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Coronavirus: le misure del nuovo Dpcm. Cosa cambia fino al 6 aprile?

Da oggi entra in vigore il nuovo Dpcm con regole restrittive e norme per contenere i contagi da coronavirus e le sue varianti

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Oggi entra in vigore il nuovo Dpcm con regole restrittive per contenere i contagi da coronavirus valide fino al 6 aprile. Novità per la scuola, gli spostamenti, musei, teatri, viaggi all’estero e tanto altro. Ecco cosa cambia e le nuove norme da dover rispettare per salvaguardare la salute di tutti.

Coronavirus: arriva il nuovo Dpcm

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Da oggi entra in vigore il nuovo Dpcm con tutta una serie di restrizioni per contenere i contagi da coronavirus, che hanno raggiunto livelli molto alti. Si tratta del primo provvedimento del Governo Draghi, che resterà in vigore fino al 6 aprile, includendo Pasqua e Pasquetta. Le nuove misure restrittive sono connesse alla scuola, agli spostamenti, all’introduzione delle zone arancione scuro, ai lockdown localizzati e zone rosse. In base a quanto stabilito dal decreto, in zona rossa vale il divieto di andare a fare visita ai parenti con spostamenti in abitazioni private, fino al giorno 27 marzo. Attualmente, nel nostro Paese i contagi da coronavirus sono aumentati vertiginosamente, rendendo necessarie delle misure più ferree e rigorose. Nello specifico, in Italia l’indice Rt è arrivato a 1,06 con la Campania che rischia di diventare zona rossa, il Veneto e Friuli che amplieranno la zona arancione. Ed ancora, la Lombardia è in zona arancione scuro mentre l’Emilia Romagna sono aumentate le province in cui si applicano misure di contenimento più ferree.

Le norme del nuovo Dpcm

Come affermato nelle righe precedenti, da oggi entra in vigore il primo Dpcm di Draghi per cercare di contenere il numero dei contagi da coronavirus. Le restrizioni sugli spostamenti sul territorio nazionale ed estero continuano. In particolare, fino al 27 marzo resta confermato il divieto di spostarsi tra le regioni o province autonome. Sarà possibile circolare solo ed esclusivamente per motivi di salute, lavoro ed altre necessità, documentate attraverso l’autocertificazione agli spostamenti. Tenere sotto controllo gli spostamenti è di vitale importanza per contenere i contagi e l’avanzare delle differenti varianti di coronavirus, che ormai popolano il nostro Paese.

Coronavirus e le misure di contenimento per la scuola

Ci sono delle regole restrittive anche per il comparto scolastico. Dal 6 marzo nelle zone rosse le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse, anche le elementari e le scuole dell’infanzia. In questo contesto generale che si affida alla didattica a distanza, resta però garantita la didattica in presenza per alunni con disabilità e particolari bisogni educativi. Nelle zone arancioni e gialle, i singoli dirigenti scolastici potranno decidere per la sospensione delle lezioni a seconda del numero dei contagi e del tasso di pericolosità del virus e delle varianti.

Musei, cinema e teatri

Nelle zone gialle, quindi con un tasso di contagiosità non molto elevato, si conferma la possibilità di procedere con l’apertura dei musei nei giorni infrasettimanali. Non è tutto, perché sempre nelle zone gialle, dal 27 marzo sarà possibile aprire i musei anche il sabato e nei giorni festivi con flussi di visitatori scaglionati e ridotti. Anche per i cinema ed i teatri il 27 marzo parte la riapertura ma solo nelle zone gialle, il tutto nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale. In particolare la capienza non potrà superare il 25% di quella massima, con 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Rimarranno chiuse le palestre, le piscine e gli impianti sciistici.

Coronavirus e zone bianche

Nella suddivisione in colori del nostro Paese sono previste anche le zone bianche. Qui si annullano le misure restrittive previste per le zone gialle, pur continuando ad applicare le norme generali contro i contagi da coronavirus. Sospesi tutti gli eventi che comportano assembramenti, come fiere, concerti, ingresso agli stadi, congressi, discoteche ecc. Resta sempre attivo il monitoraggio degli effetti connessi all’allentamento delle norme restrittive. Bisogna mantenere alta la guardia, senza correre il rischio di favorire il passaggio del virus da una persona all’altra. Sono ormai tanti gli ospedali che rischiano di arrivare nuovamente al collasso.

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