In bici contro il diabete: pedalare fa bene al corpo e alla mente

Andare in ufficio con la "due ruote" fa risparmiare denaro e tiene lontano lo stress. Ma attenzione: qualche precauzione deve essere presa

Fare sport, si sa, è un toccasana. Anche per questo, sempre più aziende progettano di realizzare, al loro interno, palestre più o meno attrezzate, per consentire ai loro dipendenti di allenare muscoli e cervello. Staccare dai ritmi stressanti dell’ufficio e concedersi anche solo un’oretta di attività fisica può avere, infatti, effetti incredibilmente benefici. Esattamente come andare in bicicletta: pedalare fa bene alla salute e allontana dal rischio di contrarre malattie come il diabete. Ecco perché l’idea di andare al lavoro in bici potrebbe rivelarsi quanto mai felice. A patto che si sia pronti ad affrontare la “sfida” e si prendano tutte le precauzioni necessarie.


al lavoro in bici

L’ultimo studio realizzato dalla University of Southern Denmark non lascia spazio a dubbi: spostarsi regolarmente in bicicletta consente di prendere la “volata” sul diabete. La ricerca, condotta su un campione di 50 mila persone tra i 50 e i 75 anni, ha infatti dimostrato che chi pedala regolarmente corre il 20% di rischi in meno di ammalarsi. A prescindere dall’età, dal peso, dall’alimentazione e dalla preparazione atletica pregressa. In pratica, in qualsiasi momento decidiate di mettervi al manubrio della vostra “due ruote”, non potrete che constatare gli effetti benefici che avrà sulla vostra salute. Pedalare mette, infatti, in moto un numero poderoso di muscoli delle gambe, fa bruciare i grassi e facilita l’attività dei trasportatori di glucosio. Il risultato finale? Il tasso glicemico scende notevolmente, allontanando il rischio di dover iniziare una terapia a base di insulina.

I risultati certificati dai ricercatori danesi sono stati così positivi da spingerli a promozionare lo sviluppo di programmi specificamente studiati per incentivare le persone ad andare in bicicletta. Anche quando raggiungono il posto di lavoro. In alcuni Paesi come la Francia è già una realtà consolidata (che consente, tra l’altro, di guadagnarci anche in termini strettamente economici) e anche in alcune zone dell’Italia, se ne inizia a parlare con un certo interesse. Ma quali sono i reali vantaggi legati alla scelta di andare al lavoro in bicicletta? Partiamo dalla constatazione più ovvia: inforcare una bici e lasciare l’automobile in garage significa, innanzitutto, risparmiare in carburante, bollo e assicurazione. Ma anche scongiurare il rischio di rimanere imbottigliati nel traffico dell’ora di punta e di non trovare parcheggio, una volta arrivati a destinazione. Per non parlare dell’ambiente: la “due ruote” è, infatti, il mezzo più eco-friendly che si possa scegliere, anche in termini di inquinamento acustico.

Fin qui i vantaggi pratici, ma – come già detto – a beneficiarne fortemente potrà essere anche il fisico. E la mente, che troverà molto più rigenerante percorrere le strade in bici che in auto o sui mezzi di trasporto pubblico. Si tratta, infatti, della modalità di spostamento meno stressante che si possa immaginare, capace di procurare un benessere psico-fisico che potrebbe avere riverberi importanti sull’intera giornata lavorativa. Per quanto è doveroso ammettere che spostarsi in bicicletta non è sempre così facile. Anzi: non tutte le città del Bel Paese sono dotate di piste ciclabili che mettono i corridori al riparo dalle manovre (più o meno spericolate) di automobilisti e scooteristi. E la qualità del manto stradale è talvolta così compromessa da trasformare il viaggio in una vera e propria corsa ad ostacoli. Per questo, è necessario prepararsi ed attrezzarsi per bene. Prima di salire in sella, occorre accertarsi di avere tutto quello che serve con sé: giubbotto catarinfrangente, caschetto e mascherina anti-smog (nel caso in cui si sia costretti a pedalare in strade particolarmente trafficate).

Ma non solo: la preparazione di chi sceglie di andare al lavoro in bicicletta deve essere anche mentale. I tragitti potrebbero rivelarsi particolarmente impervi (anche se è sempre possibile optare per un sentiero alternativo) e la prestanza fisica e l’allenamento potrebbero non bastare. Pedalare può diventare un’esperienza dispendiosa, in termini di energia mentale, e chi sceglie di sperimentarla deve essere pronto a imprevisti di ogni genere. Gli ostacoli lungo la strada non mancheranno (salite e buche si faranno metafore perfette delle difficoltà della vita), ma arrivare a destinazione sarà quanto mai gratificante. E utile, visto che l’esercizio quotidiano renderà inevitabilmente più “allenati” e fiduciosi. E predisporrà a risolvere, con maggiore disinvoltura, i problemi che si presenteranno a casa e in ufficio.



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