La Locanda dei Girasoli, interessante esperienza lavorativa per ragazzi con sindrome di Down

Vi presentiamo la Locanda dei Girasoli, un ristorante romano inaugurato nel 1999 frutto di un progetto di inclusione sociale, al cui interno lavorano giovani con la sindrome di Down.

A fine degli anni ’90 un po’ di strada, in termini di integrazione delle persone con disabilità ne era stata fatta: di certo almeno i pregiudizi sulle diversità, imperanti negli anni ’60 e ’70, che provocavano l’ingiusto fenomeno della vergogna per un figlio disabile e il conseguente relegamento in casa, potevano considerarsi superati. Ma la piena dignità umana, al pari dei normodotati, anche in termini di diritti lavorativi, era sicuramente un obiettivo ancora tutto da conquistare, nonostante che  le precise disposizioni di legge sia sulla cooperazione sociale di tipo B, sia sul collocamento obbligatorio, fossero già attive.


La Locanda dei Girasoli: un progetto di inclusione sociale

Locanda dei Girasoli

Fra le esperienze di quel periodo che consentivano l’integrazione fra disabili e normodotati, pionieristiche per tutto il territorio nazionale, un posto di rilievo spetta, e non solo per l’originalità, alla Locanda dei Girasoli, un ristorante romano, che fu inaugurato nel 1999, al cui interno lavoravano alcuni giovani con la sindrome di Down, frutto di un progetto di inclusione sociale promosso da una coppia di genitori, per offrire un’opportunità di lavoro al proprio figlio affetto da Trisomia 21 e ad altri ragazzi con la medesima patologia.

Fu indubbiamente coraggioso avviare un’attività del genere, unica sul territorio nazionale e nello stesso tempo geniale, perchè la simpatia innata delle persone con Sindrome di Down e la loro coinvolgente capacità di relazionarsi con gli altri sono predisposizioni indispensabili per il rapporto con la clientela, specie in un contesto di ristorazione. Fu comunque una sfida lanciata ad una società spesso sorda o poco avvezza a cogliere possibili abilità non riconducibili a stereotipi convenzionali.

Una scommessa vinta: parla il direttore della Locanda

Girasoli

Quella scommessa fu vinta – raccolta Ugo Minghini, da 14 anni direttore della Locanda – offrendo un lavoro dignitoso nei primi anni a 4 ragazzi disabili: un percorso non facile, segnato da crisi e ripartenze, guidato fino a 7 anni fa dalla cooperativa sociale I Girasoli e successivamente preso in carico dal Consorzio Sintesi (struttura sociale di coordinamento sulle disabilità che opera oltre che a Roma, anche a Napoli e Palermo) che, grazie alle proprie risorse, ha permesso un salto di qualità alla Locanda in termini di consistenza dei posti di lavoro: oggi siamo complessivamente 21 dipendenti, fra cui 10 ragazzi disabili (9 con Trisomia 21 e 1 autistico), tutti assunti con regolare contratto a tempo determinato”.

catering locanda girasoli

Il nostro menù – continua Ugo Minghini – spazia dalla pizza alle specialità della cucina laziale, come i tradizionali Cacio e Pepe o l’Amatriciana e i Saltimbocca alla Romana, ma ogni tanto non ci dispiace curiosare nelle tipicità di altri territori e cimentarsi anche su piatti di altre tradizioni regionali: in ogni caso privilegiamo l’utilizzo di materie prime del territorio e delle produzioni agroalimentari locali. Non a caso da 4 anni abbiamo conseguito la qualifica di ambasciatori delle eccellenze gastronomiche laziali. Abbiamo solo un cruccio che sta nella posizione del nostro locale: siamo in via dei Sulpici, all’interno del quartiere Numinio Quadrato nella zona Tuscolana, un luogo fuori dai circuiti turistici della città. Ciò significa che non siamo in grado di intercettare clientela di passaggio: in sostanza chi viene da noi, ha preventivamente deciso di visitarci. Certo questo è un limite, m anche una condizione che ci ha permesso di fidelizzare la nostra clientela, che sa bene che alla Locanda trova un clima sereno e famigliare, favorito dai nostri ragazzi e dai loro sorrisi, che sono un vero e proprio valore aggiunto. Capita che quando arriva un cliente nuovo si possano verificare qualche attimo di stupore e un leggero smarrimento, sensazioni che si dissolvono nel maggior numero dei casi, a fronte della bontà di quanto serviamo e della strabiliante professionalità dei nostri ragazzi. Sono gli stessi nostri clienti che ci gratificano, dicendoci che a fine pasto se ne vanno decisamente arricchiti”.

Non solo ristorazione, ma anche formazione

cucina locanda

La Locanda dei Girasoli non si limita alla ristorazione, ma vi abbina anche un’attività strutturata di formazione, grazie alla quale sono stati inseriti nello staff diversi ragazzi con disabilità: i corsi proposti, poi, sono stati, in alcune occasioni, anche un’opportunità di professionalizzazione per altre persone con svantaggio sociale per il loro inserimento in altri contesti lavorativi. Di rilievo anche l’attività di sensibilizzazione implementata tramite il progetto “Scuola inclusiva”, che si sviluppa in incontri con gli studenti, durante i quali viene raccontata l’esperienza della Locanda, con un particolare riferimento all’inclusione delle diversità nelle scuole, con significative riflessioni sul rapporto con le persone fragili, sul bullismo e sui rischi che episodi del genere si possano verificare anche con giovani disabili.

Le nostre prospettive per il futuro – conclude Ugo Menghini – sono rivolte, in realtà, al tempo presente: come tutte le strutture di ristorazione siamo stati costretti alla chiusura durante l’emergenza Covid 19: abbiamo riaperto il 22 maggio e in questi primi giorni non si sono registrate presenze molto numerose. L’invito che facciamo ai romani e anche a tutti i turisti che in questi giorni ricominciano a visitare la capitale è quello di farci visita per gustare le nostre specialità, unite al significativo valore aggiunto che la nostra realtà esprime”.

pizze croce rossa

C’è da dire, a conferma del grande cuore solidale che anima tutto lo staff della Locanda dei Girasoli, che nel periodo del lockdown, in realtà il locale, pur essendo chiuso al pubblico, ha conservato l’operatività e ha sfornato circa 150 pizze al giorno che sono state donate ai più bisognosi della città, con il supporto della Croce Rossa, che si è occupata della consegna.

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