Certificati di malattia: un lavoratore su 3 sta male di lunedì

I dipendenti pubblici più cagionevoli sono quelli tra i 55 e i 59 anni, quelli privati tra i 40 e i 44 anni. Ma tutti tendono ad ammalarsi ad inizio di settimana

Il corposo dossier confezionato dall’Inps fornisce una panoramica dettaglia dei certificati di malattia dei lavoratori italiani. Che – stando a quanto rilevato dal Coordinamento Statistico Attuariale – nel 2015, si sono ammalati più di quanto non abbiano fatto nel 2014. Le differenze tra il settore pubblico e il settore privato sono spesso assai marcate, fatta eccezione per un tratto comune. Sia che si parli di impiegati della Pubblica amministrazione che di dipendenti di aziende private, tutti i lavoratori italiani finiscono per ammalarsi, con più frequenza, di lunedì. E nei primi mesi dell’anno. Ma qual’è la regione che vanta il maggior numero di certificati emessi? E qual’è la durata media delle assenze dal lavoro? Scopriamolo insieme.


malattia

L’Osservatorio sulla certificazione di malattia dell’Inps ha fornito un aggiornamento sui dati che riguardano il 2015, rilevando che, nel settore privato, si sono oltrepassati i 12 milioni di certificati (+4,9% rispetto al 2014); mentre nel settore pubblico, ci si è fermati a poco meno di 6 milioni e 300 mila (+4,3% in un anno). Cosa vuol dire? Che rispetto all’anno precedente, nel 2015, i lavoratori italiani si sono ammalati di più. La rilevazione ha, inoltre, evidenziato che i mesi in cui gli impiegati pubblici e privati hanno avuto più problemi di salute sono stati i primi tre (gennaio, febbraio e marzo); mentre quelli in cui gli anticorpi hanno funzionato meglio e in cui la quota di certificati di malattia è calata verticalmente sono stati – come è facile intuire – quelli estivi: giugno, luglio e soprattutto agosto.

Il 30% dei lavoratori si ammala di lunedì

Quanto alla componente geografica: il 28,3% dei certificati di malattia richiesti nel 2015 ha interessato lavoratori del Nord-Ovest, il 21,4% lavoratori del Nord-Est e del Centro; mentre ci si è ammalati un po’ di meno al Sud (19,2% del totale) e, con ancora minore frequenza, nelle Isole (9,8%). Scendendo più nei dettagli: per quanto riguarda il settore privato, è la Lombardia la regione che detiene il primato nazionale di certificati di malattia (più di 2.574 mila), seguita dal Lazio (oltre 1.353 mila) e dall’Emilia Romagna (quasi 1.250 mila). Mentre nel settore pubblico, è il Lazio a guadagnarsi la prima posizione (con 860.226 certificati di malattia) e a precedere la Sicilia (che ha più di 776 mila certificati all’attivo) e la Lombardia (oltre 722 mila). La fotografia scattata dall’Inps ha, inoltre, rilevato che tanto i lavoratori della Pubblica amministrazione quanto quelli impiegati nel settore privato si sono assentati, con più frequenza, per 2-3 giorni e sono rimasti a casa, molto spesso, di lunedì. Più nel dettaglio: il 30,5% dei privati (pari a 2,7 milioni di unità) ha chiesto e ottenuto un certificato per il primo giorno della settimana; mentre tra i pubblici, è successo al 27,6% del totale (pari a 1 milioni e 400 mila unità).

I dettagli del settore privato

Ancora: la fascia di età più cagionevole, nel settore privato, è quella rappresentata da uomini e donne di età compresa tra i 40 e i 44 anni; mentre nel pubblico, quella costituita da lavoratori e lavoratrici tra i 55 e i 59 anni. Focalizzando, infine, l’attenzione sul settore privato, l’Inps ha evidenziato che i certificati di malattia sono stati richiesti, con una certa frequenza, da dipendenti che lavorano in aziende con 20-49 dipendenti (13,8% del totale). E che, nel 85,5% dei casi, hanno riguardato lavoratori con un contratto a tempo indeterminato. Non solo: ad assentarsi di più dal lavoro, nel 2015, sono stati gli operai (2 milioni e 873 mila di cui 1 milione e 926 mila uomini) e gli impiegati (1 milione e 240 mila di cui 846.852 donne). Che lavoravano dove? Soprattutto nel settore delle Attività manifatturiere (25,9%), in quelli del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, della Riparazione di auto e motoveicoli e di beni personali e della casa (17,7%) e nei comparti del Noleggio, delle Agenzie di viaggio e dei Servizi di supporto alle imprese (12,4%).



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