Covid-19 e turismo: agire sulla sindrome da contagio

E’ evidente che uno dei settori in cui la pandemia sta impattando maggiormente è il settore del turismo. Vediamo come si sta intervendo per impedire la sidrome da contagio e far ripartire questo comparto

L’emergenza sanitaria legata a covid-19 sta avendo sull’economia del nostro Paese un impatto devastante. Il protrarsi delle misure di lockdown fino al 3 maggio 2020 ha portato ad un forte ed ulteriore ridimensionamento delle attività produttive in tutti i settori.


L’Italia e la sua vocazione turistica

Covid-19 e turismo

E’ evidente come uno dei maggiori settori in cui la pandemia sta impattando maggiormente è il settore del turismo. L’Italia, è bene ricordalo, è tra i Paesi con una vocazione turistica più longeva e già negli anni ’80, quando il turismo era limitato a poche destinazioni Internazionali, aveva un incidenza sulla spesa turistica globale che la rendeva seconda solo agli USA. Tutto ciò, lo sappiamo, dipende dal nostro grande patrimonio artistico e culturale che ha pochi eguali al mondo: abbiamo 54 siti Unesco su circa un migliaio totali e siamo il primo Paese al mondo per luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità.

La sindrome da contagio e l’impatto sull’incoming turistico

In Italia il turismo è circa il 13% del PIL tra contributo diretto e indotto e l’impatto negativo, da  mancato arrivo di turisti, pone il nostro Paese tra i primi posti in graduatoria subito dopo Spagna, Austria, Messico, Hong Kong, Nuova Zelanda, Portogallo, Grecia, Thailandia e Filippine. L’impatto sul turismo Italiano riguarda, non solo le zone maggiormente colpite dalla pandemia, ma l’intero paese. Pensiamo solo a quanto negative siano, dal punto di vista economico, le cancellazioni delle prenotazioni di  settimane bianche, viaggi Pasquali, gite scolastiche, concerti, mostre, e grandi eventi culturali e sportivi che, ogni anno, regolarmente si svolgono in Italia tra Gennaio e Maggio: Vinitaly, Carnevale di Venezia, IGLTA Convention a Milano per citarne solo alcuni. 

L’ipotesi, che sta alla base delle ricadute sul settore turistico della pandemia da Covid-19, non solo nel breve ma anche nel lungo periodo,  è che un viaggiatore Italiano o straniero, spinto da sentimento di paura, continui a limitare i propri spostamenti per ridurre le possibilità di contagio. Questa vera e propria “sindrome da contagio” può avere effetti devastanti sui sistemi turistici Regionali di tutto il nostro paese. Basta poco, in era Social, per ridurre l’attrattività  locale e globale  di un Paese e determinarne il crollo di domanda. A subire maggiormente saranno tutte quelle destinazioni turistiche apprezzate anche da turisti Internazionali (Cinesi, Americani, Russi, Spagnoli, Tedeschi).

La risposta del comparto turistico Romagnolo alla crisi pandemica

La riviera Romagnola sarà una di quelle realtà Italiane che avrà il grande onere di risollevare le proprie sorti una volta terminata la chiusura forzata. Alberghi, ristoranti , stabilimenti balneari, bar,  e tutto il settore turistico romagnolo ha già subito danni importanti dalla mancata apertura per il solo periodo Pasquale. Non sarà possibile, per loro, come per altri esercizi commerciali, rimanere “off” per l’intera stagione estiva. Vorrebbe dire, con molta probabilità, non riaprire mai più.

La Romagna, per ripartire, ha deciso quindi di rimboccarsi le maniche e puntare su  ottimismo, lavoro e senso di comunità. Tre ricette imbattibili per depotenziare la sindrome da contagio. Nonostante il clima di incertezza sulle riaperture, gli imprenditori Romagnoli, forti anche di esperienze passate di riduzione dell’incoming turistico, si sono già messi in moto. Come? Iniziando dallo studio delle linee guida, emanate dall’OMS , per adeguare tutte le strutture ricettive  in vista delle prossime aperture.

Le linee guida dell’OMS sull’adeguamento delle strutture ricettive

Si tratta di linee guida molto complesse che nessuno al mondo ancora esegue.  Proprio partendo da queste linee guida dell’ OMS si sta già pensando all’attivazione di uno specifico disciplinare tecnico concertato tra ASL – Province e categorie economiche, al fine di inquadrare delle modalità di ri-attivazione della propria struttura. Ad esempio:

  • un disciplinare che sia da formazione/informazione sui dispositivi  di protezione che serviranno quotidianamente nel dispiegarsi del lavoro;
  • metodologie di sanificazione giornaliera e settimanale degli ambienti;
  • valutazione del rischio d’azienda se si verificano casi di Covid-19 durante l’apertura con ospiti o dipendenti (ad es. circoscrivere con privacy l’infetto, avviare i meccanismi di protezione a mezzo ASL, valutare la quarantena per l’intera struttura). 

Si stanno inoltre sensibilizzando le Istituzioni Locali e Nazionali per:

  • un Sostegno alle imprese turistiche con sospensione fino al 30 novembre 2020 della tassazione locale (IMU – ICI – TARI-  tassa di soggiorno ove prevista);
  • un sostegno alle imprese turistiche dal sistema bancario a mezzo di liquidità diretta sostenuta dalla garanzia dello Stato con tempi di ammortamento fino a 10 anni valutando i singoli casi;
  • un superamento, per le aziende turistiche con difficoltà finanziarie pregresse al covid19, dell’accesso al credito garantendo formule adeguate ed adatte a sostenere l’impegno dell’azienda nella fase dell’emergenza;
  • una  campagna di promozione mirata al turismo Italiano dando forza al sistema Regionale di promozione e di tutela del mercato turistico;
  • l’avvio di una campagna di sensibilizzazione, verso i primi di maggio, che impegni risorse importanti per incoraggiare a fare turismo in Italia in sicurezza,
  • l’attivazione di formule di bonus vacanze per famiglie con l’adozione di misure che possano facilitare sulla parte finanziarie le famiglie a fare vacanza dopo una fase emergenziale vissuta con profonde difficoltà sia sociali che economiche;
  • l’attivazione di procedure contrattuali semplificate volte ad introdurre meccanismi più dinamici nei tempi di assunzione (estensione del contratto a chiamata, attivazione di proroghe su contratti mensili).

A tutto questo si aggiunge l’elaborazione di un quadro d’insieme per la gestione dell’emergenza covid-19 tale da indicare meccanismi e numeri telefonici da attivare qualora si verifichino casi di covid-19 nelle strutture alberghiere.

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