Ferie illimitate ai dipendenti: ecco perché Amantha Imber è il capo che tutti sognano

Gli scettici pensano che a vincere saranno i “fannulloni”, ma l’imprenditrice non ha dubbi: i collaboratori che hanno pieno controllo del loro tempo lavorano meglio

Forse vi sembrerà strano, ma in Australia c’è una giovane imprenditrice che paga i suoi dipendenti anche quando sentono il bisogno di rimanere a casa. Si chiama Amantha Imber ed è la fondatrice di “Inventium”, una società di consulenza per le innovazioni che vanta, tra i suoi clienti, Google, Coca-Cola, Google, Disney, Lego e American Express (solo per citarne alcuni). Quello che, in estrema sintesi, Amantha fa è concedere ai suoi collaboratori la possibilità di fruire di un numero illimitato di ferie. Che vengono regolarmente retribuite. Il vantaggio? Se i dipendenti riescono ad avere il pieno controllo del tempo che devono dedicare al lavoro, possono organizzare meglio le loro vite. Ed esprimersi al massimo delle loro possibilità in ogni circostanza.


Ferie illimitate per tutti

L’idea di base – che Amantha Imber non considera neanche particolarmente rivoluzionaria – è quella di mettere i propri dipendenti nella condizione di potersi prendere tutte le ferie che desiderano, in qualsiasi periodo dell’anno. Senza temere che il capo li metta alla porta. Perché? Perché secondo Amantha, è fondamentale che i collaboratori diano sempre il meglio di sé e arrivino in azienda motivati e ispirati.

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Se un sottoposto sente la necessità di recuperare le forze, dopo un periodo di forte stress, è giusto che rimanga a casa. Dove potrà “ricaricare le batterie” dedicandosi a qualcosa di diverso. Non solo: secondo la giovane imprenditrice australiana, il sistema non premia a sufficienza la dedizione di quei lavoratori che, per vari motivi, si ritrovano a fare gli straordinari“E’ così ingiusto che le aziende tengano conto delle ferie e non delle ore lavorate in più – ha dichiarato, al Daily Mail, Amantha Imber – E’ come se dicessero: ‘Puoi lavorare tanto quanto vuoi, ma riceverai sempre lo stesso numero di giorni di vacanza'”. 

Le obiezioni degli scettici

Le obiezioni non sono mancate: i più critici temono che la politica aziendale della giovane imprenditrice spiani la strada al lassismo più assoluto e premi i lavoratori “fannulloni”, che potranno rimanere a casa percependo regolarmente il loro stipendio. Al loro scetticismo, la Imber ha risposto affermando che è solo riponendo la massima fiducia sui propri dipendenti che si possono centrare i risultati più gratificanti. “Dando a loro il controllo – ha spiegato la fondatrice di “Inventium” – inizieranno ad essere responsabili dei loro livelli di energia e a creare un equilibrio tra lavoro e vita privata“. A tutto vantaggio della società che potrà fare affidamento su persone più serene, appagate e organizzate. E dunque più produttive. L’essenziale è tenere lo stress e la spossatezza lontani dalle scrivanie e mettere tutti nella condizione di dare il meglio di sé e di gestire autonomamente il proprio tempo. Secondo le esigenze e i bisogni del momento.

Le ferie in Italia

Lo schema proposto da Amantha Imber non ha nulla a che spartire con il sistema vigente in Italia. Dove anche le aziende più innovative faticano a fare concessioni su questo fronte. Partiamo col dire che il numero di giorni di ferie regolarmente pagate viene definito dal contratto nazionale collettivo e che la determinazione dello stesso periodo feriale spetta unicamente al datore di lavoro. Cosa vuol dire? Che è il capo a stabilire come e quando possiamo andare in ferie. Ma attenzione, esistono (per fortuna) dei vincoli da rispettare: il datore di lavoro che stabilisce il piano di ferie del suo dipendente deve, infatti, tener conto dei suoi interessi; comunicarglielo con un margine di anticipo congruo e rispettare il principio secondo cui le ferie devono essere godute entro l’anno. Perché in caso contrario, potrebbe arrivare a pagare fino a 4.500 euro di sanzione amministrativa.