aspetti:

  • conoscenza del prodotto;
  • studio del mercato e individuazione della clientela;
  • attività di marketing;
  • capacità di negoziazione.

Conoscere e migliorare  il prodotto

Il prodotto è rappresentato proprio da noi stessi, dalla nostra storia, le nostre competenze tecniche, le nostre soft skills. E’ fondamentale analizzarci oggettivamente, con freddezza, razionalità e facendo chiarezza su due aspetti: Da quale punto partiamo e dove vogliamo arrivare, “nosce te ipsum”.

Tradotto in termini pratici, vuol dire comprendere qual è il nostro lavoro ideale, cosa vorremmo fare realmente, qual è il nostro modello esemplare di azienda. Inquadrato e messo a fuoco nel nostro mirino l’obiettivo da raggiungere, è necessario far luce poi sulla nostra condizione di partenza, individuando i punti di forza e di debolezza, il bagaglio culturale e le esperienze professionali in nostro possesso e confrontarli con quelli richiesti dal mercato del lavoro, allo scopo di muovere i primi passi nella direzione del settore occupazionale di nostro interesse.

Occorre poi, puntare al miglioramento personale, andando a colmare carenze e smussando gli aspetti grezzi del nostro bagaglio curriculare; un processo lungo e costante e che oggi dovrebbe riguardare tutti (anche chi un lavoro ce l’ha già); bisogna entrare nell’ottica di una formazione continua  (corsi di aggiornamento, patenti, master, libri, articoli, certificazioni, miglioramento soft skill, tirocini etc.).

Per non restare impantanati in questo cammino fangoso e non privo di insidie, gli esperti consigliano di fissare sempre step intermedi, piccoli traguardi  da raggiungere, delle scadenze cronologiche da rispettare, ed aver sempre pronto anche un piano B, nel caso in cui le cose non dovessero andare come sperato.   

Studio del mercato ed individuazione della clientela  

La conoscenza del mercato è un ulteriore aspetto fondamentale; se non conosco il suo andamento, non posso vendere il mio prodotto. Occorre  leggere libri, siti internet, blog, articoli, pagine Linkedin, frequentare corsi e webinar di orientamento al lavoro (esistono anche gratuiti o riservati ad inoccupati/disoccupati) ed individuare  la clientela di riferimento, che in questo caso è rappresentata dalle aziende che operano nel settore di nostro interesse. Una volta identificate vanno studiate per comprenderne l’etica, la vision e ciò che le rende uniche e diverse le une dalle altre.

Curare il Marketing

Qualunque prodotto, affinché se ne ricavi un profitto, va fatto conoscere alla clientela, esaltandone al massimo i pregi e nascondendo anche un po’ i punti di debolezza. Se ho un ottimo paio di scarpe, ma le conservo nascoste in un angolo buio del mio negozio, nessuno le noterà.

La parola d’ordine è ‘’Personal branding’’, dobbiamo brillare,  farci conoscere e mostrare chi siamo, mediante un uso strategico di Linkedin, oppure attraverso la partecipazione a blog, social media, anche creando semplici video in cui ci raccontiamo o mostriamo le nostre competenze e cosa siamo in grado di fare.  Lo scopo è  costruire una rete sociale di qualità, in linea con l’obiettivo che vogliamo raggiungere,  attrarre a noi gli occhi dei recruiter e costruire una reputation di rispetto nel nostro settore d’interesse occupazionale.

Nell’ottica del personal branding e per agevolare le successive fasi, è utile altresì imparare sin da subito a rendere facili e prive di ostacoli  tutte le operazioni dei  “nostri clienti”:

  • Candidiamoci soltanto quando siamo in linea con una posizione.
  • Lettera di presentazione correttamente redatta. 
  • Cv personalizzato, breve, conciso, leggibile ma esaustivo secondo il trend attuale.
  • Nominiamo sempre correttamente  tutti i file allegati alla mail di candidatura. 
  • Ricordiamoci che un colloquio si affronta preparati, dopo aver studiato la posizione e l’azienda.

Negoziazione

Trovata una posizione in linea con il nostro cv dovremo essere pronti ad affrontare anche gli eventuali successivi step; qui emerge  l’importanza di conoscere cosa vogliamo e la capacità di esternarlo, imparando a raccontare noi stessi (story telling) i nostri obiettivi e trasmettendo la passione per quel settore professionale e quel particolare contesto organizzativo (comunicazione efficace).

Il processo di selezione è bidirezionale e consta anche di una fase di studio, di reciproche valutazioni e di negoziazione; si fonda sull’incontro d’intenti tra due soggetti: l’azienda ed  il candidato.

L’azienda  valuterà se, in questo momento della nostra vita professionale, siamo in possesso della maturità per ricoprire  la posizione ricercata; noi dobbiamo comprendere se quell’azienda potrà soddisfare le nostre esigenze e seguirci in un processo di crescita, non sottovalutando aspetti legati all’etica aziendale e all’ambiente nel quale ci troveremo ad operare.

Mettere in pratica ogni step generico di questo articolo, richiede tempo, studio e preparazione ma internet pullula di tutorial ed articoli, esistono tanti libri e corsi che possono darci una mano anche gratuitamente e con la perseveranza e la passione prima o poi qualcosa di buono salta sempre fuori; ricordiamoci che l’acqua non da forma alla roccia con la sua forza ma con la sua costanza.