Domus Coop, persone che fanno casa: storia e attività di una storica coop. sociale romagnola

Domus Coop è un punto di riferimento in vari ambiti che spaziano dall’educazione dei minori all’accoglienza di bambini, mamme in difficoltà e persone con disturbo psichico, fino a progetti specifici per l’avviamento al lavoro di individui con svantaggio sociale.

Domus Coop è una storica cooperativa sociale del territorio romagnolo, una fra le prime esperienze in Italia che diedero forma all’intuizione che la cooperazione potesse essere lo strumento più idoneo per garantire servizi nell’ambito sociale e assistenziale, prima a carico dell’ente pubblico. Forlì e Brescia, in ambito nazionale, furono i territori pionieristici per la nascita della cooperazione sociale, anche grazie all’impegno di cooperatori illuminati come Gino Mattarelli (forlivese) e Giuseppe Filippini (bresciano), riconosciuti come padri della cooperazione sociale italiana.


La storia della Domus Coop

domus coop

Le prime cooperative sociali italiane nacquero per lo più come evoluzione di precedenti esperienze associative di volontariato, fortemente motivate da valori solidali, che si trovavano nella necessità di organizzare servizi di assistenza e cura. Domus Coop fu un’eccezione: nel 1982, quando fu costituita, non era preesistente alcuna realtà di questo tipo. Venne creata per poter partecipare ad un bando per la gestione di una struttura socio-sanitaria di assistenza agli anziani del territorio romagnolo: la cooperativa si aggiudicò questa gara e avviò la propria attività. Il gruppo dei fondatori, guidato dalla presidente Angelica Sansavini, ha sempre sottolineato, pur nella consapevolezza di fare impresa, l’ispirazione del proprio lavoro nella dottrina sociale della Chiesa.

Da allora ad oggi di strada ne è stata fatta tanta: oggi Domus Coop è un punto di riferimento in vari ambiti che spaziano dall’educazione dei minori all’accoglienza di bambini, mamme in difficoltà e persone con disturbo psichico, fino a progetti specifici per l’avviamento al lavoro di individui con svantaggio sociale. Dall’ultimo bilancio sociale (riferito al 2019) si desumono alcuni dati di grande rilievo:

  • gli addetti sono ben 157 (93 donne e 64 uomini) con un aumento di 26 unità rispetto all’anno precedente (età media 42 anni e anzianità media 12);
  • il fatturato si attesta sui 6,666 milioni di euro con un incremento del 3,4% rispetto al 2018;
  • sono state attivate 3.500 ore di formazione e aggiornamento del personale.

Le strutture e i servizi della Cooperativa

Oggi le strutture e i servizi della cooperativa sono molteplici. Nell’ambito educativo sono attivi:

  • il Centro San Martino,
  • il Centro Charlie Brown (riservati a bambini dai 6 ai 15 anni)
  • il Centro L’Oratorio (ragazzi 14-18 anni), che svolgono attività di sostegno allo studio, di socializzazione ed aggregazione, anche tramite l’attivazione di laboratori manuali ed artistici.

Nel periodo estivo queste esperienze hanno un seguito con i relativi centri estivi, che propongono attività educative di taglio più ludico ed esperienziale.

Nell’ambito dell’accoglienza residenziale sono attive:

  • Casa Santa Chiara (minori in difficoltà),
  • Casa San Francesco e Casa Rolando (minori con disturbi psichici),
  • Casa Santa Margherita (mamme e bimbi),
  • Casa Santa Teresa e Casa San Leonardo (adulti con forti disturbi psichici) e diversi gruppi appartamento per persone con buoni livelli di autonomia.

Nell’ambito dell’avviamento al lavoro è attivo il laboratorio San Riccardo che sviluppa tre filoni di attività:

  • il confezionamento del packaging di prodotti di vario tipo,
  • la lavorazione del legno e il restauro
  • la riparazione di biciclette.

Tramite queste attività, le persone con svantaggio sociale coinvolte nei vari laboratori valorizzano le proprie capacità, affinano le abilità personali, si confrontano con i tempi della produzione, anche in vista di possibili occupazioni stabili.

Una particolarità presente nel quotidiano di Domus Coop – spiega la presidente Angelica Sansavini –  sta nelle motivazioni di ogni addetto ai vari servizi della cooperativa: oltre ad un alto livello professionale che caratterizza educatori, operatori sociali, psicologi, pedagogisti ed infermieri coinvolti nelle varie attività, è ben visibile una sorta di vocazione verso questa professione, quasi una predisposizione naturale che spinge in maniera spontanea diversi nostri collaboratori a “dare di più” di quanto dovuto dal contratto di lavoro. Questa sensibilità è stata la molla che ha fatto scattare l’avvio di più progetti innovativi, in cui alcuni dipendenti hanno messo a disposizione proprie abilità personali a servizio delle persone svantaggiate accolte. Mi riferisco, per esempio, a Saverio Russo, anima di Ri-Cicletta, la nostra officina di riparazione bicicletta, nata da una sua passione personale per questa attività, a Stefano Baldassari, che ha messo a frutto il suo sviscerato amore per i cavalli, attivando percorsi di Pet Terapy, a Stefano Del Testa, che fondando la compagnia di burattini La Ghironda, ha condiviso la passione per il teatro di figura e a Gina Carbone (ora in pensione) che, grazie alle sue abilità artistiche e manuali, è stata artefice dell’avvio dei laboratori artigianali e del gruppo teatrale della cooperativa. Si tratta di attività collaterali all’accoglienza, ma estremamente preziose nei percorsi di riabilitazione specie delle persone con disturbi psichici che vivono nelle strutture della cooperativa”.

sansavini angelica

Le strutture di accoglienza per soggetti con malattie mentali

Fra gli ambiti operativi quello della malattia mentale è senza dubbio quello che ha caratterizzato maggiormente la cooperativa, differenziandola da altre realtà sociali del territorio. L’incontro con questo tipo di disabilità viene da lontano: nel 1986 a seguito di una gara d’appalto Domus Coop fornì diverse assistenti di base a una comunità protetta nell’ambito della AUSL di Cesena, una collaborazione che si allargò, successivamente, anche all’Azienda Sanitaria di Forlì e che durò per una decina d’anni. Terminate queste esperienze, tramite gli appalti pubblici, la cooperativa decise di non disperdere il patrimonio di competenze maturate e lanciò un grande progetto, ovvero la creazione di strutture di accoglienza per persone con queste patologie in proprio.

Nacquero a Forlì Casa San Leonardo e, a distanza di un anno, Casa Santa Teresa; due strutture in un lasso così breve di tempo, in quanto le richieste di accoglienza erano numerose. Un ulteriore passo in avanti fu fatto nel 2008, quando la cooperativa costruì il complesso di via Tovini (sempre a Forlì), dove venne trasferita Casa San Leonardo e presero vita diversi gruppi appartamento per persone con le medesime patologie, ma con maggiori margini di autonomia”. Questo tipo di attività comprende anche la collaborazione con Ospedali Psichiatrici Giudiziali, per permettere a persone con disturbi psichiatrici di compiere un percorso riabilitativo in comunità e di inserimento nella società.

Questo tipo di patologia – spiega Patrizia Marchi, assistente sociale della cooperativa – è stata in costante crescita negli ultimi 25 anni con la conseguente necessità di organizzare servizi adeguati per accogliere persone con malattie psichiatriche, spesso impossibilitate a rimanere a casa propria o comunque bisognose di un’assistenza specializzata. L’approccio iniziale con utenti psichiatrici non è facile: sono persone complesse, ma che dimostrano di avere risorse inaspettate; con loro non bisogna avere fretta, ma ci sono ampi spazi per lavorare insieme, per conoscersi, per “fidarsi”, per costruire percorsi di autonomia, per accettare le indispensabili “terapie”. Per ogni persona accolta viene elaborato un progetto personalizzato; inizialmente cerchiamo di far loro apprezzare ritmi di vita famigliare, scanditi da azioni per noi scontate, come alzarsi, curare l’igiene, tenere puliti i propri spazi, essere gradevoli nel vestiario; si tratta di ricostruire le persone, è un po’ un ricominciare da capo come avviene con un bimbo piccolo. In più proponiamo attività riabilitative (ippoterapia, musicoterapia, psicomotricità) e opportunità ricreative (laboratori artigianali e artistici, attività sportive e teatrali), senza dimenticare i percorsi di avviamento al lavoro e gli aspetti sanitari, non solo intesi come terapie psichiatriche, ma come cura complessiva del benessere della persona”.

Un fronte caldo su cui Domus Coop è impegnata è certamente l’evoluzione del disturbo psichico fra i minori, situazioni delicate un tempo arginate da una conformazione delle famiglie probabilmente più favorevole: oggi, al contrario, situazioni del genere sono presenti in contesti famigliari compromessi o non in grado di garantire percorsi genitoriali adeguati. Le risposte della cooperativa a situazioni assai delicate e complesse avviene tramite la comunità educativa integrata San Francesco, nella quale vengono accolti bambini che presentano disturbi che potrebbero sfociare in derive psichiatriche.