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Coronavirus e vaccini: sospensione o trasferimento per i sanitari “no vax”

In arrivo un decreto con sanzioni per gli operatori sanitari “no vax” ossia quelli che rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione contro il coronavirus. Sospensione, trasferimenti e cambio delle mansioni

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La campagna vaccinale contro il coronavirus sta proseguendo tra alti e bassi per coprire la maggior parte della popolazione e cercare di debellare questo virus. Il Governo sta pensando a delle nuove sanzioni per i sanitari che si rifiutano di sottoporsi alla vaccinazione e continuano ad essere a contatto diretto con i malati. Per loro c’è l’ipotesi di sospensione, trasferimento e cambio di mansioni lavorative. Ed ancora, possibile “scudo penale” per chi vaccina.

Coronavirus e vaccinazioni per medici ed infermieri

La vaccinazione della popolazione e di determinate categorie professionali sta procedendo, anche se ha incontrato diversi rallentamenti durante il percorso. Il Governo proprio in queste ore sta lavorando ad un decreto Covid, che contiene novità in riferimento alla campagna vaccinale. In particolare si parla dell’obbligo di vaccinazione per i medici e gli infermieri “no vax” ossia quelli che si rifiutano di ricevere l’immunizzazione. Ed ancora, scudo penale per gli operatori sanitari impegnati nella campagna vaccinale ed incremento degli indennizzi per i soggetti che a causa del vaccino hanno subito particolari lesioni di carattere permanente. Sono queste alcune delle misure contenute nel nuovo documento a cui si sta lavorando con particolare attenzione. Lo stesso Premier Draghi nella conferenza stampa di venerdì ha sottolineato come non sia assolutamente giusto ed accettabile che ad oggi ci sono operatori sanitari non vaccinati che continuano a stare in contatto con i malati. Questo nuovo provvedimento potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri già la prossima settimana.

Verso vaccini obbligatori per chi lavora nel settore sanitario

Il Governo ha sottolineato più volte l’importanza di sottoporsi alla vaccinazione anti coronavirus. Potrebbe essere l’unica strada possibile per uscire da questa situazione che ormai sta andando avanti da più di un anno. Ci potrebbero dunque essere delle sanzioni per medici, infermieri ed operatori sanitari che rifiutano la vaccinazione e dunque decidono di non immunizzarsi. In ogni caso si tratterebbe di sanzioni graduali, che vanno dalla sospensione o trasferimento al cambio delle mansioni affidate. Stare a contatto con i malati senza ricevere il vaccino contro il coronavirus non è possibile perché mette a repentaglio la salute di altre persone. Sembra essere questa la strada su cui si sta muovendo il Governo, per incentivare il prima possibile alla vaccinazione, soprattutto di determinate categorie professionali.

Cosa dice la Costituzione a riguardo?

A questo punto tanti potrebbero ribellarsi appellandosi al fatto che nessuno può obbligare a sottoporti alla vaccinazione o particolari cure mediche. Ebbene, la cornice di questo intervento è sia l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, sia alcune sentenze della Corte Costituzionale che ha riconosciuto in alcuni casi, la concreta possibilità di imporre l’obbligo del vaccino. Una questione aperta a cui si sta lavorando intensamente nel corso delle ore. Lo scopo è quello di fermare il coronavirus e di salvaguardare la salute di tutti.

Chi non ha ricevuto il vaccino contro il coronavirus?

Ad oggi ci sono ancora operatori del settore sanitario che non hanno ricevuto il vaccino o che si sono rifiutati di ottenere l’immunizzazione. L’intervento del Governo si rivolge proprio ai “no vax”. Tra i medici ospedalieri si stima che la quota residuale di chi non si è vaccinato è di circa il 2% del totale, mentre gli infermieri no vax sono un centinaio su un totale di 254 mila. Altra opzione che potrebbe essere presa in considerazione dal Governo è quella di imporre l’obbligo di vaccinazione non a tutti gli operatori sanitari ma solo a chi si trova a contatto diretto con i malati. Dunque parliamo di tutti coloro che lavorano in corsia ed i medici di famiglia. Inoltre sono previsti più indennizzi per coloro che a causa del vaccino hanno subito lesioni permanenti, così come uno “scudo penale” per tutti gli operatori sanitari impegnati nella somministrazione delle dosi vaccinali.

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