Decreto Crescita 2019: gli incentivi a sostegno dell’economia 4.0

Il Decreto Crescita 2019 contiene al suo interno differenti formule ed incentivi economici per le Pmi impegnate in programmi di digitalizzazione della produzione. Ecco come i più importanti incentivi 4.0 funzionano ed a chi si riferiscono.

Nel Decreto Crescita 2019 sono presenti differenti incentivi per il rilancio dell’economia e delle imprese stesse. In particolare molte di queste formule mirano alla trasformazione tecnologica e digitale delle aziende e dell’economia. Vediamo le principali misure 4.0 presenti nel Decreto Crescita 2019 con le relative novità introdotte.


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Incentivi 4.0 e Decreto Crescita 2019

La conversione in Legge del Decreto Crescita 2019 ha confermato molte agevolazioni fiscali ed incentivi, a supporto della trasformazione digitale e tecnologica delle imprese, il tutto secondo il modello relativo al “Piano Nazionale Impresa 4.0”. Tuttavia sono state introdotte anche delle piccole modifiche agli incentivi 4.0 per rendere le formule più efficaci e migliorarne il risultato. Come ben sappiano, il Decreto Crescita ha introdotto tutta una serie di misure per il rilancio dell’economia e la risoluzione di determinate situazioni di crisi presenti all’interno della nostra economia. Vediamo di seguito i più importanti incentivi di carattere 4.0 validi anche nel 2019 e le modifiche apportate ad essi.

Incentivi 4.0: la reintroduzione del superammortamento

Nel quadro degli incentivi 4.0 resta confermata senza alcuna modifica, la misura connessa alla reintroduzione del superammortamento con le stesse modalità applicative e nella stessa percentuale del 30% prevista nel 2018. Questa agevolazione fiscale si applica ai nuovi investimenti in beni materiali strumentali, fatti dal 1.04.2019 al 31.12.2019 o entro il 30.06.2020 alle seguenti condizioni che devono verificarsi entro il 31.12.2019:

  • l’ordine deve essere accettato dal fornitore;
  • pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo totale di acquisto.

Sono esclusi da tale incentivo gli investimenti in:

  • veicoli o mezzi di trasporto ad uso sia aziendale che non;
  • costruzioni e fabbricati;
  • tutti i beni con un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
  • i beni che rientrano nell’articolo 3 della Legge di Stabilità del 2016.

Il tetto massimo degli investimenti per cui ottenere tale incentivo è di 2.500.000,00, di euro. Sopra tale tetto, l’incentivo non spetta per la parte di spesa eccedente.

Incentivi 4.0: la Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini rientra tra gli incentivi 4.0 del Decreto Crescita 2019. Questa consente alle Pmi di poter accedere ad una serie di finanziamenti agevolati, per l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti anche 4.0. Ecco le novità introdotte a tale misura, con lo scopo di semplificare e potenziare l’operatività del finanziamento stesso.

  • È stato raddoppiato il valore del finanziamento di cui le imprese possono beneficiare, passando da 2.000.000,00 a 4.000.000,00, euro;
  • introdotta una generale semplificazione delle modalità di erogazione dell’incentivo stesso;
  • l’erogazione dell’incentivo economico avviene attraverso una sola soluzione per tutti gli importi che non superano i 1.000,00 euro;
  • ampliamento della platea relativa ai soggetti abilitati all’erogazione del beneficio.

 Il sostegno alla ricapitalizzazione delle Pmi

Incentivi per le Pmi in forma societaria che vogliono concretizzare programmi di investimento vari per poter sostenere processi di capitalizzazione. In tal caso, i soci delle imprese sono tenuti a sottoscrivere un aumento del capitale sociale dell’impresa stessa, che sarà versato in più quote in corrispondenza delle date di scadenza connesse al piano di ammortamento del finanziamento. Tale contributo si rapporta agli interessi calcolati in via del tutto convenzionale sul finanziamento, ad un tasso annuo che varia a seconda delle dimensioni delle imprese. Si avrà così: il 5% per le micro e le piccole imprese ed il 3,575% per le medie imprese.

Incentivi a progetti per la riconversione di processi produttivi nell’economia circolare

Incentivi confermati con piccole modifiche, anche per quanto riguarda i progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione dei processi produttivi nell’economia circolare. Il tutto è finalizzato all’uso delle risorse a disposizione in maniera sempre più efficace e sostenibile. Tra le novità a riguardo, la soppressione del limite massimo relativo ai tre soggetti co-proponenti e l’inserimento della previsione dell’indicazione del soggetto capofila. Tuttavia, i progetti di ricerca e sviluppo devono essere finalizzati alla riconversione produttiva relativa alle attività economiche aziendali, tramite lo sviluppo delle fondamentali tecnologie abilitanti Key Enabling Technologies – KETs. Insomma, si tratta di sostegni per tutti quei programmi atti all’utilizzo ecosostenibile delle risorse a disposizione, anche attraverso l’inserimento nell’organico aziendale di nuovi macchinari specializzati per la lavorazione dei materiali con un basso impatto ambientale.

Incentivi 4.0: Digital Trasformation

Differenti le modifiche apportate alla misura Digital Trasformation, per la trasformazione in chiave digitale e tecnologica dell’intero sistema produttivo delle Pmi. L’incentivo 4.0 spetta anche a determinate soluzioni tecnologiche digitali:

  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera, per l’ottimizzazione dell’intera catena di distribuzione e per la gestione ottimale delle relazioni tra i vari attori;
  • software;
  • applicazioni digitali e piattaforme, per gestire e coordinare l’intero processo di logistica;
  • differenti e varie soluzioni digitali come: e-commerce, sistemi di pagamento online, vari sistemi elettronici finalizzati allo scambio di dati (electronic data interchange, EDI), tecnologie per l’in-store customer experience, system integration per l’automazione dei processi, geolocalizzazione, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

Digital Trasformation e le novità introdotte

L’importo della spesa minima, in vista delle novità introdotte è passato da 200 mila euro a 50 mila euro. E’ stata ampliata anche la platea dei possibili beneficiari di tale incentivo. Infatti, in via sperimentale, per il 2019 ed il 2020 tra i possibili beneficiari dell’incentivo, rientrano anche le imprese appartenenti al settore turistico, impegnate in un processo di digitalizzazione connessa alla fruizione dei beni culturali. Ed ancora, il limite di accesso per quanto riguarda i ricavi provenienti dalle vendite e prestazioni deve essere pari a 100 mila euro. Introdotta anche la possibilità della presentazione in modalità congiunta di un progetto di ricerca e sviluppo da parte di un numero massimo di 10 differenti imprese.



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