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Cashback: strette contro i furbetti. Chi rischia l’esclusione dai rimborsi?


In arrivo nuove strette contro i furbetti del Cashback con il rischio dell’esclusione perenne dai rimborsi previsti. Il Ministero dell’Economia e PagoPa stanno studiando e valutando nuove misure per bloccare tutti coloro che vogliono truffare e raggirare il sistema.

Nuove strette per i furbetti del Cashback

Evasione fiscale

Il Ministero dell’Economia e PagoPa stanno seriamente valutando e studiando nei minimi particolari nuove misure per fermare i furbetti del Cashback. Anche se questi sono numericamente minori rispetto a tutti gli utenti della misura in questione, devono essere fermati e puniti. Con le nuove misure di controllo, chi verrà smascherato rischierà di perdere in maniera definitiva il diritto a ricevere i rimborsi previsti. Lo stesso Claudio Durigon, Sottosegretario del Mef, ha annunciato l’arrivo di nuove strette, facendo anche il punto della situazione. Bisogna incentivare le transazioni con la moneta elettronica per evitare i pagamenti a nero senza il rilascio di alcuna ricevuta. Lo scopo è proprio quello di contrastare l’evasione fiscale che continua ad essere un male per l’intera economia nazionale.

Chi sono i furbetti del Cashback e come agiscono?

Sono stati denominati i furbetti del Cashback e si tratta di tutti coloro che cercano di truffare il sistema per ottenere i rimborsi previsti dalla misura in questione. In particolare si parla di numerosi abusi effettuati con il frazionamento dei pagamenti, il tutto per raggiungere prima la quota delle 50 transazioni previste per accedere al rimborso del 10%. Attualmente è consentito effettuare più transazioni anche ravvicinate, presso lo stesso punto vendita. Così non sono mancati i furbetti che ad esempio hanno fatto il pieno di carburante grazie a decine di operazioni presso lo stesso distributore di benzina. Tuttavia, si tratta di comportamenti che fortunatamente non sono diffusissimi. I furbetti del Cashback sono presenti ma sono pochi rispetto all’utenza totale della misura. Questo non significa fare finta di nulla, perché in ogni modo si tratta di un comportamento che necessita misure di controllo e di punizione. Per questo motivo PagoPa ed il Ministero dell’Economia stanno valutando la possibilità di modificare il decreto attuativo che ha dato il via libera alla misura, vietando alcune tipologie di transazioni e movimenti.

Cosa rischiano i furbetti del Cashback?

Qualsiasi tipo di comportamento errato deve essere punito. Così anche i furbetti del Cashback devono iniziare a fare i conti con maggiori controlli e sanzioni. Chi sarà scoperto rischierà la perdita dei rimborsi previsti dal Cashback. Si parla infatti dell’esclusione perenne e permanente dal programma previsto da questa particolare misura economica, che vuole incentivare i pagamenti elettronici. I furbetti perderanno il diritto di accedere ai rimborsi. Ed ancora, per prevenire comportamenti errati, potrebbero arrivare anche particolari blocchi direttamente sull’App Io, con la sola registrazione della prima delle micro-transazioni effettuate.

Il successo della misura economica e dei rimborsi

Il Cashback sta avendo grande successo, registrando nuovi utenti che preferiscono effettuare i pagamenti attraverso strumenti tracciabili. Lo stesso Premier Draghi è propenso a mantenere in vita questa misura per continuare la lotta all’evasione fiscale che interessa il nostro Paese. I pagamenti digitali sono in aumento rispetto al periodo di sperimentazione della misura (dicembre 2020). Durigon afferma che nel corso di pochi mesi si è passati da 6 milioni di soggetti aderenti alla misura agli 8 milioni. Ad essere aumentati sono stati anche i vari strumenti di pagamento registrati. Infatti, le carte e strumenti di pagamento digitali sono passati da 9,6 milioni a 14 milioni nelle prime settimane del mese di marzo. Sono cambiate anche le spese fatte con la moneta elettronica. Il 56,6% del totale delle transazioni ha importi inferiori i 25 euro. Questo dimostra come oggi, anche per le spese non molto elevate, la gente preferisce pagare con le carte piuttosto che con i contanti. Si spera che nel corso dei prossimi mesi possano continuare ad incrementare gli utenti di questa importante e particolare misura, escludendo il pericolo che si nasconde dietro i pagamenti a nero senza il rilascio di alcun tipo di ricevuta.

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