Decreto maggio: taglio dell’orario di lavoro conservando la stessa paga

Decreto maggio, avanza l'ipotesi di tagliare le ore di lavoro conservando la stessa paga. Le altre misure a sostegno delle imprese, lavoratori e famiglie

Il Governo in queste ore è a lavoro per la definizione degli ultimi dettagli di quello che doveva essere il decreto aprile, slittato e divenuto ora il decreto maggio. Questo conterrà tante misure per risollevare le sorti dell’economia italiana, colpita dalla crisi sanitaria Coronavirus. Tra le ipotesi spunta quella di tagliare e ridimensionare il classico orario di lavoro, conservando però la stessa paga. Vediamo di cosa si tratta.


Governo a lavoro per ultimare il decreto maggio

decreto legge maggio

Sono ore decisive per definire gli ultimi dettagli che caratterizzeranno il decreto maggio. Il Governo è a lavoro, cercando accordi tra le varie forze politiche, che possano andare ad aiutare concretamente le imprese, i lavoratori ma anche le famiglie, le strutture sanitarie e tutte le realtà duramente colpite dalla crisi. Il premier Conte, ieri sera ha incontrato i sindacati Cigl, Cisl e Uil, i segretari Landini, Furlan, Barbagallo, ma anche sottosegretario Fraccaro, i ministri Gualtieri, Patuanelli, Catalfo, Ugl, Cisal e Confsal. Il tavolo degli incontri non finisce, in quanto nella mattinata di oggi, Conte dovrebbe incontrare Confindustria, Ance ed altre associazioni imprenditoriali. In programma un tavolo con Coldiretti, Confagricoltura, Cis, Rete imprese e a seguire Abi e Ania. Lo scopo è quello di discutere con le varie parti le misure contenute nel decreto maggio, importantissime per riavviare l’economia del nostro Paese.  

Necessità di interventi mirati e decisivi

Il premier Conte ha più volte sottolineato la delicatezza di questo particolare momento storico che stiamo vivendo. L’emergenza sanitaria ha avuto ripercussioni anche sul versante economico, mettendo in ginocchio tante attività su cui si basa l’economia italiana. Secondo le stime si prevede un ribasso del Pil pari a circa il -8%. Per evitare il fallimento di tante imprese e professionisti, c’è bisogno di lavorare tutti insieme per la creazione di misure davvero efficaci ed immediate. Le aziende, i lavoratori, il settore sanitario, le famiglie hanno bisogno di sostegni economici e di liquidità immediata. Interventi necessari, che tuttavia non risolveranno tutti i problemi, ma almeno allevieranno le conseguenze negative. Il Premier invita tutte le forze politiche a collaborare per il bene del Paese, lavorando sempre a stretto contatto con il Comitato tecnico scientifico. Tra le proposte avanzate nel decreto maggio, c’è quella di tagliare l’orario di lavoro conservando la stessa paga, pur di garantire il lavoro a tutti.

Taglio dell’orario di lavoro nel decreto maggio

La crisi economica innescata dal Coronavirus, potrebbe realmente abbattere e ridimensionare i vecchi orari di lavoro. Il decreto maggio si propone di garantire il lavoro a tutti, nessuno deve perdere il proprio posto a causa del Covid-19. Dunque avanza l’ipotesi di lavorare meno ma tutti. Per questo motivo si discute l’idea di tagliare l’orario di lavoro convertendolo in formazione e puntando al digitale. Tutto questo non avrà conseguenze sull’ammontare della busta paga, che resterà assolutamente inalterata. Ipotesi che è stata ben accolta dai vari sindacati dei lavoratori, con cui il Governo ha avuto incontri per discutere sui capisaldi del decreto maggio. Stanno letteralmente prendendo forma interventi a sostegno delle imprese, famiglie e sanità. Esempio le risorse da destinarsi al rinforzo delle strutture Covid-19, che dovrebbero aggirarsi intorno i 3 miliardi di euro, ma anche il rinnovo della Cig e della cassa in deroga per ulteriori 9 settimane, rinnovo bonus professionisti autonomi, sostegni a colf e badanti, Ed ancora, congelamento dei licenziamenti per altri 3 mesi, proroga della Naspi per altri 2 mesi.

Decreto maggio e reddito di emergenza

Uno dei noti particolarmente delicati che ha fatto discutere le varie forze politiche è quello del reddito di emergenza. Si tratta di un sussidio economico a favore delle famiglie maggiormente colpite dalla crisi da Coronavirus. Sembra che sia stato raggiunto un accordo tra le varie parti. Il sussidio economico sarà una norma a tempo, ossia valida per due o tre mensilità. Si tratta dunque di una misura di carattere temporaneo, per i mesi di maggior difficoltà, non è assolutamente da intendersi come una norma definitiva, una sorta di nuovo reddito di cittadinanza. Questo concetto deve essere chiaro, per evitare equivoci e fraintendimenti. Ed ancora, il ministro dell’Economia Gualtieri, ha sottoposto l’attenzione all’idea di un nuovo Patto Sociale, in maniera tale da poter ragionare sui nuovi modelli si sviluppo a fine pandemia. Ci sarà bisogno anche di nuove forme contrattuali, adeguate alle nuove tipologie di lavoro digitale che si stanno affacciando. Non ci resta che attendere la pubblicazione del decreto maggio, che dovrebbe avvenire nel corso dei prossimi giorni.



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