E.L.C.A.S., una cooperativa sociale unica in Italia

E.L.C.A.S., l’unica cooperativa sociale italiana di tipo “B”, che cura progetti di inserimento lavorativo di persone con svantaggio sociale o disabilità.

Una storia particolarissima è senza dubbio quella della cooperativa sociale E.L.C.A.S. (European Life Care Ambulance System) che opera a Forlì e si occupa di diverse tipologie di trasporto di persone ammalate, tramite le proprie ambulanze di soccorso. Le attività vengono svolte in convenzione con AUSL Romagna, con IRST di Meldola (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori), oltre che a servizio di privati cittadini e anche con il Tribunale di Forlì, per quanto concerne lo svolgimento di lavori di pubblica utilità (per persone che devono scontare una pena).


L’inserimento lavorativo di persone svantaggiate

elcas

Si accennava a una storia particolare, perchè E.L.C.A.S. è l’unica cooperativa sociale italiana di tipo “B”, che cura progetti di inserimento lavorativo di persone con svantaggio sociale o disabilità, nel settore del trasporto sanitario. La legge (381/91 – disciplina delle cooperative sociali) prevede che una cooperativa, per definirsi tale, ha l’obbligo di avere nel proprio organico almeno il 30% di addetti con difficoltà. E.L.C.A.S., ad oggi, supera il 50%, in quanto degli 11 dipendenti, ben 6 ricadono in tale categoria.

L’unicità di questa realtà che opera sul nostro territorio ha radici nella storia personale del presidente Maurizio Zaccarelli, che dopo una lunga attività in Croce Rossa, si è lanciato nel 2008 in questa esperienza imprenditoriale, che era stata avviata appena 4 anni prima.

In effetti – racconta Zaccarellialcune vicende personali molto dolorose che hanno toccato da vicino la mia famiglia mi hanno spronato a caratterizzare la mia attività lavorativa in una direzione solidale. Mi sono chiesto più volte cosa potevo fare per gli altri, e la risposta che mi sono dato è stata quella di mettere a frutto le mie capacità professionali coinvolgendo nella mia attività persone in difficoltà. Certo, il trasporto di ammalati è un ambito molto delicato e lontano dalle tipiche attività che vengono svolte dalle cooperative di tipo B (giardinaggio, spazzatura, assemblaggio ecc…), ma posso assicurare che, anche persone che presentano svantaggio sociale dimostrano grande sensibilità, attenzione e premurosità, oltre ad essere disponibili ad una crescita professionale, che da noi avviene in modalità continuativa tramite un’attività di formazione costante che comprende corsi specifici, fra cui quelli di primo soccorso e di guida sicura”.

E.L.C.A.S., di fatto, ha lanciato una sfida al nostro territorio, quella di unire la professionalità, le competenze, gli investimenti con modalità di lavoro solidali in una duplice direzione: verso le persone ammalate che vengono assistite nelle fasi di trasporto e per i propri addetti, che trovano nel lavoro, un’opportunità di crescita personale e di valorizzazione della loro dignità.

Indubbiamente – continua Zaccarellil’aver connotato la nostra azienda secondo queste modalità implica un impegno probabilmente doppio. Dovessi tornare indietro, però, rifarei con decisione le scelte di molti anni fa. L’impegno che vedo ogni giorno nei miei ‘ragazzi’ è uno stimolo continuo per continuare a impegnarsi anche a fronte delle difficoltà. Certo, mi aspetterei dal Sistema qualche riconoscimento in più per il lavoro che svolgiamo e magari un’integrazione e una collaborazione maggiore con le espressioni del volontariato che operano nel nostro settore”.

La cooperativa durante l’emergenza Covid 19

I mesi critici dell’emergenza Covid19 hanno messo a dura prova la cooperativa, sia in termini di rischi per la salute degli addetti (che sono stati impegnati in numerosissimi trasporti di persone “positive”) sia in orari di lavoro decisamente superiori alla norma, al fine di rispondere con efficacia alle numerosissime richieste di intervento. Lo stesso Zaccarelli ha fatto una scelta personale particolarissima e quanto mai dolorosa per tutelare la propria famiglia (la moglie e i 4 figli): è infatti rientrato a casa per riabbracciarli, ad emergenza attenuata, in quanto, per circa 2 mesi e mezzo è rimasto in azienda, dove ogni notte ha riposato qualche ora in un sacco a pelo. Nonostante questa scelta che denota grande senso di responsabilità, Zaccarelli non si sente affatto un eroe, quanto piuttosto una persona che ha semplicemente fatto il suo dovere, consapevole che, tramite la propria professione, poteva essere di aiuto a persone in difficoltà.

Nel nostro lavoro di soccorritori con ambulanza – afferma Zaccarelliè insito il concetto di una dedizione particolare, coronavirus o meno, perché operiamo costantemente a fianco di persone fragili. Questa condizione implica che, oltre ad un’indispensabile dose di professionalità, ci voglia tanta umanità nel rapportarsi con chi soffre. Per quanto concerne l’emergenza Coronavirus siamo certamente stati colti di sorpresa e anche impauriti, sentimenti che ho condiviso con il mio staff. Ho deciso di fermarmi in azienda 24 ore al giorno, oltre che per tutelare i miei famigliari, anche per essere costantemente vicino ai miei ‘ragazzi’, affinché comprendessero che, se ci fossimo mossi in modo scrupoloso, attenendoci a ogni precauzione sanitaria, avremmo potuto fare un ottimo lavoro al servizio della comunità, tenendoci al riparo da possibili rischi di contagio personale”.

Così, di fatto, è avvenuto: il team E.L.C.A.S. – composto da 11 dipendenti e i 4 infermieri collaboratori – ha effettuato un’infinità di trasporti di persone contagiate da Covid19 e ha curato in maniera capillare i processi di sanificazione delle ambulanze, un’operazione raddoppiata rispetto ai pur alti livelli standard abituali. In più gli orari di lavoro della cooperativa si sono decisamente dilatati, un fatto che dimostra un grande attaccamento al lavoro, diretta conseguenza della consapevolezza di svolgere un compito di alto valore etico, a fianco di persone che soffrono.

La certificazione di qualità

Nello scorso mese di giugno, la cooperativa sociale Elcas ha conseguito la certificazione ISO 9001:2015, un ulteriore passo in avanti per qualificare i propri interventi, per soddisfare le esigenze degli utenti/clienti ed, in definitiva, per consolidare l’idea che questo tipo di lavoro, pur reggendosi su criteri economici, risponde anche a una vocazione personale di ogni addetto, rivolta al generoso sostegno delle fragilità umane.

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