In arrivo Facebook at Work: cos’è e cosa offrirà ai lavoratori

Più condivisione e collaborazione in ufficio: questo e altro ancora dovrebbe garantire l'ultima creatura di Zuckerberg &co.

Cosa hanno in comune aziende come la Heineken e la Royal Bank of Scotland? Apparentemente nulla. Fatta eccezione per la loro partecipazione alla fase di sperimentazione avviata, già un anno fa, da un colosso della comunicazione 2.0 che sta mettendo a punto un ambizioso progetto. Ci riferiamo a Facebook at Work, l’ultima creatura di Menlo Park che, stando alle indiscrezioni riferite dal giornale americano The Information, starebbe predisponendo gli ultimi aggiustamenti per il social network pronto ad entrare in ufficio. Con il bene placito dei capi, orientati a dotarsi di un nuovo strumento innovativo studiato per rendere il lavoro dei loro dipendenti più agevole. La piattaforma dovrebbe debuttare a ottobre nel mercato e offrire servizi che – nelle intenzioni di Mark Zuckerberg e soci – dovrebbe sbaragliare la concorrenza. Ci riuscirà? Difficile a dirlo per il momento.


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Cos’è Facebook at Work

Partiamo col dire che di Facebook at Work si parla già da qualche tempo. Il progetto ha iniziato a prendere forma nel 2014 e nel 2015 – come già accennato – ha previsto l’avvio della fase di sperimentazione presso alcune aziende internazionali. Che avrebbero consegnato feedback positivi. Ma cos’è esattamente Facebook at Work? La versione professionale del popolarissimo social network, programmato per mettere a disposizione dei lavoratori una bacheca con tanto di gruppi, eventi, servizio di messaggistica istantanea e un “feed” di notizie e informazioni mirate. Non solo: Facebook at Work dovrebbe offrire anche un servizio di chiamate video e audio (simile a Skype) e la possibilità di visionare in tempo reale filmati di lavoro. L’ultima creatura di Zuckerberg &co. punta, insomma, a rendere più facile la vita dei dipendenti di tutto il mondo. Offrendo loro una serie di “tools” studiati per facilitare la comunicazione e la condivisione di materiale tra i vari dipartimenti. Lo strumento consentirà, infatti, di programmare lavori in team, scambiare idee ed informazioni e realizzare progetti collettivi.

Un primo confronto coi competitor

Gli addetti ai lavori si chiedono se Facebook at Work avrà il successo che i suoi ideatori sperano di ottenere? Ad arrivare prima di lui sul mercato sono stati, infatti, Slack (la piattaforma studiata per ottimizzare la comunicazione all’interno delle aziende) e Yammer (il social network targato Microsoft che  offre già molti dei servizi preannunciati da Facebook). Da Menlo Park sperano di sbaragliare la concorrenza puntando, però, su un costo competitivo. Per il momento si tratta solo di rumors, ma i beninformati riferiscono che all’abbonamento mensile di 12,20 dollari proposto da Slack ed a quello che può raggiungere i 24 dollari al mese di Yammer, Facebook vorrebbe rispondere con un’offerta più flessibile e vantaggiosa. Che consentirà ai capi azienda di pagare dagli 1 ai 5 dollari al mese per ogni dipendente autorizzato ad utilizzare la nuova piattaforma. Di più: la speranza degli ideatori di Facebook at Work è che i professionisti “digitalizzati” scelgano di premiare il network che propone la stessa grafica del social più cliccato del globo. A fare da apripista, insomma, dovrebbe essere il Facebook tradizionale che, come è ben noto, ha procurato non pochi problemi ai dipendenti più incauti, colti a “postare” dal computer dell’ufficio in orario di lavoro.



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