Come aprire un’associazione sportiva

Come aprire un’associazione sportiva: requisiti, iter burocratico, statuto, atto costitutivo, investimento e guadagni. Tutto quello che devi sapere prima di iniziare.

Il tuo sogno nel cassetto è quello di aprire un’associazione sportiva? Bene, sei capitato nel posto giusto. Se vuoi farti un’idea su come queste realtà funzionino, allora sappi che non è poi così complicato avviare un progetto del genere. Di seguito tuttavia proverò a fare chiarezza su quello che è l’iter burocratico da seguire per avviare l’attività e quali sono le agevolazioni e i limiti di chi sceglie di intraprendere questa strada. Proviamo ad andare con ordine.


Quanto costa aprire un’associazione sportiva

aprire un'associazione sportiva

Se stai prendendo in considerazione l’idea di aprire un’associazione sportiva, prima di tutto devi sapere che – come anticipato – avviare un progetto del genere non è difficile e neanche troppo dispendioso. Ricorda che la tua attività deve rientrare tra quelle concesse per formare un’associazione senza scopo di lucro, pertanto dovrai: redigere uno statuto e un atto costitutivo e avere almeno due o tre soci fondatori.

Il fatto che sia facile e pratico, però, non significa che non avrai obblighi e doveri. In quanto socio fondatore, infatti, dovrai assicurarti che lo statuto venga redatto a norma di legge, che sia corretto e che – soprattutto – contenga tutte le informazioni necessarie. Una volta chiarito che esiste un iter burocratico da seguire, vi sono alcuni fattori che incidono sui costi di apertura di un’associazione. Le spese che dovrai sostenere per costituire un’associazione sportiva saranno per esempio diverse a seconda che si tratti di un’associazione sportiva riconosciuta o non riconosciuta. In quest’ultimo caso, infatti, basta una scrittura privata e la successiva registrazione della stessa presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate insieme allo statuto.

La registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto prevede il versamento di una quota fissa (circa 200 euro). A questa cifra poi si devono aggiungere il prezzo delle marche da bollo (una da 16 euro ogni 4 pagine o 100 righe). Se ti fai seguire poi da un commercialista o un consulente del lavoro, in fine, dovrai tenere conto anche dell’eventuale costo della pratica.

Discorso diverso, invece, per le associazioni sportive riconosciute. In questo caso l’associazione deve essere costituita mediante atto pubblico, il che comporta l’intervento di un notaio o di un segretario comunale. Ai costi appena citati, quindi, si dovranno aggiungere quelli del pagamento della parcella del notaio, che può variare a seconda del tipo di lavoro che richiede la redazione stessa dell’atto. In linea di massima, comunque, il tariffario per il disbrigo di una pratica del genere va dagli 800 ai 1.000 euro (spese di registrazione escluse).

Associazione sportiva riconosciuta e associazione sportiva non riconosciuta: differenze

Ti starai chiedendo, a questo punto, quali sono le differenze tra un’associazione sportiva riconosciuta e un’associazione sportiva non riconosciuta.

Il riconoscimento concerne la personalità giuridica dell’associazione: un’associazione sportiva riconosciuta è quindi un’associazione dotata di personalità giuridica e, pertanto, dà diritto ad una separazione tra l’ente e le persone che lo compongono. Questo vuol dire che a livello patrimoniale l’ente avrà piena autonomia nell’assunzione di obbligazioni verso terzi.

Un’associazione sportiva non riconosciuta non gode invece tale autonomia: in questo caso si parla di autonomia patrimoniale “imperfetta”, ovvero non c’è una netta separazione tra il patrimonio dell’associazione e quello dei soci (che di conseguenza saranno chiamati a rispondere in nome dell’ente delle obbligazioni verso terzi).

Statuto associazione sportiva: cosa bisogna indicare?

sport

A prescindere dal tipo di associazione sportiva che deciderai di aprire, è chiaro che lo statuto è un atto che ti sarà richiesto a prescindere. Ma quali sono le informazioni che non possono mancare all’interno di uno statuto di un’associazione sportiva?

Per prima cosa occorre indicare con precisione qual è l’oggetto sociale, che coincide con lo scopo dell’ente. A tal proposito ti ricordo che l’oggetto sociale di un ente no profit deve essere sempre non commerciale (devi quindi specificare che l’associazione non persegue finalità di lucro) e lo scopo deve essere sempre ideale.

All’interno dello statuto bisogna poi indicare sede e denominazione dell’associazione, insieme ai dati anagrafici e al codice fiscale dei soci fondatori. Questo passaggio coincide con la redazione dell’atto costitutivo, con il quale si procede anche con l’attribuzione di cariche e scopi. Un’associazione sportiva deve infatti avere un presidente, un vice presidente, un segretario ed eventuali consiglieri (tutti ruoli questi chiaramente indicati e distinti nello statuto). Ricapitolando, quindi, insieme allo statuto dell’associazione dovrai anche redigere l’atto costitutivo, in cui bisognerà elencare:

  • Dove e quando l’associazione viene costituita;
  • Chi sono i Soci fondatori;
  • Come viene denominata l’associazione;
  • Chi sono i primi componenti degli organi di controllo dell’associazione.

Per evitare confusione, atto costitutivo e statuto sono due cose diverse. L’atto costitutivo, infatti, si compone di due parti, ovvero:

  • L’atto di costituzione, che deve essere redatto secondo le disposizioni di legge;
  • Lo statuto, che è parte integrante della costituzione dell’associazione poiché contiene al suo interno le regole di funzionamento della stessa.

In caso di contrasto, come dispone l’articolo 2328 del codice civile, prevalgono le regole fissate dallo statuto (che devono comunque essere a norma di legge).

Registrazione associazione sportiva all’Agenzia delle Entrate

Come anticipato sopra, una volta redatto lo statuto occorrerà accreditare l’associazione all’Agenzia delle Entrate. Come disposto dall’art. 30 del DL 185/2008, esiste un modulo apposito per portare a termine questa procedura. Passati 60 giorni, infatti, bisognerà compilare il modello EAS, lo stesso che dovrà essere consegnato presso gli uffici dell’Amministrazione Finanziaria.

Il modello EAS può essere scaricato anche dal sito dell’Agenzia delle Entrate che, a questo proposito, specifica che: “Le quote e i contributi associativi nonché, per determinate attività, i corrispettivi percepiti dagli enti associativi privati, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa tributaria, non sono imponibili. Per usufruire di questa agevolazione è necessario che gli enti trasmettano in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, mediante un apposito modello”.

Associazione sportiva e guadagni di un ente no profit

Un’associazione sportiva, in quanto ente no profit, ha diritto a tutta una serie di agevolazioni fiscali. Potresti chiederti, a questo punto, come fa una realtà del genere a esistere se – di fatto – non deve essere perseguito alcuno scopo commerciale. Come si fa, cioè, a mantenere un’organizzazione e tutte le sue strutture? Bene, a questo punto è importante chiarire una cosa: associazione senza scopo di lucro non vuol dire che le persone impegnate al suo interno debbano lavorare gratis o non ricevere alcun compenso dietro al servizio prestato.

Quando si parla di scopo non commerciale si intende la non distribuzione di utili ai soci. Un ente non commerciale come un’associazione sportiva, infatti, può retribuire eventuali collaboratori. Così come chi svolte attività all’interno di un’associazione sportiva può percepire dei compensi e dei rimborsi. Rimane però l’obbligo di non distribuzione di eventuali avanti di gestione tra i soci: i soldi che ti avanzeranno a fine anno, dunque, potranno solo essere reinvestiti all’interno della società o lasciati in cassa per fare fronte a possibili incombenze dell’anno successivo.