Fondi alla Cultura: dall’Europa un miliardo e mezzo di euro

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4162" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/EuropaCreativa.jpg" style="width: 160px; height: 90px; margin: 3px; float: left;" width="600" height="337" />In controtendenza con le numerose <strong>riduzioni di budget</strong>, l’Unione Europea <strong>per il periodo 2014-2020</strong> ha aumentato del 9% lo stanziamento di fondi per le iniziative culturali, creative ed artistiche. Attraverso il programma <strong>Europa Creativa </strong>infatti, i più meritevoli tra i molti (e molto coraggiosi) operatori culturali residenti nel territorio Ue andranno euro per <strong>quasi un miliardo e mezzo</strong>. Un’iniziativa che per qualcuno forse striderà con la recentissima </span><span style="color:#008080;"><strong>chiusura di Presseurop</strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">da parte della Commissione Europea</span></span></span> (sito d’informazione tradotto parallelamente in 10 lingue, la cui attività si è fermata il 20 dicembre scorso ed al quale è immediatamente seguito un </span><span style="color:#008080;"><strong>sito-community a tema</strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> messo in piedi dagli autori), ma che resta comunque un <strong>apprezzabile tentativo</strong> di sostenere, non solo economicamente, le opere culturali ed artistiche ed unitamente i loro creatori, messi in seria difficoltà dalla straordinariamente lunga crisi finanziaria.</span></span></span>

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Con<strong> Europa Creativa</strong> l'Ue si propone di fondere insieme <strong>tre programmi</strong>, preesistenti : <strong>Cultura, MEDIA e MEDIA Mundus</strong>. Per dare un’idea della portata, in riferimento al solo Programma Cultura (ora divenuto <strong>Sub-programma</strong>, come lo definisce </span><a href="http://www.ccpitaly.beniculturali.it/programma-cultura-europa.aspx?sez=2"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong>il sito ministeriale CCPitaly</strong></span></a><span style="color: rgb(0, 0, 0);">) per il periodo 2007-2013 l’Ue aveva stanziato 400 milioni di euro. Tale programma era ed è mirato a rafforzare le reti culturali internazionali e per i prossimi anni (a partire dal 1 gennaio 2014) sarà unito al Programma MEDIA che “promuove lo sviluppo dell'industria audiovisiva europea”&nbsp; ed a quello che prende il nome di MEDIA Mundus, il quale supporta la cooperazione tra i professionisti dell’audiovisivo in Europa e nel resto del mondo. Dall’aumento degli stanziamenti ad arte, editoria, letteratura e via dicendo, l’Europa pare aspettarsi non solo una maggiore diffusione della cultura in se stessa, ma anche <strong>una crescita dell’occupazione di settore</strong>.</span></span></span>

Come? Tra le altre cose, anche andando a finanziare gli operatori più piccoli, spesso snobbati (altrettanto spesso a torto), con interventi mirati. Pensare che chiunque possa accedere a tali finanziamenti è però fuori luogo. Per prima cosa, anche se il budget a disposizione è stato incrementato rispetto al periodo precedente, resta, come è ovvio che sia, una cifra che ha un suo limite. In secondo luogo esistono criteri ben definiti (di cui vi parleremo a brevissimo) per richiedere e per accedere alle agevolazioni. In ogni caso il Ministero dei Beni Culturali ha predisposto strutture fisiche e digitali appositamente pensate  per fornire supporto a chi fosse interessato ad un finanziamento di natura europea. Le prime “call” sono state realizzate già  il 10 dicembre scorso, ma nel 2014, anno per il quale è previsto uno stanziamento di 170 milioni di euro (per il totale dei paesi EFTA), iniziative simili si susseguiranno periodicamente per l’intero arco dei 365 giorni. La fine del 2013 è stata anche l’occasione per modificare e rinnovare le strutture di cui sopra, adattandole alla diversa natura dei sub-programmi raccolti nella macro-area  di Europa Creativa.


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