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Coronavirus: i provvedimenti, i nuovi colori e la questione scuola

Il 7 aprile entrerà in vigore il nuovo Dpcm con norme per contrastare l’avanzata del coronavirus. Tra le maggiori novità c’è la riapertura delle scuole anche in zona rossa

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L’attuale Dpcm avrà valenza fino al 6 aprile. Dal 7 entreranno in vigore nuove regole e restrizioni per contrastare il coronavirus. Il Premier Draghi in una conferenza stampa tenutosi oggi nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio ha anticipato alcune misure contenute nel prossimo Dpcm. Tra le novità c’è la riapertura delle scuole anche in zona rossa fino alla prima media.

Coronavirus: nuove misure in vigore dal 7 aprile

resilienza

Il 7 aprile entrerà in vigore il nuovo Dpcm con ulteriori misure restrittive per contenere i contagi da coronavirus. Se da una parte ci sono i favorevoli alle riaperture, dall’altra c’è chi punta alla prudenza, soprattutto se si considerano i dati sui contagi. L’emergenza non è finita, a confermarlo ci sono ancora dei dati abbastanza drammatici. Questo compromette le ipotesi di riapertura subito dopo Pasqua. Tuttavia, tra le maggiori novità del prossimo Dpcm c’è la riapertura delle scuole anche in zona rossa fino alla prima media. Dunque, si sta lavorando sulla possibilità di far tornare in presenza subito dopo le festività gli alunni degli asili nido, elementari e prime medie. Secondo Draghi, riaprire queste scuole non rappresenta un pericolo con conseguente aumento dei contagi. “Aprire fino alla prima media non è di per sé fonte di contagio, più si alza l’età più aumentano i casi” afferma Draghi. Non si escludono periodici controlli e tamponi su studenti e docenti, il tutto per monitorare costantemente la situazione epidemiologica.

Coronavirus e nuovi colori

La suddivisione del Paese in tre differenti fasce di colore continuerà ad essere presente tenendo in considerazione il tasso dei contagi da coronavirus. Dalla Cabina di regia del Governo emerge che fino al 30 aprile, molto probabilmente saranno confermate le misure restrittive oggi in vigore con la presenza di sole zone arancioni e rosse. L’ipotesi di una zona gialla potenziata sembra ormai scartata, anche per le Regioni che dopo le festività di Pasqua avranno una curva dei contagi lievemente in ribasso. Il Lazio è l’unica che da martedì passerà in zona gialla, mentre restano in arancione: Liguria, Toscana, Bolzano, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna, Calabria e Sicilia. In zona rossa troviamo: Valle D’Aosta, Trento, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Veneto e Campania. In generale, dal 3 al 5 aprile, tutta Italia sarà zona rossa, per evitare spostamenti e dunque il pericolo di contagi da coronavirus.

Norme per i sanitari non vaccinati

La campagna vaccinale sta proseguendo tra alti e bassi, con rallentamenti a cui si cerca di porre rimedio il prima possibile. Lo stesso Draghi nella conferenza stampa ha parlato dell’importanza di sottoporsi al vaccino anti Coronavirus, che potrebbe essere l’unica via di uscita da questa particolare e delicata situazione che ormai stiamo vivendo da più di un anno. Non è tutto, in quanto il Governo vuole studiare e mettere in campo delle norme particolari per gli operatori sanitari che non si sottopongono alla vaccinazione. Il Premier ha sottolineato come non va bene che alcuni operatori nel settore sanitario pur non essendo stati vaccinati siano a contatto con i malati.

Coronavirus: il bollettino di ieri

Nonostante le varie misure restrittive, il coronavirus non si arresta o rallenta la sua corsa. Il bollettino di ieri parla chiaro. Nella giornata del 25 marzo sono stati 23.696 i positivi al coronavirus mentre le vittime sono state 460. Da inizio pandemia si sono avuti  3.464.543 positivi e 106.799 morti. Il numero dei ricoverati nelle terapie intensive resta elevato, con una pressione crescente sui vari presidi ospedalieri e su tutto il personale sanitario. Sembra quasi lo scenario di un anno fa, quando stavamo facendo i conti con la prima massiccia ondata di contagi su tutto il territorio nazionale. Ancora non si sa quando tutto questo finirà e potremo tornare a condurre una vita normale. La cosa importante è quella di continuare a rispettare le norme restrittive per salvaguardare la salute di tutti.

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