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Lavoro e Iper-connessione, una start-up per arginare il problema

L’iper-connessione è una problematica generazionale che assume sempre maggior rilievo nelle nostre vite personali e lavorative ed è a questo proposito che una start-up italiana chiamata Sloff offre una soluzione per arginare il problema.

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Lavorare in iperconnessione non favorisce il benessere organizzativo delle aziende, impatta negativamente sulla salute psicofisica dei dipendenti e, conseguentemente, sulla loro produttività; un costo fantasma che, per il datore di lavoro, si traduce mediamente in 15.840 € all’anno per dipendente!

Cosa si intende esattamente per “iper-connessione”?

Possiamo definire l’iperconnessione come la tendenza e il bisogno di rimanere costantemente connessi alla rete e utilizzare i mezzi tecnologici percependo faticosamente il distacco da essi, in particolare dallo smartphone. Si stima che due terzi delle persone soffrano di nomofobia (fobia di essere senza cellulare) e di questi il 70% ne soffre in forma moderata e grave.

Lo smartphone è ormai una sorta di estensione artificiale dei nostri arti superiori. L’attaccamento costante e le molteplici notifiche che quotidianamente riceviamo ci mettono in uno stato di allerta e ci inducono ad un costante senso di obbligo ad essere reperibili, provocando uno stress inutile. E’ bene ricordare che ogni malattia cronica che conosciamo è esacerbata dallo stress.

Sloff, una start-up contro l’iper-connessione

L’iper-connessione è una problematica generazionale che assume sempre maggior rilievo nelle nostre vite personali e lavorative ed è a questo proposito che una start-up italiana chiamata Sloff offre una soluzione per arginare il problema. Sloff è una piattaforma destinata alle imprese che contrasta il problema dell’iper-connessione aumentando il benessere e la produttività in azienda. Si tratta, brevemente, di un’applicazione che, attraverso l’uso di un timer, aiuta i dipendenti a disconnettersi e li premia per il tempo trascorso lontano dallo smartphone.

iperconnessione

Quando l’utente sente la necessità di disconnettersi e/o di concentrarsi, attiva il timer per il tempo che ritiene necessario (il massimo settabile è 60 minuti) e quindi spegne lo schermo lasciando scorrere il conto alla rovescia. In questo modo, l’utente si autoimpone una pausa e trova uno spazio personale lontano dalle tentazioni della rete. Nel caso in cui l’utente dovesse essere tentato ad utilizzare lo smartphone durante questa sessione di focus, verrà penalizzato con il decurtamento del tempo che stava accumulando. Infatti, ogni sessione di «focus» è utile ad accumulare il tempo necessario per riscattare il premio che la stessa azienda mette a disposizione per il proprio dipendente attraverso una challenge.

Cerchiamo di fare chiarezza con un esempio. Se l’obiettivo di una challenge è di raggiungere 20 ore di disconnessione in un mese, l’utente può fare più sessioni di focus di massimo un’ora ciascuna per accumulare il tempo necessario a sbloccare il premio. Quindi se ad esempio l’utente effettua la prima sessione di focus da 60 min è al 5% del raggiungimento dell’obiettivo stabilito.

La gamification nelle aziende è sempre più utilizzata in quanto metodo estremamente efficace per contrastare l’abbassamento generale del coinvolgimento dei dipendenti nelle aziende. Incoraggiare la motivazione al lavoro è fondamentale in un contesto lavorativo moderno e in costante mutamento come quello di oggi, governato da continui cambiamenti, instabilità e l’aumento sempre maggiore di contesti di smart working.

Utilizzando la gamification, datori di lavoro e responsabili HR possono riuscire ad aiutare i dipendenti ad essere più interattivi, gratificati e attenti al proprio lavoro. I processi di gamification aziendale possono aiutare a ridurre o addirittura eliminare il malcontento dei dipendenti, facendo leva sulle motivazioni interne di ognuno.

E’ proprio per questo motivo che Sloff  usa il sistema di incentivazione a premi, in quanto supporta la forza di volontà degli utenti a non cedere alla facile tentazione di usare lo smartphone in modo ossessivo e controproduttivo.

Ma se un datore di lavoro necessita la reperibilità dei propri collaboratori, perché dovrebbe incentivare a disconnettersi

Disconnettersi non significa essere “non reperibili”. Recentemente il colosso Generali Italia S.p.a. ha firmato l’intesa al lavoro agile che prevede il “diritto alla disconnessione” per i proprio dipendenti per promuovere il benessere e la conciliazione di vita e lavoro di lavoratori e lavoratrici. In pratica si prevede il divieto (o nessun obbligo di risposta) a mail e telefonate al di fuori dell’orario lavorativo.

Questa presa di posizione da parte di Generali rappresenta solo un esempio di come stiamo vivendo la transizione verso una nuova forma di lavoro agile, che necessita di nuove regole e tutele in capo ai lavoratori. Se parliamo di Sloff invece, non è uno strumento che isola l’utente dalle comunicazioni esterne, ma un veicolo educativo che incentiva a moderare l’uso dello smartphone filtrando solo le comunicazioni importanti quando è necessario. Sloff viene utilizzato dall’utente solo quando sente la necessità di concentrarsi per essere più produttivo o quando sente la necessità di staccarsi dalla rete.

Se consideriamo l’ambiente lavorativo, non è necessario che Sloff sia attivato durante tutto il corso dell’intera giornata, ma soltanto quanto l’utente ne sente l’esigenza ed è consapevole che in quel momento il cellulare potrebbe essere uno strumento di distrazione piuttosto che di utilità.

Sloff è a tutti gli effetti un veicolo educativo a supporto delle organizzazioni per affrontare il cambio di paradigma nell’era del lavoro agile e dell’iper-connessione.

E’ doveroso evidenziare inoltre, come questa piattaforma (lato premi) possa integrarsi con il piano welfare di ogni azienda, favorendo una distribuzione dei premi che aiuti a sperimentare nuove soluzioni per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti e la loro retention in azienda. Se all’inizio dell’articolo parlavamo delle problematiche relative all’iperconnessione, chiudiamo l’articolo con il link ad un documento dove queste tematiche vengono approfondite e spiegate in modo puntuale ed esaustivo. Il consiglio rivolto a qualunque HR manager che stia leggendo questo articolo è quello di prendere atto di questa tematica.

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