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Lavori da remoto? 10mila dollari per te se ti trasferisci in Oklahoma [video]

Che cosa è e come funziona un relocation program? Ce lo racconta il managing director di Tulsa Remote, il programma di relocation di maggior successo in USA, che abbiamo incontrato al Web Summit di Lisbona

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Il titolo è volutamente clickbait perché in realtà devi lavorare da remoto ma negli USA (quanto meno, se non sei cittadino americano, devi avere la Green Card) e soprattutto devi superare una rigida selezione per usufruire del contributo di 10.000 dollari. Non c’è nulla di automatico.

In ogni caso quello di Tulsa in Oklahoma è il programma di relocation di maggior successo negli USA perché ha già spostato oltre 2000 persone.

Helena Hagan ha intervistato Justin Harlan, il managing director di Tulsa Remote, al Web Summit di Lisbona

Cosa è un programma di relocation?

Un relocation program è un meccanismo regolato e gestito da una organizzazione che ha lo scopo di attrarre persone di talento a vivere e lavorare in una determinata area o città. Negli USA, ma non solo lì, ce ne sono molti ma quello di Tulsa è rivolto principalmente ai lavoratori, e alle loro famiglie, che lavorano da remoto e che dunque possono trasferirsi senza doversi cercare un nuovo lavoro in zona perché si portano dietro quello che hanno già.

I vantaggi sono evidenti: si attraggono persone qualificate e di talento (per questo a Tulsa fanno la selezione) che trasferendosi vengono a spendere il loro stipendio e a investire in città, magari comprando una casa di abitazione. Allo stesso tempo la comunità si arricchisce di nuove professionalità che possono dar vita a nuove imprese (startup).
Le persone che si trasferiscono invece godono di una qualità della vita più alta e minori costi delle case e della vita rispetto alle tradizionali grandi città americane (San Francisco e New York su tutte).

Nel caso di Tulsa Remote, questo il nome ufficiale del programma, chi si trasferisce oltre ai 10mila dollari ottiene l’uso di un coworking (anche per i familiari), consigli e supporto per trovare una casa (in affitto o da acquistare) ed eventi di socializzazione per inserirsi nella comunità locale.

Il programma nasce nel 2018, quindi ben prima della pandemia che ha spinto enormemente anche in USA il remote working, ma è esploso negli ultimi tempi, se si considera che dei 2100 membri del programma 1000 sono stati inseriti nell’ultimo anno.

Come funziona il programma di relocation Tulsa Remote?

E’ molto semplice accedere, c’è un sito molto ben fatto che illustra bene il progetto in tutte le sue sfaccettature e naturalmente c’è un form per presentare la propria candidatura. Passare la selezione invece non è facile, visto che il programma riceve oltre 20 mila candidature l’anno.
Uno dei requisiti per passare la selezione è la capacità di stare almeno 12 mesi a Tulsa e una volta accettati nel programma se si va via prima si deve restituire tutto. Cosa che evidentemente succede molto raramente perché il programma ha riscosso negli anni un grandissimo successo: il 90% di chi si è trasferito a Tulsa è restato più di 12 mesi; insomma chi si è trasferito è diventato parte della comunità locale a tutti gli effetti.

Impatto economico sulla città di Tulsa

L’impatto economico dei remote workers sull’economia della città è molto positivo. Il programma è finanziato da una fondazione privata ma è supportato economicamente anche dallo Stato dell’Oklahoma. Gli studi hanno rivelato che per ogni dollaro speso nel programma ce ne sono stati oltre 14 di ritorno, dunque un ROI fantastico per la città di Tulsa.

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