
Ad essere potenzialmente più soggette sarebbero Campania, Calabria , Abruzzo e Sicilia. La regione meno a rischio sarebbe invece la Val d’Aosta, al di sotto della media nazionale di oltre 23 punti se si calcola quest’ultima su base 100. Un indice quello utilizzato dalla Cgia che ha preso in considerazione non solo la stretta del credito, ma diversi fattori di rischio, come i protesti, il fallimenti, il tasso di disoccupazione, le denunce per estorsione ed usura e molti altri e che viene ormai realizzato da oltre 15 anni. Lo studio dell’associazione degli artigiani ha preso spunto da dati Istat, Infocamere e Banca d’Italia.
Sul tema il segretario Giuseppe Bortolussi ha spiegato che “a seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese, c’è il pericolo che l’usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti”. L’occhio però è rivolto anche alle stesse banche: infatti “oltre agli effetti della crisi economica e al calo della domanda di credito – ha aggiunto Bortolussi -questa forte riduzione dell’erogato è stata dovuta anche al deciso aumento delle sofferenze bancarie che a giugno di quest’anno ha toccato la cifra record di 168 miliardi di euro”.
Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.