Come aprire un CAF ed abilitarlo

Vediamo insieme come fare per poter aprire un CAF e lavorare nel mondo dell’assistenza fiscale.

Affrontare questioni fiscali e burocratiche potrebbe mandare chiunque in crisi. Vista la grande complessità della burocrazia italiana, aprire un CAF potrebbe rivelarsi un’ottima idea imprenditoriale e un modo per crearsi un lavoro redditizio. Vediamo insieme come fare per poter aprire un centro e lavorare nel mondo dell’assistenza fiscale.


Cos’è un CAF

aprire un CAF

Prima di capire nel dettaglio come è possibile aprire un CAF vediamo cosa sono e come sono disciplinati dalla legge.

I CAF sono dei Centri di Assistenza fiscale che forniscono, appunto, assistenza fiscale a imprenditori, lavoratori dipendenti ma anche a pensionati e datori di lavoro. Ad esempio, i CAF supportano il cittadino nella compilazione del modello 730, dichiarazione fiscali di vario genere, modelli Isee e Red, occupandosi anche di trasmettere per via telematica questi modelli tramite il canale Entratel. Sono, quindi, da considerarsi come un vero e proprio punto di riferimento per tutte quelle pratiche burocratiche, dalla dichiarazione dei redditi all’acquisizione di benefici fiscali per il cittadino.

I centri di assistenza fiscale sono, inoltre, sottoposti ad un controllo estremamente rigoroso dell’Agenzia delle Entrate. Le attività svolte dal CAF sono in parte gratuite per il contribuente, fatta eccezione per la presentazione del modello 730 presentato al CAF non compilato in tutte le sue parti.

I centri di assistenza fiscale sono disciplinati dal decreto n. 241/1997, successivamente modificato dall’art. 1 del decreto legislativo 490/98. Tale decreto stabilisce, inoltre, che questi possono essere costituiti da:

  • associazioni sindacali di categoria istituite da un minimo di 10 anni;
  • organizzazioni sindacali di lavoratori dipendenti e pensionati o associazioni con delega, aventi un numero minimo di 50.000 iscritti;
  • sostituti d’imposta aventi almeno 50.000 dipendenti;
  • associazioni affiliati a patronati con un numero minimo di 50.000 aderenti.

I CAF sono, quindi, centri autorizzati con iscrizione ad un albo nazionale istituito dal Ministero delle Finanze. Hanno, inoltre, l’obbligo di costituirsi sotto forma di società, il più delle volte S.p.a., indicando un responsabile. È possibile suddividerli in 2 macro insiemi:

  1. CAF dedicati a lavoratori dipendenti: si occupano appunto dell’assistenza fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati.
  2. CAF dedicati a datori di lavoro: specializzati nelle pratiche amministrative e fiscali di imprenditori e datori di lavoro.

Generalmente, i servizi maggiormente richiesti ai CAF sono la compilazione del modello Isee, la dichiarazione dei redditi o dichiarazioni fiscali e, più in generale, tutte quelle pratiche che richiedono conoscenza e abilità nella trasmissione telematica.

Aprire un CAF: quali sono i requisiti

Aprire un centro di assistenza fiscale richiede dei requisiti fondamentali sia da parte del titolare che dei dipendenti. Risulta abbastanza chiaro che non tutti possono aprire un CAF, poiché dovranno essere rispettati dei requisiti fondamentali.

Secondo la normativa vigente, potrai aprire un CAF solo se appartieni ad una delle seguenti categorie:

  • Associazioni sindacali con almeno 10 anni di attività;
  • Associazioni di lavoratori con un minimo di 50.000 iscritti;
  • Consulenti del lavoro o dottori commercialisti in possesso di partita IVA.

Se non si appartiene ad una di queste categorie e non si rispettano i requisiti fondamentali non sarà possibile aprire un centro per l’assistenza fiscale. Anche i lavoratori dipendenti devono rispettare alcuni requisiti per poter lavorare all’interno di un CAF. Per diventare un operatore bisognerà avere approfondite conoscenze nel settore contabile e tributario. Richiesta è, inoltre, l’abilità nella compilazione dei vari moduli per l’assistenza fiscale al cittadino o alle imprese.

L’operatore CAF dovrà avere conoscenze in materia di imposte dirette e indirette, formazione del bilancio, dichiarazione dei redditi e tutte le materie relative alla contabilità e al fisco. Per poter apprendere queste nozioni, è possibile partecipare a corsi di formazione organizzati in ambito sia regionale che privato. Ovviamente, un diploma in ragioneria è consigliabile per poter avere basi solide per affrontare questo lavoro. I numerosi corsi formativi hanno lo scopo di formare operatori specializzati in ambito tributario e fiscale, ma anche esperti nell’utilizzo dei software e strumenti operativi dedicati.

Otre a questi specifici requisiti tecnici, l’operatore CAF dovrà avere una forte attitudine al contatto con il pubblico, al lavoro di squadra e alle relazioni interpersonali, poiché lavorare a contatto con il pubblico non è spesso cosa semplice.

Come abilitare un CAF: autorizzazioni e burocrazia da seguire

Se possiedi i requisiti fondamentali e hai intenzione di aprire un CAF, continua a leggere per sapere quali sono le autorizzazioni e l’iter burocratico da seguire.

Come primo step è necessario ottenere l’autorizzazione dall’Agenzia delle Entrate. Andrà presentata domanda in cui dovranno essere indicati codice fiscale e Partita IVA della società che fa richiesta, tutti i dati dei membri del consiglio di amministrazione, dati e requisiti dei RAF, indicare tutte le sedi ed eventuali uffici distaccati. Alla domanda va, inoltre, allegata una copia dell’atto costitutivo della società e della polizza assicurativa stipulata per responsabilità civile. Andrà, inoltre, presentata una relazione tecnica che riporti il rispetto dei requisiti minimi sull’adeguatezza tecnica ed organizzativa del CAF, sistemi di controllo che garantiscano l’esattezza dell’attività svolta, il piano di formazione dei lavoratori dipendenti in base alle differenti funzioni svolte nell’ufficio CAF.

Una volta presentata la domanda, le società autorizzate all’esercizio dell’attività di CAF possono essere iscritte all’Albo dei CAF per lavoratori dipendenti o per le imprese. Dovranno, inoltre, provvedere a comunicare all’Agenzia delle Entrate eventuali variazioni o integrazione dei dati, entro massimo un mese dalla data in cui sono avvenute. La denominazione CAF o Centro di Assistenza fiscale potranno essere utilizzati dalla società ritenuta idonea solo dopo il via libera dell’Agenzia delle Entrate.

Aprire un CAF: la location migliore e i relativi costi

Esaminiamo ora nel dettaglio le condizioni necessarie per poter aprire un CAF e i relativi costi di apertura e gestione.

Se sei un professionista che già opera nel settore e hai, quindi, uno studio professionale, aprire un CAF è un’operazione piuttosto semplice. Possono essere previste migliorie e delle modifiche necessarie nella struttura del tuo studio, così come anche l’assunzione di personale qualificato. Potrai aver bisogno di ampliare gli spazi a disposizione, comperare la licenza per hardware e software che siano peculiari per il nuovo tipo di attività che andrai a svolgere.

Se, invece, hai tutti i requisiti richiesti dalla legge ma parti da zero allora dovrei preventivare un budget iniziale da destinare all’avvio della tua nuova attività. Per poter aprire un centro di assistenza fiscale sarà necessario un locale ad uso ufficio con postazioni per il personale dipendente, mobilio adatto, il possesso di hardware e software specifici per il tipo di attività che si vuole intraprendere.

Inizialmente potrà esserti sufficiente un locale di circa 60 -80 mq. Importante sarà scegliere una zona, non necessariamente centrale, dove sia richiesta questa attività in particolare. Non scegliere luoghi vicini ad attività concorrenti e valuta sempre la facilità di parcheggio in zona. L’arredamento può essere minimal ma dovrà essere, invece, funzionale allo scopo. Dovrai prevedere una zona di ricevimento dei clienti con sedute, postazioni funzionali per i lavoratori dotate di sedute ergonomiche, scrivanie e pc.

Il costo per l’arredamento di un CAF così composto potrebbe arrivare a circa 9.000 euro. Includendo i costi per affitto ed utenze, l’investimento iniziale potrebbe arrivare a 10.000 euro. Il costo maggiore per questo tipo di attività è sicuramente quello relativo a gli hardware, software e alla strumentazione come computer e programmi informatici. Per questo tipo di strumentazione bisogna considerare un budget di 10.000 euro.

Altro costo, sicuramente non trascurabile, è quello relativo al personale che, chiaramente, varia in base al numero dei dipendenti che si decide di assumere. Da calcolare sarà il costo relativo ai diversi adempimenti burocratici, dei corsi formativi e di aggiornamento del personale. Infine da non trascurare è la spesa relativa alla pubblicità. Pubblicizzare bene il tuo CAF ti permetterà di attrarre nuovi clienti interessati all’assistenza fiscale. Le campagne pubblicitarie potrebbero richiedere un investimento iniziale pari a 3.000 euro. Facendo un rapido calcolo, il costo totale per aprire un CAF si aggira intorno ai 40.000 euro.

Aprire un centro di assistenza fiscale

Se la tua idea è quella di lavorare nel settore dell’assistenza fiscale aprendo un tuo CAF potrai scegliere di percorrere diverse strade. Vediamo quali sono.

Il franchising

La prima possibilità è quella di affittare o acquistare un locale e cominciare in autonomia la propria attività seguendo le indicazioni che ti abbiamo fornito in precedenza. Altra strada è quella di affidarsi al franchising, cioè rivolgersi a un’impresa conosciuta che opera già nel settore fiscale. Se dovessi scegliere di percorrere questa strada, chiaramente avrai alcuni benefici ma anche alcuni obblighi. Vediamoli insieme in modo da poter fare una scelta consapevole.

Un beneficio iniziale di questa formula è sicuramente l’aggiornamento e la formazione iniziale che il franchisor offre al franchisee. Inoltre, avrai a disposizione programmi informatici gratuiti e assistenza continua per ogni problema che potrai riscontrare nella tua attività. A fronte di questi benefici generalmente viene richiesta è una quota di adesione annuale. Ogni impresa propone delle condizioni diverse, per cui prima di iniziare la tua attività potrebbe esserti utile rivolgerti ad un commercialista per valutare al meglio il contratto che ti viene proposto.

Le affiliazioni

L’affiliazione alle associazioni dei lavoratori è simile come formula al franchising. In questo caso, potrai aprire un CAF utilizzando la loro denominazione e avendo assistenza, software gratuiti e corsi di aggiornamento. Scegliendo questa formula dovrai, però, iscriverti all’associazione e portare nuovi soci, dividendo il costo della tessera associativa. Sono numerosi gli enti che offrono questa tipologia di servizio, occorrerà informarsi sulle diverse proposte.

Quanto è possibile guadagnare con un CAF

Passiamo ora alla valutazione del guadagno che potrai avere se decidi di aprire un CAF.

Chiaramente il guadagno effettivo dipenderà dai tipi di servizi che offrirai ai tuoi clienti, ricordando che il servizio dovrà essere sempre puntuale e rispettare tutte le scadenze previste. In materia di fisco, infatti, le scadenze sono sempre dietro l’angolo e i clienti potrebbero essere numerosi portando una mole di lavoro importante. Per attirare nuovi clienti è fondamentale essere gentili e disponibili. Aspetto da non trascurare sarà quello della comunicazione, anche attraverso i social network che ti daranno l’opportunità di farti conoscere e di attrarre nuovi potenziali clienti. Potrai scegliere di affidarti a specialisti del settore che riusciranno a promuovere la tua attività di consulenza fiscale valutando specifici criteri e caratteristiche dei clienti come la loro età, i loro interessi e la collocazione geografica. I CAF guadagnano sia dai loro clienti, che pagano per alcune prestazioni a pagamento, che dallo Stato. Quest’ultimo, infatti, riconosce delle somme ai CAF per ogni singola pratica, ammettendo l’aiuto che viene offerto all’Agenzia dell’Entrate.

Responsabilità del CAF e sanzioni

Cosa accade in caso di errori commessi dal CAF?

È importante dire che il CAF, nello svolgere la sua attività, si sostituisce al contribuente, attraverso il suo Responsabile assistenza fiscale, per quanto riguarda l’onere di compilazione e trasmissione per via telematica. Ciò significa che, in caso di errori, il CAF può essere chiamato a rispondere personalmente. Tutte le attività svolte dal CAF sono, quindi, sotto il controllo di quest’ultimo che se ne assume ogni responsabilità. Esso, infatti, è ritenuto direttamente responsabile in caso di errori commessi nello svolgimento della propria attività di assistenza e consulenza fiscale e risponde dei danni eventualmente causati al cliente.

È importante, quindi, che il CAF stipuli una polizza assicurativa per affrontare azioni di responsabilità. In caso di inadempienza delle norme tributarie, il CAF può incorrere in una sanzione che consiste nel pagamento di una quota uguale all’ammontare della sanzione che sarebbe stata addebitata al contribuente. In caso di errori e violazioni ripetute da parte del CAF può essere ritirato il consenso alla gestione dell’attività per un massimo di 12 mesi.