Come e quando andare in pensione nel 2020. Le ultime novità

Come e quando poter andare in pensione nel 2020. Le varie finestre e tempi di attesa per ricevere il primo assegno previdenziale

La pensione resta una tematica particolarmente delicata oltre che molto importante. Tutti i lavoratori, dopo una vita di attività professionale, meritano un adeguato trattamento pensionistico. Dopo aver maturato i requisiti per la pensione, per poter concretamente riscuotere il primo assegno previdenziale, bisogna comunque aspettare un lasso di tempo variabile, dai 3 ai 18 mesi. Vediamo le ultime novità.


Pensione anticipata: RITA e Ape volontaria

Pensione 2020

La pensione, si riconferma una tematica molto calda, particolare e delicata, soprattutto perché spesso le normative in materia cambiano, portando sempre a nuovi cambiamenti e nuove regole. Per questo motivo, sembra davvero lecito chiedersi cosa cambierà dal 2020 e soprattutto come e quando poter andare in pensione, ricevendo il primo assegno previdenziale.

Attualmente, sono differenti le finestre di uscita dal mondo del lavoro, che cambiano a seconda di dove si lavora, se nel settore pubblico, settore privato o autonomo. Dal momento in cui i lavoratori maturano tutti i requisiti necessari per andare in pensione, per ottenere e poter effettivamente riscuotere il primo assegno previdenziale, bisogna attendere un lasso di tempo che va dai 3 ai 18 mesi. Ed ancora, le tempistiche e modalità di pensionamento, così come le finestre di uscita, cambiano molto a seconda delle varie misure previdenziali attive.

Le finestre 2020 per la pensione con Quota 100

La pensione anticipata con Quota 100, permette di andare in pensione a 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Si tratta di una misura in campo previdenziale che è attiva per il triennio 2019-2020 e 2021. Con Quota 100, per il prossimo anno sono previste tre differenti finestre per uscire dal mondo del lavoro. Nello specifico, i lavoratori appartenenti al settore privato, hanno la possibilità di accedere alla finestra di pensionamento dopo 3 mesi dal raggiungimento di tutti i requisiti necessari per il pensionamento. Ciò vuol dire che questi lavoratori, solo tre mesi dopo aver maturato i requisiti per la pensione, potranno ricevere il loro primo assegno previdenziale.

Bisogna fare un discorso differente per chi lavora nel settore pubblico e vuole andare in pensione con la formula Quota 100. In questo caso, i lavoratori possono andare in pensione dopo 6 mesi dal raggiungimento dei requisiti necessari. Ed ancora, i soggetti che lavorano nel settore scolastico, interessati ad usufruire di Quota 100, devono fare domanda entro febbraio, per poter andare in pensione a partire dall’inizio del prossimo anno scolastico.

Le finestre per la pensione con Opzione donna

Opzione donna è stata confermata anche per il 2020. Questa misura previdenziale, permette alle donne di 58 anni di età (59 nel caso delle lavoratrici autonome), che abbiano maturato 35 anni di contributi, di poter uscire dal mondo del lavoro. In questo caso, la finestra per la pensione è davvero molo lunga, fino ai 18 mesi. Infatti, le lavoratrici dipendenti che hanno raggiunto i requisiti per andare in pensione con Opzione donna, entro il 31 dicembre 2019, dovranno attendere 12 mesi per ricevere il primo assegno previdenziale, mentre per le lavoratrici autonome, il tempo di attesa è 18 mesi.

Le finestre per la pensione dei lavoratori precoci

I lavoratori precoci, sono tutti coloro che hanno incominciato a lavorare presto, subito dopo aver raggiunto la maggiore età, riuscendo a maturare tanti anni di contribuzione. In questo specifico caso, per andare in pensione la finestra per il pensionamento è di 3 mesi. I lavoratori precoci, possono andare in pensione con 41 anni di contributi, ma tra gli altri requisiti, troviamo anche l’aver svolto lavori faticosi e pericolosi, oppure avere un’invalidità civile del 74%. In ogni caso, dopo aver maturato tutti i requisiti richiesti per poter andare in pensione, bisognerà attendere 3 mesi per la riscossione del primo assegno previdenziale.

Dal 2020 stop all’Ape volontaria

A partire dal prossimo anno, non sarà più possibile usufruire della misura denominata Ape volontaria, ossia l’anticipo finanziario, per andare in pensione anticipata a 63 anni ed almeno 20 anni di contributi maturati. Si tratta di un prestito, erogato da un istituto di credito al beneficiario ogni mese, e restituito poi, attraverso un piano ventennale, con trattenute sul futuro assegno pensionistico. Con l’Ape volontaria, i lavoratori potevano lasciare il lavoro in anticipo, ricevendo l’assegno mensile (prestito di un istituto di credito). Una volta raggiunta l’età per la pensione vera e propria, tutti i soldi ricevuti sotto forma di prestito, saranno riconsegnati all’istituto di credito, attraverso delle trattenute sull’assegno pensionistico Inps. Tuttavia, dal prossimo anno questa misura non sarà più attiva.