Lavoro agile: in aumento le mansioni che possono essere svolte da casa

In aumento anche in Italia lo Smart Working, con un +20% rispetto lo scorso anno

In Italia lo Smart Working, ossia una nuova filosofia del lavoro e della sua stessa organizzazione è in aumento. Infatti, sono più di 570 mila gli smart worker in Italia, con una crescita del +20% rispetto allo scorso anno. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare, per arrivare ai livelli di altri Paesi in cui nuove forme di organizzazione del lavoro hanno ormai preso piede.


In Italia aumenta lo Smart Working, il nuovo modo per organizzare il lavoro

Lo Smart Working è in aumento in Italia, registrando una crescita del +20% rispetto allo scorso anno. Sono circa 570 mila coloro che vengono definiti smart worker, ossia lavoratori che possono gestire in maniera autonoma il loro lavoro, scegliendo gli orari ed i luoghi in cui poter lavorare, il tutto grazie alla presenza di strumenti sempre più digitali e tecnologici. Si tratta di una nuova tendenza nella gestione ed organizzazione del lavoro che si sta sviluppando anche in Italia, seppure  a rilento rispetto gli altri Paesi sia europei che non. Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, si tratta di un fenomeno in crescita, ma a rilento rispetto altri luoghi, probabilmente a causa della scarsa digitalizzazione del nostro Paese.

Lavoro: che cos’è lo Smart Working?

Si tratta di una nuova concezione del lavoro e della sua organizzazione, legata al mondo digitale e tecnologico. Stiamo parlando di una vera e propria filosofia, in cui i dipendenti possono godere di maggiore libertà e flessibilità, in quanto sono in grado di gestire in maniera autonoma il loro lavoro. Questi, grazie a strumenti digitali, possono lavorare da casa o da qualsiasi altro posto nel mondo, decidendo gli orari di lavoro. Nello Smart Working la cosa importante è raggiungere i risultati prefissati, indipendentemente dal tempo richiesto e dal luogo fisico in cui si lavora. L’importante è consegnare il lavoro ben fatto, non importa dove questo sia stato svolto.

Il grado di soddisfazione tra i dipendenti

Secondo la ricerca, il lavoro intelligente aumenta il grado di benessere e soddisfazione dei dipendenti. Infatti, il 76% degli smart worker si sente soddisfatto della sua professione lavorativa contro il 55% degli altri dipendenti che lavorano in maniera classica. Aumenta il senso di appartenenza e di coinvolgimento. Una tendenza che si sta facendo sempre più largo anche in Italia. Nel 2019 sono aumentate le imprese che hanno deciso di abbracciare questa forma di organizzazione lavorativa, con il 58% delle imprese che hanno avviato progetti di Smart Working. A queste si aggiunge il 7% delle realtà che hanno attivato già iniziative informali ed il 5% delle imprese che lo farà nei prossimi mesi. Anche tra le pmi si è avuto l’aumento dello Smart Working, a dimostrazione di quanto qualcosa si stia muovendo anche in Italia.

Il lavoro intelligente tra le Pubbliche amministrazioni

Una crescita significativa del lavoro intelligente si è avuta nelle Pubbliche amministrazioni. Infatti, nel giro di un solo anno, sono quasi raddoppiati i progetti di Smart Working, passando dall’8% al 16%. Ed ancora, il 7% delle Pubbliche amministrazioni ha attivato delle iniziative di carattere informale, mentre il 6% ha affermato che le attiverà nel corso dei prossimi 12 mesi. Tuttavia, nonostante la crescita in Italia sia evidente, sono ancora 4 su 10 le aziende sia pubbliche che private, che ancora non hanno attivato alcun progetto di lavoro intelligente, altre sono incerte (31%), altre ancora non sono affatto interessate (7%).

Benefici e problematiche del lavoro intelligente

Sono tanti e differenti i benefici che possono derivare dal lavoro smart. Prima di tutto c’è la possibilità di migliorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata (46%), aumenta anche la motivazione ed il coinvolgimento dei vari dipendenti (35%). Però non è tutto oro ciò che luccica, infatti, secondo alcuni manager lo Smart Working comporta anche alcune problematiche. Prima fra tutte la difficoltà di gestire le urgenze (34%) ma anche nell’utilizzo delle tecnologie (32%) e nella generale pianificazione delle attività (26%). Per alcuni dipendenti, l’aspetto critico dello Smart Working è quello di un sentimento di isolamento (35%), ma anche distrazioni esterne (21%), problemi vari di comunicazione e collaborazione virtuale (11%) ed in fine la barriera tecnologica (11%). Insomma, un mondo particolarmente interessante che porta sia vantaggi che svantaggi, dipende da come viene gestito il tutto.

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