Coronavirus e fase 2: arriva il calendario delle riaperture

Ci avviciniamo alla fase 2 e ripartenza del Paese dopo l'emergenza Coronavirus. Ecco il calendario delle riaperture dal 27 aprile al 18 maggio

Lavori in corso per la tanto attesa fase 2, quella che fa gradualmente ripartire il Paese dopo lo stop Coronavirus. Il Governo sta lavorando ad un piano efficace, per avviarsi in questa delicata e cruciale fase, in cui nessun errore deve essere commesso. Arriva così il calendario della ripartenza, con alcune aziende che potranno riaprire il 27 aprile. Bar e ristoranti dovranno aspettare fino al 18 maggio.


Coronavirus: il Paese verso la fase 2

aiuti alle famiglie coronavirus

La fine del lockdown italiano si avvicina. Il Governo con la task force guidata da Vittorio Calao, il comitato tecnico-scientifico e i rappresentanti locali, sta studiando il piano di riapertura delle varie attività. Si tratterà di una ripartenza graduale, di quelle attività con basso rischio di contagio e che rispettano le norme di sicurezza sul distanziamento sociale. Tutto il sistema lavoro deve essere ripensato, in quanto non si tornerà alla vita di sempre, almeno fino a quando non sarà scoperto un vaccino efficace, in grado di combattere in maniera definitiva il Coronavirus. La fine del blocco italiano è fissata per il 4 maggio, tuttavia, stando a quanto è emerso fino ad ora, il 27 aprile potrebbero già ripartire alcune attività, considerate a basso rischio di contagio. Tuttavia, a seconda dell’andamento dei contagi, il calendario della ripartenza potrebbe variare. Ed ancora, se ci dovesse essere un ritorno dei contagi, si tornerà a norme più restrittive.

Coronavirus: il calendario dalla ripartenza

Finalmente, le imprese possono ripartire. Il Governo, con i vecchi decreti aveva ordinato la chiusura delle attività non essenziali sul territorio nazionale, il tutto per cercare di contenere i contagi da Coronavirus. Così un sacco ci imprese, professionisti e lavoratori sono stati costretti a sospendere la loro attività professionale, per salvaguardare la salute di tutti. Uno stop che ha fatto inevitabilmente sentire le sue conseguenze a livello economico, con tante realtà aziendali messe in ginocchio, registrando perdite di fatturato. Ora, la situazione sembra essere leggermente migliorata, così si guarda al futuro ed alla fase 2, in cui tante attività economiche riapriranno i battenti. Certo, sarà una ripartenza complessa, particolare, con disagi, ma l’importante resta il rispetto delle norme di sicurezza, in qualsiasi settore della vita personale e professionale.

Coronavirus: chi riapre il 27 aprile?

Alcune attività considerate a basso pericolo di contagio, potrebbero ripartire in anticipo, ossia il 27 aprile. La ripartenza è riservata alle sole aziende che già posseggono un protocollo sulla sicurezza, ossia automotive, moda e componentistica. Riapertura controllata, attenta e nel rispetto di tutte le norme, per evitare l’insorgere di nuovi contagi o la nascita di nuovi focolai, che non possiamo assolutamente permetterci. Così sarà obbligatorio l’uso dei dispositivi di sicurezza sanitaria, la sanificazione dei locali, gli ingressi scaglionati ed in alcuni casi la misurazione della temperatura dei dipendenti.

Il 4 maggio riaprono fabbriche, cantieri e servizi

Il 4 maggio, la data tanto attesa da tutti sta arrivando. Si porrà fine al lockdown italiano, ritornando alle proprie attività in maniera controllata, prudente e graduale. Ripartirà il settore manifatturiero, quello tessile, il settore delle costruzioni e del commercio all’ingrosso. Anche in questo caso è assolutamente obbligatorio il rispetto rigoroso delle nuove norme sulla sicurezza, scattate a seguito dell’emergenza Coronavirus. In particolare, ci riferiamo all’adozione di turni scaglionati dei dipendenti all’entrata ed uscita, misurazione della temperatura all’ingresso, postazioni di lavoro ben distanziate tra di loro, evitare assembramenti e luoghi di ritrovo. Inoltre, il 4 maggio riapriranno anche i laboratori e le varie attività di ricerca sul territorio nazionale.

Riaperture previste l’11 maggio

In data 11 maggio, dovrebbero ripartire il commercio al dettaglio sul territorio nazionale, con obbligo di distanziamento sociale e norme sulla sicurezza da rispettare. Dunque, i clienti che si recheranno nei vari shop dovranno rispettare il distanziamento sociale, così come i commessi stessi che lavorano nei negozi e centri commerciali. Alcune categorie di attività, come ad esempio la vendita di calzature, dovranno anche sanificare i prodotti. Ripartono anche parrucchieri e centri estetici, rispettando il rapporto di uno ad uno, ossia un operatore per un cliente. Anche in questo caso, tutti gli strumenti di lavoro andranno sterilizzati, per garantire la sicurezza dei clienti e non solo.

Riaperture 18 maggio

Il 18 maggio sarà la volta dei bar e dei ristoranti, che hanno ancora un po’ di tempo per mere in sicurezza ed organizzare i locali, evitando contagi da Coronavirus. Ogni locale dovrà necessariamente diminuire la capienza, accogliendo meno clienti tutti debitamente distanziati gli uni dagli altri. In servizio di asporto partirà prima, sempre e solo nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza. Data ancora da definirsi per quanto riguarda cinema, discoteche, teatri, concerti e manifestazioni varie. Infatti si tratta di realtà ad alto rischio di contagio Coronavirus, dunque bisognerà attendere ancora per il loro ripristino.  Tuttavia, la fase tre, ossia quella in cui ritorneremo alla normale vita, senza più dover rispettare il distanziamento sociale arriverà, anche se non si sa precisamente quando.

Trasporti pubblici e l’autocertificazione agli spostamenti

Anche i servizi di trasporto pubblico dovranno essere rivisti e riorganizzati. Si parla di autobus, treni, tram ed aerei con meno passeggeri, rispettando l’alternanza dei posti. Potrebbe anche essere prevista la misurazione della temperatura corporea nelle stazioni e prima di ogni spostamento. Inoltre, dal 4 maggio, per gli spostamenti all’interno dei propri Comuni e della Regione, non sarà più necessaria l’autocertificazione agli spostamenti. Questa resta invece obbligatoria per gli spostamenti fuori regione, anche se permessi solo ed esclusivamente se necessari.

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